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Coaching

Il leader agile

Come possiamo riconoscere un talento nel nuovo panorama che il cambiamento in atto sta delineando?

Il leader agile - Come possiamo riconoscere un talento nel nuovo panorama che il cambiamento in atto sta delineando?

Queste le sfide che il mondo del lavoro e della formazione professionale ci pone: 

Competenze sempre più complesse: una forte specializzazione non sarà sufficiente se non accompagnata dalla capacità di ampiezza di visione. 

Il gap tra teoria e pratica si sta accentuando. Purtroppo quello che impariamo nelle aule universitarie è sempre meno applicabile sul posto di lavoro. Ciò che, infatti, sembra esserci più utile non è più il “cosa”, ma il “come”. 

La logica formativa dovrà passare da una modalità “push” (apprendimento preliminare e successiva applicazione delle nuove competenze) a una modalità “pull”. Ciò significa un’azione in prima persona da parte dei manager e professionisti che non si limiteranno più a determinare l’agenda dei propri bisogni formativi, ma anche a guidare in prima persona l’intero processo di apprendimento. 

Infine, la sempre maggiore consapevolezza che il cambiamento in atto non è solamente “nuovo”, ma anche imprevedibile. 

Possiamo citare cinque dinamiche della nuova leadership, soprattutto all’interno dell’ambito business. La prima è la sempre maggiore consapevolezza della trasformazione delle proprie competenze nell’avanzamento della carriera: da una capacità tecnica a una capacità di relazione e di interpretazione della realtà. 

La seconda riguarda la necessità di avere un “repertorio” comportamentale molto diversificato, a cui attingere nelle diverse situazioni. 

Il terzo è quello che in letteratura prende il nome di “paradosso manageriale”: il leader non può essere solamente o direttivo o partecipativo, ma deve essere capace di “abitare” due categorie comportamentali contrapposte contemporaneamente. 

Il quarto riguarda la capacità del leader di “zooming in e zooming out”: passare dal particolare al generale e viceversa con velocità e precisione, riuscendo a “mettere a fuoco” in entrambi i casi. 

Infine, la leadership globale: non solamente in senso geografico, ma anche e soprattutto concettuale e culturale. 

Come rispondere, allora, al panorama che abbiamo evocato. Che cosa significa imparare dall’esperienza e perché la Learning Agility diventa un fattore chiave di individuazione del Talento?
Una chiave di lettura alla domanda che ci siamo posta risede nella Learning Agility. Proviamo a definirla prendendo come riferimento Lominger, del Korn/Ferry Institute, che ha elaborato il modello sul quale abbiamo disegnato il percorso di cui parleremo. 

La learning agility può essere definita come la capacità di imparare dall’esperienza, e successivamente applicare questo apprendimento a performance di successo in condizioni di assoluta novità. 

È importante specificare che la Learning Agility, pur distinguendosi nettamente dall’intelligenza e dall’apprendimento tradizionale, non si contrappone ad esso, né si pone come alternativa. Se l’apprendimento tradizionale è caratterizzato, nelle sue performance più alte, da una capacità intellettiva sviluppata, dall’ottenimento di voti alti nei test e negli esami, da un’ottima capacità di analisi e la risoluzione lineare dei problemi, l’apprendimento agile si differenzia perché contrassegnato dalla “capacità di arrangiarsi”, dalla flessibilità intellettuale e relazionale, da un’ottima iniziativa e motivazione, da una spiccata curiosità e da un’alta consapevolezza di sé.   

Dopo aver definito la Learning Agility possiamo tornare al nostro primo interrogativo: come possiamo riconoscere un Talento, un agile learner? 

Proviamo a definirlo così:
Un eccellente pensatore critico che si sente a proprio agio rispetto alla complessità e all’ambiguità, esamina i problemi con accuratezza, e fa collegamenti nuovi, riuscendo ad esprimere con chiarezza agli altri il proprio pensiero. 

Conosce molto bene se stesso e riesce a rapportarsi prontamente con una vasta varietà di persone e situazioni difficili. Sotto la pressione del cambiamento si mantiene calmo e resiliente. 

È curioso, bendisposto a sperimentare, e riesce a rapportarsi con efficacia ai disagi del cambiamento. Ha passione per le idee ed è molto interessato al miglioramento continuo. 

Ottiene risultati in situazioni di assoluta novità ispirando i team con una leadership significativa. È capace di creare sicurezza in se stessi e negli altri. 

Quello che abbiamo appena fatto è incarnare nel leader agile, le cinque aree in cui la Learning Agility trova la sua concreta attuazione e fenomenologia: self awareness, mental agility, people agility, change agility, results agility. 

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L'autore è esperto in
Coaching

Dott.ssa Giusi Pappalepore - Roma (RM)

Dott.ssa Giusi Pappalepore

Counseling e coaching / Sviluppo e benessere

Via Ticino 18

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