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Diritto penale criminale

Omicidio Stradale

Intervista stampa Svizzera al Prof. Michele Miccoli

Omicidio Stradale - Intervista stampa Svizzera al Prof. Michele Miccoli

Sicurezza e omicidio stradale. La nuova legge? “Inappropriata” 

Imola (Italia) – Si svolgerà domani all’Autodromo di Imola il convegno dal titolo “Focus Sicurezza stradale ed Omicidio stradale”. Numerose le autorità che interverranno, tra cui il vice sindaco di Imola, Roberto Visani, e del Direttore dell’Autodromo Pier Giovanni Ricci.  Presente anche l’avvocato Michele Miccoli, professore universitario e Presidente dell’associazione Piemmenews, che Ipusnews ha intervistato per capire meglio di che cosa stiamo parlando quando affrontiamo temi delicati come quello della sicurezza stradale. 

Avvocato Miccoli, perché oggi è più che mai attuale parlare di sicurezza e omicidio stradale?
Innanzitutto bisogna distinguerei l’importanza degli argomenti. Sicurezza, intesa nello specifico come sicurezza stradale, è un argomento ormai “vecchio” ma purtroppo ancora più che mai attuale. I dati ISTAT attualmente disponibili ci consentono di osservare che dal 2001 sino al 2014 si è registrata un’elevata riduzione del numero di vittime a seguito incidenti stradali , pari quasi al 50%. Nonostante questo, il numero di morti rimane ancora molto elevato, dai dati Istat nel 2014, in Italia si sono verificati 177.031 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato la morte di 3.381 persone e il ferimento di altre 251.147. Rispetto al 2013, il numero di incidenti è di poco sceso ma non così sensibilmente il numero dei morti. 

Purtroppo sconvolgente è il confronto con gli altri Paesi europei in quanto l’Italia presenta, infatti, un tasso di mortalità (numero di vittime per milione di abitanti) che è tuttora quasi doppio rispetto a quello svedese o olandese. E’ quindi assolutamente indispensabile continuare a lavorare in maniera coordinata su tutti i fronti, al fine di raggiungere livelli di sicurezza “Europei” se di “uniformità” Europea si può ancora parlare…..   Ogni iniziativa volta a consentire di migliorare e raggiungere questi obiettivi non va trascurata e tra queste rientrano sicuramente eventuali continui aggiornamenti delle norme sulla circolazione stradale al fine di garantire maggior incisività sui controlli su strada. Da tutti questi presupposti è nata l’idea dell’introduzione di una nuova legge che ha previsto un nuovo reato cd. di omicidio stradale la cui approvazione , allo stato dei fatti, a mio parere era inopportuna. A cosa serve introdurre un nuovo reato quando già esiste il reato di omicidio colposo? Sarebbe stato sufficiente modificare l’art. 589 del c.p. e inasprire le pene per tali tipologie di reati. 

Com’è la situazione italiana rispetto al resto d’Europa?
Come ho già detto siamo più o meno al 15 posto nella classifica Europea. 

Quali sono le criticità della normativa attuale e quali invece i pregi?
Se lei intende come normativa attuale la nuova legge sull’omicidio stradale direi che, ormai che è stata approvata, risulta assolutamente necessaria una sua modifica in quanto non ci si è resi consapevoli della gravità delle conseguenze della legge per persone che pur guidando perfettamente sobrie, dovesse risultare responsabile, anche per semplice distrazione, di un incidente da cui derivino lesioni gravi, rischia di perdere la patente per cinque anni, al pari di un ubriaco o drogato al volante . Si consideri che per lesioni gravi il Codice penale intende anche “l’incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni”. In un paese in cui molti sono coloro che se ne approfittano di piccoli incidenti stradali molti ignari responsabili rischiano di trovarsi appiedati per parecchi anni. 

Cosa si può fare per diminuire il numero delle “vittime della strada”?
Le problematiche da affrontare sono molto complesse, di tipo multisettoriale e multidisciplinare, e richiedono una pianificazione strategica efficace a livello nazionale. Questa strategia deve includere i requisiti di sicurezza di tutti i veicoli utilizzati per la circolazione stradale, inoltre coinvolgere maggiormente gli Istituti di istruzione nella formazione di base dei ragazzi sin dai primi anni di scuola. Nel 2016 appare assolutamente inaccettabile che nella scuola dell’obbligo l’Educazione stradale sia ancora la cenerentola delle materie la cui programmazione spesso è lasciata al gradimento o meno della materia da parte del Dirigente Scolastico…si consideri che se un ragazzo non ritiene di acquisire alcuna categoria di patente sino al suo 18° compleanno, lo stesso avrà pochissime occasioni per affrontare ed acquisire le minime nozioni di base sulla circolazione stradale, alquanto necessarie se non altro quale semplice pedone. Inderogabile è quindi un’accelerazione affinché , seppur già discussa , la sicurezza stradale assieme all’educazione civica, rientri tra le materia ricomprese nelle pagelle scolastiche. 

Spesso le vittime sono giovani, cosa si può fare per la loro sicurezza?
Come ho già detto intensificando i programmi di educazione stradale a livello scolastico e pratico 

Oltre agli enti pubblici, chi secondo lei può essere un attore decisivo nel campo della prevenzione?
Senza dubbio la Scuola, ovviamente dopo la famiglia che deve essere coinvolta anche tramite gli Enti assistenziali ovviamente per consentire un adeguato aggiornamento a genitori che, magari, hanno ottenuto la patente 30 anni prima…

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L'autore Ŕ esperto in
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Avv. Prof. Michele Miccoli - Milano (MI)

Avv. Prof. Michele Miccoli

Avvocati / Penale

Via Monte Napoleone 8

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