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Consulenza psicologica

Il Cyberbullismo: una forma di violenza "moderna"

Cos'è il Cyberbullismo? E' possibile prevenirlo e combatterlo? Una riflessione su una nuova forma di disagio nata nell'era della tecnologia

Il Cyberbullismo: una forma di violenza "moderna" - Cos'è il Cyberbullismo? E' possibile prevenirlo e combatterlo? Una riflessione su una nuova forma di disagio nata nell'era della tecnologia

Riflettendo sulle innumerevoli notizie di cronaca che riportano episodi di suicidio di adolescenti a causa di minacce subite in rete ho deciso di approfondire il tema del cyberbullismo. Ritengo infatti che al giorno d’oggi sia fondamentale anche per noi psicologi rimanere costantemente aggiornati sulle nuove forme di disagio nate ed alimentate dall'avvento della tecnologia, la cui portata non è affatto da sottovalutare.
I vantaggi e le opportunità offerte dagli odierni mezzi di comunicazione sono di certo infiniti, soprattutto in termini comunicativo-relazionali, poichè i moderni dispositivi consentono di essere connessi con il mondo intero in pochissimi secondi. Tuttavia, Internet e i social network in modo particolare costituiscono anche degli strumenti molto potenti che, se utilizzati in modo non appropriato, possono divenire mezzi pericolosissimi che consentono di mettere in atto forme di diffamazione, di discriminazione e veri e propri atti di bullismo. 
Il cyberbullismo è un fenomeno descritto dalla ricerca internazionale soltanto a partire dal XXI secolo. Con tale termine si intende «un insieme di volontari e ripetuti danni inflitti attraverso l’uso del computer e di altri dispositivi elettronici» (Hinduja e Patchin, 2009). L’intento è quello di umiliare la dignità delle altre persone e molestare, danneggiare, svalutare un individuo o un gruppo di persone (Petrone e Troiano, 2008). E' importante sottolineare che: il comportamento deve essere deliberato e ripetuto; la vittima deve percepire che le è stato effettivamente causato un danno; i dispositivi utilizzati sono quelli elettronici e chi esercita il cyberbullismo si serve delle e-mail, della messaggistica istantanea, dei social, dei blog, degli sms e dell’uso di siti web.
Ma perchè il cyberbullismo è così pericoloso? Innanzitutto perché i bulli hanno la possibilità di rimanere anonimi, possono nascondere la loro identità dietro lo schermo di un pc. Si possono quindi sentire “invisibili” e questo dà loro una grande forza, perché possono approfittare di questa condizione per fare ciò che nella vita reale non avrebbero il coraggio di fare. Il materiale sulla vittima può essere velocemente diffuso in tutta la rete e l’anonimato consente ai bulli di spingersi spesso oltre i limiti, di non provare alcuna empatia per la vittima. Addirittura nel bullismo virtuale anche i ragazzi più fragili, le cosiddette “vittime della vita reale” possono diventare cyberbulli proprio per le possibilità offerte loro dalla rete e dal fatto che in essa possono contare sul gruppo, sostegno irrinunciabile che rappresenta una “protezione”. Esistono infine casi in cui cybervittima e cyberbullo non si conoscono nella vita reale, ma tutto si manifesta esclusivamente a livello virtuale.
I ragazzi vittima del cyberbullismo presentano spesso una difficoltà a confidarsi rispetto a ciò che sta loro accadendo, perdono progressivamente la propria autostima, il proprio entusiasmo, manifestando sintomi tipici di ansia e depressione e, spesso, difficoltà a livello scolastico e relazionale. Anche gli stessi bulli possono manifestare comportamenti quali un accentuato nervosismo, scarsa empatia, insensibilità e passano spesso molte ore on-line, sviluppando una “dipendenza” dalla rete Internet.
Quindi, cosa fare? Per PREVENIRE il cyberbullismo è importante innanzitutto incrementare l’attività di informazione e prevenzione in ambito familiare e scolastico. Fondamentale è il ruolo dei genitori: essi hanno il dovere morale di vigilare sulla vita virtuale dei figli ed è molto importante che imparino ad osservare il loro comportamento, per cogliere possibili manifestazioni di disagio o malessere. E’ importante inoltre che educhino i ragazzi ad un uso corretto e rispettoso di Internet e dei social network. Anche gli insegnanti hanno un ruolo importante nel leggere le dinamiche che si creano tra i banchi di scuola, dove spesso le vittime vengono accuratamente “scelte”. Lo stesso Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato una direttiva sul cyberbullismo, imponendo alle scuole di diffondere regolamenti specifici rispetto all’utilizzo del pc e della rete. I ragazzi stessi, inoltre, dovrebbero prestare molta attenzione alle informazioni personali che pubblicano on line, alla loro privacy, così come alle amicizie che accettano sui social.
Per COMBATTERE il cyberbullismo è importante denunciare immediatamente i fatti subiti alla polizia postale, organo preposto a contrastare tale fenomeno. Per le “vittime” può essere inoltre importante confidarsi con persone vicine e anche avvalersi dell’aiuto di professionisti qualificati, quali psicologi o psicoterapeuti, per ricevere un aiuto nell’elaborazione di quei “traumi” che tali episodi lasciano inevitabilmente in loro.

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L'autore Ŕ esperto in
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Dott.ssa Laura Zanolini - Brescia (BS)

Dott.ssa Laura Zanolini

Psicologi e Psichiatri / Psicologi

Via Oberdan 140

25127 - Brescia (BS)

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