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Diritto amministrativo

Responsabilità professionale: prescrizione

Una questione ancora da chiarire è quella riguardante la prescrizione del diritto ad agire contro il professionista per l’ottenimento di eventuali danni

Responsabilità professionale: prescrizione - Una questione ancora da chiarire è quella riguardante la prescrizione del diritto ad agire contro il professionista per l’ottenimento di eventuali danni

RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE,  PRESCRIZIONE, DECORRENZA, DIES A QUO 

 

Argomento di grande attualità e rilevanza è quello riguardante la responsabilità del professionista che non esegue la propria prestazione nel modo dovuto, generando un danno alla controparte. 

 

La Giurisprudenza ha inquadrato, oramai, da tempo, tale tipo di responsabilità nell’alveo della responsabilità contrattuale, con orientamento quasi unanime; in passato c’è stato un vasto dibattito giurisprudenziale anche riguardo all’inquadramento di tale tipo di responsabilità, atteso che, alcune  sentenze avevano configurato la responsabilità professionale come extra contrattuale. 

 

Una questione che rimane ancora da chiarire, in materia,  è quella riguardante la prescrizione del diritto ad agire contro il professionista per l’ottenimento di eventuali danni. 

 

In particolare si rileva che dubbi interpretativi sono sorti riguardo all’individuazione del dies a quo a partire dal quale  far partire il computo dei dieci anni per lo spirare del termine prescrizionale. 

 

In base ad un consolidato orientamento della Giurisprudenza di legittimità, la responsabilità del professionista è soggetta all’ordinario termine decennale di prescrizione, con decorrenza dal compimento dell’atto dannoso. 

 

Tale principio è stato confermato a più riprese in sentenze che hanno riguardato professionisti operanti in settori diversi: medici, notai, avvocati. 

 

In particolare in materia di responsabilità del notaio il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno, a causa della mancata rilevazione di pesi e/o  vincoli sull’immobile oggetto di compravendita, è stato individuato, da buona parte della Giurisprudenza, nel momento della stipulazione dell’atto pubblico di trasferimento dell’immobile. 

 

I giudici hanno rilevato, in realtà, che al momento della stipulazione dell’atto pubblico di trasferimento la posizione dell’acquirente viene incisa negativamente dall’ipoteca (o eventuale altro peso) iscritta sul bene e, pertanto, da quel momento l’acquirente potrebbe far valere la relativa responsabilità del notaio rogante (in tal senso Cass civ. 10.10.92 n. 11094; Cass. Civ. 7.11.2005 n. 21495). 

 

In particolare in una recente sentenza in materia di responsabilità notarile la Cassazione  (n.21026/ 2014) ha riconosciuto e confermato che il danno in capo al cliente si verificherebbe dal momento della redazione dell’atto pubblico (e non dal successivo accertamento dell’errore in cui è incorso il professionista). 

 

Nello stesso senso la Giurisprudenza si è espressa anche riguardo alla responsabilità del medico e dell’avvocato (Cass. civ. 28.01.2004 n. 1547). 

 

In difformità a quanto previsto dalle dette pronunce esiste un filone giurisprudenziale che fa decorrere il termine di prescrizione dell’azione di responsabilità professionale, non dal compimento dell’inesatta prestazione del professionista, ma dal momento in cui il danno si manifesta all’esterno e diventa oggettivamente percepibile e conoscibile da chi ha interesse a farlo valere (Cass. civ. 9 maggio 2000 n. 5914; Cass civ. 15.07.2009 n. 16463). 

 

Secondo i giudici, quindi, l’oggettiva impercettibilità e irriconoscibilità del danno e quindi la sua mancata esteriorizzazione impedisce il decorso della prescrizione. 

 

A sostegno di tale tesi i giudici hanno fatto riferimento all’art 2935 cod. civ. in virtù del quale il termine di prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere. 

