Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Richiedi la prima consulenza oggi
La Rubrica informativa di ProntoProfessionista.it, comprende spazi a pagamento degli autori

Diritto internazionale

I danni punitivi all’attenzione delle SS.UU.

La Suprema Corte si interroga sull’attualità della nozione di ordine pubblico e danni risarcibili non meramente restitutori

I danni punitivi all’attenzione delle SS.UU. - La Suprema Corte si interroga sull’attualità della nozione di ordine pubblico e danni risarcibili non meramente restitutori

Interessante Ordinanza della Prima Sezione della Corte di Cassazione (n. 9978 del 16.5.2016) che rimette gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite, in quanto implicante la soluzione di una questione di massima importanza. Chiede di valutare l’intervento delle Sezioni Unite in materia di giudizio di delibazione in tema di danni punitivi

Accadeva infatti che nell’ambito di un procedimento di delibazione di tre sentenze rese da giudici statunitensi, fosse contemplata in danno della soccombente italiana una cospicua somma a titolo di danno non meramente restitutorio

Ciò in contrasto con i principi del nostro ordinamento. 

E questo è il primo aspetto che solleva l’interesse della Prima Sezione, ossia l’attualità della nozione di ordine pubblico rispetto al contesto comunitario ed internazionale che, di fatto, impone una revisione dei principi consolidati in materia. 

Argomenta infatti la Prima Sezione: “Nella giurisprudenza più recente prevale il riferimento all'ordine pubblico internazionale, da intendersi come complesso dei principi fondamentali caratterizzanti l'ordinamento interno in un determinato periodo storico, ma fondati su esigenze di tutela dei diritti fondamentali dell'uomo comuni ai diversi ordinamenti e desumibili, innanzi tutto, dai sistemi di tutela approntati a livello sovraordinato rispetto alla legislazione ordinaria (vd., tra le tante, Cass. n. 1302 e 19405 del 2013, n. 27592 del 2006, n. 22332 del 2004, n. 17349 del 2002, n. 2788 del 1995). 

Questa evoluzione del concetto di ordine pubblico segna un progressivo e condivisibile allentamento del livello di guardia tradizionalmente opposto dall'ordinamento nazionale all'ingresso di istituti giuridici e valori estranei, purchè compatibili con i principi fondamentali desumibili, in primo luogo, dalla Costituzione, ma anche dai Trattati fondativi e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e, indirettamente, dalla Convenzione Europea dei diritti dell'uomo (si è osservato, in dottrina, che il nostro ordinamento si propone, in tal modo, di salvaguardare la stessa comunità internazionale che trova la sua difesa anche negli ordinamenti interni dei vari Stati). 

Se ne ha conferma nella normativa comunitaria, che esclude il riconoscimento (ora previsto come automatico) nei soli casi di "manifesta" contrarietà all'ordine pubblico (vd., ad es., l'art. 34 del regol. CE 22 dicembre 2001 n. 44, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale; l'art. 26 del regol. CE 11 luglio 2007 n. 864, sulla legge applicabile alle obbligazioni extracontrattuali; l'art. 22 e 23 del regol. CE 27 novembre 2003, n. 2201, in tema di riconoscimento ed esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e della responsabilità genitoriale; l'art. 24 del regol. CE 18 dicembre 2008, n. 4/2009, in materia di obbligazioni alimentari)”.  

E prosegue: In altri termini, l'ordine pubblico non si identifica con quello esclusivamente interno, poichè, altrimenti, le norme di conflitto sarebbero operanti solo ove conducessero all'applicazione di norme materiali aventi contenuto simile a quelle italiane, cancellando la diversità tra i sistemi giuridici e rendendo inutili le regole del diritto internazionale privato (è chiara in tal senso Cass. n. 10215 del 2007)”. 

