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Il Coping

Quali strategie risultano più efficaci per "vincere la sfida" e superare la crisi

Il Coping - Quali strategie risultano più efficaci per "vincere la sfida" e superare la crisi

Per  Coping (dall’inglese to cope) si intende la modalità  secondo la quale ogni individuo  affronta  lo stress e le pressioni che derivano dall’ambiente esterno. 

Al profilarsi di una  situazione  critica occorre esaminare  e valutare le nostre capacità  di saperla fronteggiare e gestire. 

L’uomo, sottoposto a  difficoltà attiva diverse strategie per  sapersi  adattarsi. 

Del resto, se la razza umana, non avesse dato prova di superare  guerre, epidemie e calamità naturali non sarebbe pervenuta ai nostri giorni!  

L’individuo, in presenza di un imprevisto come, ad esempio, il rientro a casa in automobile, in una giornata  rigida, col probabile rischio di percorrere una strada ghiacciata,  tende a compiere una valutazione del pericolo. 

E’ proprio la tensione che  deriva dalla difficoltà contingente  a potenziare la nostra attenzione e i sensi mettendoci in condizione di  far fronte al pericolo. 

La valutazione soggettiva delle sollecitazioni appare  fondamentale  per  sviluppare un coping  adeguato. 

Endler e Parker hanno individuato tre tipologie di coping predominanti. 

Il primo, quello elettivo, centrato sulla manovra (task coping) è la tendenza ad affrontare il problema in modo diretto, ricercando attivamente possibili soluzioni. 

Facciamo un breve  esempio:  se mio figlio  manifesta un mediocre rendimento scolastico, come genitore, potrei organizzare  un gruppo di studio, suggerire delle ripetizioni private o ipotizzare un cambio di scuola, in definitiva, analizzare ipotesi realistiche  tese a  risolvere la difficoltà.
Il secondo stile di coping  è quello centrato sulle emozioni (emotion coping): la capacità di regolare l’affettività ci consente di mantenere una prospettiva  di speranza e controllo  nel disagio. 

In alternativa, saremmo “in balia” degli eventi, con il rischio di venirne  sopraffatti e destabilizzarci; se  non  riusciamo a conservare lucidità nel valutare la situazione,  faticheremo a individuare strategie adeguate. 

Di fronte ad una diagnosi di malattia, l’individuo deve saper gestire le naturali  reazioni emotive di disperazione  e muovere i passi necessari verso la guarigione. 

Per  quanto sia umano essere  assaliti dall’ansia, indulgere nella disperazione e nel vittimismo non  risulta certo efficace. 

Un ultimo modello di  coping  è centrato sulle  misure di evitamento (avoidance coping): rappresenta il tentativo dell’individuo di ignorare la minaccia dell’evento stressante, attraverso la ricerca di diversivo sociale o impegnandosi in attività che distraggano  dal problema. 

Troviamo un esempio  calzante, osservando persone che abusano di alcool, droghe e sovralimentazione. 

E ancora,  il tipico adolescente    tende a non  impegnarsi per superare le difficoltà, quanto piuttosto  comportarsi  in modo dispersivo ed inefficace ( va a ballare, esce con il gruppo di amici, gioca per ore davanti al pc ). 

  

Un ulteriore esempio di evitamento è il fenomeno, che ha avuto origine in Giappone e che si osserva anche in Occidente, degli  “Hikikomori”, letteralmente “ragazzi in ritiro”. Sono  giovani  che rifiutano la vita reale e si rintanano narcisisticamente nel microcosmo della propria stanza, vivendo  virtualmente  attraverso la chat. 

Si tratta di un coping  disadattivo che, anziché rinforzare l’ auto stima del giovane, attraverso i rinforzi derivanti  dall’ esperienza quotidiana, allontana dalla realtà.
Partendo da tale classificazione, Endler e Parker hanno costruito e validato  un  test che permette di individuare la propria modalità elettiva di  Coping: 

il CISS - Inventory for Stressful Situations  (1990). 

Per  concludere, la persona  dotata di valide capacità di adattamento  dovrebbe  essere in grado di utilizzare strategie di coping  flessibili e diversificate,    modificandole  qualora  si rivelino  inefficaci . 

 

Parafrasando Einstein: “La mente è come il paracadute, funziona solo se si apre”.

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