 

E’ necessario precisare, però, che secondo un principio pacificamente affermato in Giurisprudenza, l’impossibilità di far valere il diritto al quale l’art 2935 cod. civ. attribuisce rilevanza di fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione è solo quella che deriva da cause giuridiche che ostacolino l’esercizio del diritto stesso e non comprende gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto, come quelli che trovano la loro causa nell’ignoranza, da parte del titolare, dell’evento generatore del suo diritto e nel ritardo con cui egli proceda ad accertarlo (Cass. Sez III 7.11.2005 n. 21500; Cass Sez II 10.09.2007 n. 19012; Cass 7.05.1996 n. 4235; Cass 19.9.2003 n. 13885; Cass Sez lav. 8.07.2009 n. 15991; Cass Sez lav 27.06.2011 n. 14163). 

 

Di conseguenza, il filone giurisprudenziale che fa decorrere il termine per il computo del periodo prescrizionale dal momento in cui il danno si è manifestato esteriormente è pienamente condivisibile quando si è al cospetto di cause giuridiche effettivamente impeditive ed ostative dell’esercizio del diritto e non di ostacoli di mero fatto o impedimenti soggettivi. 

 

In effetti la semplice inerzia o ignoranza del titolare del diritto ad agire per l’ottenimento dei danni non può essere considerata causa giuridica impeditiva all’esercizio dell’azione di risarcimento danni, come previsto dall’innanzi richiamato filone giurisprudenziale ma è semplicemente un impedimento soggettivo. 

 

A conferma di quanto detto si aggiunge che, generalmente, il danno da responsabilità professionale viene prodotto al momento della prestazione stessa e può essere facilmente individuato e percepito fin dal momento in cui il professionista porta a termine il proprio incarico. 

 

Ad esempio in materia di responsabilità  del notaio  che  non abbia avvertito le parti dell’esistenza di vincoli o pesi sull’immobile oggetto di compravendita si osserva  che l’esistenza di un pignoramento o di un ipoteca costituisce, di per sé,  una causa di danni per l’acquirente che è immediatamente individuabile; il cliente del professionista, una volta resosi conto dell’esistenza del peso,  può immediatamente agire per ottenere il ristoro dei danni per l’acquisto dell’immobile gravato da pesi. 

 

A conferma di quanto detto si evidenzia che la Cassazione ha affermato il principio in virtù del quale l’obbligo di risarcimento danni in caso di iscrizione ipotecaria non rilevata dal notaio può essere disposto anche in forma specifica mediante la condanna alla cancellazione del vincolo con il pagamento della somma necessaria a tal fine per il compimento delle richieste formalità, oltre che per equivalente ex art 2058 cod. civ.(cfr. Cass Sez III 19.06.2013 n. 15305). 

 

Di conseguenza è evidente in casi simili è giusto far partire il computo del periodo prescrizionale  dal giorno della  stipula dell’atto. 

 

In casi in cui l’esistenza del danno viene fuori in un momento successivo ed esistano impedimenti  giuridici  ostativi alla percezione del danno in un momento precedente è condivisibile spostare in avanti il termine iniziale per l’individuazione del periodo prescrizionale. 

 

Il conflitto fra diversi orientamenti giurisprudenziali in effetti può  essere risolto interpretando nel modo corretto l’art 2935 cod. civ. 

 

Si conclude osservando, comunque, che  lo spostamento del giorno dal quale far partire il calcolo dei dieci anni ai fini prescrizionali al momento in cui  il danno diviene percepibile – come previsto in molte sentenze - presenta  dei profili di criticità. 

 

Invero tale orientamento rende l’azione di risarcimento danni per responsabilità professionale imprescrittibile, potendo il cliente lamentare il danno anche allorquando sia passato un notevole lasso di tempo dal momento della prestazione professionale. 

 

Peraltro la responsabilità del professionista, essendo soggetta ad accertamento dopo un lungo lasso di tempo può essere valutata diversamente anche a causa di mutamenti legislativi intervenuti nel frattempo. 

 

Tutto ciò espone il professionista in maniera eccessiva e, peraltro, lo mette in condizioni di non potersi difendere in maniera adeguata (per la difficoltà di reperire prove scritte o di testimoni che possano ricordare qualcosa della vicenda)   nei casi in cui subisce azioni di risarcimento danni da responsabilità professionale dopo trenta anni dallo svolgimento della prestazione. 

 

Lecce 23.05.2016 Avv. Daniela Adami

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Avv. Daniela Gemma Adami - Lecce (LE)

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Avvocati / Civile

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