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Consulenza e assistenza fiscale e tributaria

Avvio di nuova attività

Come avviare una nuova impresa, problematiche amministrative e gestionali

Avvio di nuova attività - Come avviare una nuova impresa, problematiche amministrative e gestionali

In periodi di elevata disoccupazione capita che in molti, giovani e non solo, si affaccino sul mondo del lavoro con l’idea di avviare una propria attività autonoma. L’idea è sicuramente buona, ma è necessario farsi consigliare e soprattutto a studiare con attenzione tutti gli aspetti di una apertura di nuova ditta. 

Parliamo di attività di commercio svolto in forma di ditta individuale, anche se alcuni aspetti sono comuni a tutte le forme di attività si intendano svolgere. 

Per prima cosa si deve individuare il locale presso il quale svolgere l’attività: un locale da adibire ad attività economica deve anzitutto trovarsi in prossimità del centro cittadino prescelto, possibilmente nella via centrale o una laterale di questa, comunque ben frequentata, con traffico regolare nei due sensi di marcia, un parcheggio adeguato vicino o poco distante, altre attività economiche confinanti ben avviate sono di buon auspicio. 

Il locale deve essere ovviamente non occupato, e individuato il proprietario, sarà utile chiedere tutti i costi relativi alla sua utilizzazione, canone di locazione, costo del condominio, costo approssimativo delle utenze e ogni altra informazione che il locatore potrà essere in grado di fornirci potrebbe essere utile, nonché copia del regolamento di condominio: il regolamento di condominio potrebbero contenere regole restrittive che riguardano l’esercizio di attività economiche nei locali facenti parte del complesso, ad esempio l’apposizione di insegne o pubblicità varie esterne, l’orario di silenzio oppure limiti alla installazione di pompe di calore o canne fumarie. Proseguendo in ordine, se il locale ci convince, sarà utile recarsi all’Ufficio Tecnico del Comune per conoscere la destinazione urbanistica dell’immobile che ci interessa, soprattutto se l’attività che intendiamo svolgere potrebbe essere considerata artigianale o comunque diversa dal classico commercio al dettaglio. L’Ufficio Tecnico del Comune inoltre potrebbe essere a conoscenza di problematiche urbanistiche, chiusura temporanea di vie principali o riduzione del traffico in un solo senso di marcia, oppure creazione di isole pedonali, ecc. insomma ogni e qualsiasi informazione può essere utile. 

Proseguendo sarà necessario stipulare un contratto di locazione, in esso oltre al canone annuo e le modalità di pagamento e gestione del negozio, sarà opportuno far inserire clausole contenenti la possibilità di disdetta anticipata da parte del conduttore, con preavviso di 6 mesi o un anno se il locatore non ci concede di meno. Questa clausola, sebbene prevista dalla Legge 392/78, che regolamenta tutti gli immobili non abitativi, se non viene riportata espressamente sul contratto non potrà essere fatta valere nei confronti del locatore. Nei contratti stipulati per attività di nuova istituzione si cerca di contrattare il prezzo, e spesso vediamo canoni “a scaletta”, aumentati progressivamente nel secondo anno di locazione, per arrivare al canone concordato solo al terzo anno di attività. 

Il contratto dovrà essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate, con versamento della relativa imposta e apposizione di bolli. 

Il locale potrebbe avere necessità di lavori interni per renderlo idoneo allo svolgimento dell’attività che ci siamo prefissi, ricordiamoci che il costo è a carico dell’inquilino, e prima di iniziare sarà opportuno richiedere l’autorizzazione al proprietario, nonché al condominio se interessato. E’ buona norma avvisare tutti i condomini della data di inizio e di termine dei lavori. 

Non è indispensabile ma suggerisco una visita presso l’Ufficio Attività Produttive del Comune: potremmo avere informazioni circa l’utilizzo del locale in precedenza, del successo o meno ottenuto, e inoltre è importante verificare la sussistenza da parte nostra dei requisiti professionali per svolgere l’attività. A parte il caso di vendita o somministrazione di alimenti, il commercio non richiede al momento l’esistenza di particolari requisiti, sebbene previsti da leggi regionali, queste non hanno ancora trovato applicazione. 

La vendita e/o somministrazione di alimenti e bevande richiede inoltre l’autorizzazione sanitaria rilasciata dalla ASL competente, per la quale sarà utile contattare preventivamente gli ispettori preposti al controllo di queste attività, per farsi istruire e consigliare se possibile. 

L’apertura attività richiederà poi, una volta completato l’allestimento del negozio, preventivamente all’inizio attività, la costituzione di posizioni agli Enti: attribuzione di partita Iva, segnalazione o denuncia di inizio attività presso il comune (SCIA), iscrizione della ditta presso la Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura (CCIAA), iscrizione INAIL e INPS, apertura di una pec (posta elettronica certificata). 

Altre comunicazioni al Comune dovranno essere fatte per l’insegna e per i tributi dovuti (pubblicità, tasi, rifiuti, occupazione del suolo ecc). 

Una tappa a parte è la ricerca di eventuali contributi: al momento non ci sono molti bandi aperti, alcuni esistenti sono stati sospesi per mancanza di fondi, in ogni caso chiediamo al Comune e poi alla Regione, alla CCIAA ed eventualmente a qualche sindacato di categoria. Meglio non fidarsi di probabili intermediari improvvisati che paventano preparazione e promettono chissà cosa, chiedendo però il pagamento di una tariffa nell’immediato. 

L’apertura di una ditta richiede in tutti i casi una attenta valutazione di ogni aspetto, per questo è utile predisporre, con l’aiuto di un consulente, un accurato business plan che tenga conto del lato tecnico ma anche patrimoniale, finanziario e da ultimo ma non meno importante quello economico. 

Sarà un business plan che analizzi attentamente tutti gli aspetti considerati, a dirci se il nostro progetto avrà successo e in quale misura, i limiti, gli ostacoli a cui potremmo andare incontro, i tempi di realizzo di un equilibrio economico e finanziario soddisfacenti. 

  

       

 

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