Passando poi alla natura del danno risarcibile e quindi aprendo al risarcimento che non sia meramente restitutorio, la Prima Sezione osserva sul punto che: “E' dubbio, tuttavia, se la funzione riparatoria - compensativa, seppur prevalente nel nostro ordinamento, sia davvero l'unica attribuibile al rimedio risarcitorio e se sia condivisibile la tesi che ne esclude, in radice, qualsiasi sfumatura punitiva deterrente (una parte della dottrina, infatti, auspica un parziale recupero della categoria dell'"illecito civile", cui si connette la funzione preventiva o deterrente del rimedio risarcitorio, quale strumento più adeguato per la tutela dei diritti fondamentali della persona); è anche dubbio se al riconoscimento di statuizioni risarcitorie straniere, con funzione sanzionatoria, possa opporsi un principio di ordine pubblico desumibile da categorie e concetti di diritto interno, finendo, in tal modo, per trattare la sentenza straniera come se fosse una sentenza di merito emessa da un giudice italiano (come rilevato dalla dottrina, espressasi in senso prevalentemente critico rispetto ai precedenti di questa Corte del 2007 e del 2012). E soprattutto, si dovrebbe dimostrare che la funzione del rimedio risarcitorio, attualmente configurato in termini esclusivamente compensatori, assurga al rango di un valore costituzionale essenziale e imprescindibile del nostro ordinamento, rispetto al quale non sarebbe consentito neppure al legislatore ordinario di derogarvi, conclusione questa cui, però, non si spinge neppure la citata Cass., sez. un., n. 15350 del 2015”. 

Vedremo quindi il seguito di questa interessantissima questione, dagli esiti potenzialmente innovativi.

articolo del

Profilo dell'autore Richiedi il primo contatto gratuito in studio

Commenta l'articolo

Produezero s.r.l. non si assume alcuna responsabilità circa il contenuto dei commenti rilasciati dai singoli Utenti del sito www.ProntoProfessionista.it, che abbiano carattere diffamatorio, denigratorio ovvero contrario alla legge.
Produezero s.r.l. fornirà all'Autorità Giudiziaria ogni informazione utile all'identificazione del singolo Utente che abbia rilasciato commenti in contrasto con la normativa vigente.
Accetto
Invia
Resetta

L'autore è esperto in
Diritto internazionale

Studio Legale Avv. Filippo Crippa Sardi - Bergamo (BG)

Studio Legale Avv. Filippo Crippa Sardi

Avvocati / Civile

Via Tasso 35 (passaggio San Bartolomeo 7)

24121 - Bergamo (BG)

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Ad esempio: Località / Indirizzo

Altri articoli del professionista

Prodotti di lusso e piattaforme "popolari"

La moda ai tempi di internet all'attenzione della CGUE. La rinomanza del "brand" impedisce la vendita automatica anche su piattaforme terze.

Continua

Le "Free Trade Zones" e l'internazionalizzazione

Un'occasione spesso misconosciuta od ignorata per le imprese che vogliono espandersi sui mercati internazionali con un occhio al mercato interno

Continua

Le controversie tra Stati in ambito internazionale

Una rapida panoramica sulla situazione dello Stato di Diritto nella soluzione delle controversie interstatuali

Continua

C'è un Giudice a Brooklyn...

Lo Stato di Diritto ed i principi costituzionali rimangono il presidio verso una legislazione emergenziale farraginosa e corriva

Continua

Volskwagen condannata da un Tribunale tedesco

Il Tribunale di Hildesheim, nella Bassa Sassonia è il primo a condannare direttamente la casa automobilistica

Continua

Brexit: deve pronunciarsi il Parlamento inglese

La decisione della High Court complica i tempi e le procedure per l'uscita dell'Inghilterra dalla UE. E soprattutto spariglia i giochi della politica

Continua

India, Paese delle opportunità

Il subcontinente indiano offre alle PMI Italiane straordinarie opportunità imprenditoriali, non sempre conosciute appieno

Continua

Diritto Comunitario, questo sconosciuto

Il Diritto comunitario sempre più si sovrappone e sostituisce a quello nazionale, con importanti conseguenze nella vita di cittadini e imprese

Continua

PMI e pianificazione legale tra mondo e mercati

PMI e avvocati. Un rapporto molto difficile e controverso, frutto di pregiudizi e luoghi comuni. Mentre gli altri...

Continua