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Consulenza psicologica

Perchè l'ansia?

Le cause principali dei disturbi d'ansia

Perchè l'ansia? - Le cause principali dei disturbi d'ansia

Come si sviluppano i disturbi d’ansia? Non è sempre facile e immediato capire come mai abbiamo sviluppato una fobia o che cosa abbia realmente scatenato un attacco di panico. Questo accade perchè non sempre le cause reali sono associate in maniera diretta allo stimolo che scatena l’ansia, ma risalgono a situazioni del passato e meccanismi che abbiamo appreso durante l’infanzia per far fronte a condizioni di vita o eventi difficili. 

Bisogna innanzi tutto distinguere tra la personalità ansiosa e i disturbi d’ansia. Nel primo caso, l’ansia accompagna costantemente la persona, la quale vive tutte le situazioni quotidiane con una forte attivazione, si preoccupa molto anche in contesti dove non è necessario e ha una visione del futuro catastrofica. Queste persone tendono ad avere una visione di sè come poco capaci e del mondo come pericoloso, sentono il bisogno di tenere tutto sotto controllo e temono le conseguenze negative della perdita di controllo in modo sproporzionato alla realtà dei fatti. Questa modalità di affrontare la vita e le sfide di ogni giorno è molto stressante e ci si può sentire esasperati, perchè non si riesce a godere dei momenti positivi in quanto proiettati continuamente sulla preoccupazione che qualcosa possa andare storto. 

Le cause di questo modello di personalità vanno ricercate nell’infanzia. È possibile che uno dei genitori fosse altrettanto ansioso e che si sia “imparato” da lui ad affrontare la vita in questo modo; infatti i genitori, e gli adulti di riferimento in generale, fungono da modello al bambino piccolo, che adotta i loro modi di pensare, di comportarsi e di vedere sè e il mondo. Oppure, molto spesso, chi presenta un quadro di personalità simile ha sperimentato nell’infanzia delle relazioni  da una parte poco affettuose, dall’altra che limitavano l’autonomia del bambino attraverso continui ammonimenti sulla pericolosità del mondo. In questo modo, il bambino impara che, non solo il mondo è minaccioso, ma anche che lui non ha le capacità per affrontarlo, perchè non viene aiutato a sviluppare risorse e competenze per affrontare i pericoli, bensì limitato con la convinzione che lui sia fragile. Queste due convinzioni (il mondo è pericoloso e io sono fragile) innescano nella persona un costante stato di preoccupazione e di senso di impotenza e incapacità, che sono poi alla base dell’ansia. Questi meccanismi, il più delle volte, non sono immediatamente riconoscibili, proprio perchè il processo con cui si forma la personalità a partire dall’infanzia è lento e basato su modalità di relazione adulto-bambino così consolidati da risultare automatici e spesso inconsapevoli. 

Nel caso di disturbi d’ansia specifici, come la fobia specifica, il disturbo da attacco di panico o la fobia sociale, le cause possono non essere immediatamente riconducibili allo stimolo che innesca il comportamento fobico. Per esempio, una persona che ha paura dei luoghi affollati non è detto che abbia vissuto un’esperienza traumatica in un luogo affollato, la causa del suo disagio va invece cercata più a fondo, in esperienze e vissuti che magari apparentemente non hanno alcun legame con la fobia in questione, se non un esile collegamento, che è però di fondamentale importanza trovare per comprendere e risolvere il disturbo. Bisogna innanzi tutto tenere presente che ogni fobia o disturbo d’ansia ha un senso, anche se non immediatamente comprensibile, e che la persona l’ha sviluppato per difendersi da qualcosa di più minaccioso; pertanto il sintomo va riconosciuto come una modalità di difesa che è diventata disfunzionale, ma che ha avuto una sua funzione in passato. Possiamo vedere la fobia come una decisione che il soggetto prende (del tutto al di fuori della propria consapevolezza) per difendersi da qualche pericolo. In alcuni casi, ha la funzione di limitare la possibilità di godere e di gioire, in contesti di vita in cui ciò non è permesso: per esempio, se un bambino, ogni volta che manifesta la propria creatività e spontaneità, viene deriso dagli adulti che gli stanno intorno, potrebbe sviluppare un’ansia sociale per difendersi dagli aspetti più gioiosi di sè, perchè li ha sperimentati come pericolosi. Oppure la limitazione può essere legata al potere: se si è cresciuti in un ambiente in cui le autonomie erano punite, l’ansia diventa un modalità in cui ci si priva del proprio potere di affrontare le cose, per poter sopravvivere in una realtà in cui è premiata la dipendenza. 

In altri casi, invece, il disturbo d’ansia si sviluppa perchè il soggetto “sposta” la propria paura su uno stimolo meno spaventoso di quello reale. Bambini che hanno vissuto abusi, separazioni dei genitori o altre situazioni traumatiche possono sviluppare, in età adulta, attacchi di panico o fobie specifiche, apparentemente senza motivo, ma che in realtà sono una modalità più accettabile di elaborare la paura e la perdita di controllo sperimentati in passato. 

Infine, un disturbo d’ansia può avere origine da situazioni traumatiche o stressanti della vita adulta; per esempio, un soggetto che è rimasto coinvolto in un grave incidente, può sviluppare attacchi di panico o agorafobia. In questi casi, il collegamento tra disturbo e causa è più facilmente individuabile e anche la risoluzione del problema è più semplice, in quanto ha radici meno profonde. 

È quindi chiaro come, nella maggior parte dei casi, non sia semplice e immediato individuare le cause di un disturbo d’ansia. Comprenderle è, però fondamentale per iniziare un percorso che porti alla remissione dei sintomi e alla conquista di una vita più serena e soddisfacente. È consigliabile chiedere l’aiuto di uno psicoterapeuta per andare a ricercare nel proprio passato le origini del comportamento disturbante e per iniziare un percorso di guarigione.

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L'autore è esperto in
Consulenza psicologica

Dr.ssa Ostini Chiara - Sesto San Giovanni (MI)

Dr.ssa Ostini Chiara

Psicologi e Psichiatri / Psicologi

P.zza 4 Novembre 29

20099 - Sesto San Giovanni (MI)

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