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Welfare aziendale: novità e benefici fiscali

Le modifiche dell'art. 51 del TUIR introducono interessanti opportunità e benefici fiscali per valorizzare e incentivare le risorse umane in azienda

Welfare aziendale: novità e benefici fiscali - Le modifiche dell'art. 51 del TUIR introducono interessanti opportunità e benefici fiscali per valorizzare e incentivare le risorse umane in azienda

Da anni in Italia si discute di ridurre il cuneo fiscale e recentemente si sta finalmente muovendo qualcosa. In particolare, sono da sottolineare le modifiche degli articoli 51 e 100 del TUIR, introdotte con la cd. "Legge di Stabilità 2016". Cambiamenti interessanti, visto che alle aziende è acconsentito di erogare ai propri dipendenti beni e servizi in regime di decontribuzione.

I soggetti interessati saranno tutti i lavoratori dipendenti del settore privato, assunti con contratto a tempo indeterminato, determinato e con contratto di somministrazione.

< Legge di Stabilità - modifiche articolo 51 TUIR >
 

Premi di produttività (PDP)
Regime agevolato se:
a) corrisposti in esecuzione di contratti collettivi territoriali/aziendali
b) produttività e performance accertate in base a parametri oggettivi e misurabili
c) reddito inferiore a 50.000€ *
d) premio max 2.000€ (derogabile a 2.500€) *

*Nell’attuale ddl “Legge di Stabilità 2017” è previsto l’innalzamento del massimo reddituale a 80.000€ e del massimo premio a 3.000€.

Gli eventuali premi di produttività erogati oltre i 2.000€ concorreranno a formare il reddito complessivo del lavoratore e saranno assoggettati a tassazione con aliquote ordinarie. 

Welfare aziendale (Flexible Benefit)
Non concorrono alla formazione della base imponibile Irpef le spese relative ad opere e servizi sostenute per specifiche finalità di: educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto
- Previdenza
- Check-up sanitari
- Corsi di formazione
- Servizi ludoteche
- Centri estivi figli 
- Badanti  

Le nuove misure non riguardano solo i premi in denaro e prevedono che le spese relative ad opere e servizi sostenute per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, non concorrano alla formazione della base imponibile Irpef. Questo significa che, grazie ai cosiddetti “Benefit Flessibili”, i lavoratori potranno scegliere autonomamente la composizione del proprio ventaglio di soluzioni tramite l'assegnazione di un budget di spesa: il dipendente avrà quindi l'opportunità di utilizzare il proprio bonus per l'acquisto dei libri di testo per i propri figli, piuttosto che per l'iscrizione in palestra o per le coperture previdenziali e sanitarie per sé e per i propri familiari.

A differenza dei PDP, i flexible benefit non hanno limite di importo erogabile o reddito e non concorrono a formare il reddito del lavoratore dipendente, diventando così un importante strumento di benefit anche per i quadri direttivi e dirigenziali, con grande vantaggio fiscale per il dipendente e per le aziende.

Le aziende lungimiranti da anni si stanno ponendo come valida alternativa al sistema di welfare pubblico e i risparmi che le imprese riescono a conseguire grazie alla nuova normativa vengono prevalentemente destinati a programmi di fidelizzazione e di incentivazione del personale, tema sempre più centrale nello sviluppo strategico delle imprese italiane. 

Come cambiano le cose: un esempio
Per comprendere in termini numerici gli impatti - per il dipendente e per l'azienda - delle modifiche dell'articolo 51 del TUIR, vediamo un confronto tra un'erogazione monetaria di 1.000€ sottoforma di premi di produttività (PDP) e di welfare aziendale. 

1) Nel caso di conferimento del premio di produttività di 1.000€ lordi erogato cash al dipendente con RAL > 50.000€, il costo complessivo per l'azienda è di 1.345€ mentre il netto percepito dal dipendente è di 563,02€ (al netto 345€ costo azienda, 345,08€ Inps, 91,90€ tasse).
2) Nel caso di conferimento del premio di produttività di 1.000€ lordi erogato cash al dipendente con RAL < 50.000€, il costo complessivo per l'azienda è di 1.345€ mentre il netto percepito dal dipendente è di 817,29€ (al netto 345€ costo azienda, 90,81€ Inps, 91,90€ tasse).
3) Invece, nel caso di conferimento del premio in flexible benefit, il costo complessivo per l'azienda ed il netto disponibile per il dipendente come budget di spesa, coincidono perfettamente (1.000€). 

Concludendo, per le aziende è estremamente importante premiare e motivare i propri dipendenti e ridurre il cuneo fiscale è certamente un passo importante per mediare la volontà dell'azienda con le sue necessità di cassa. 
Insieme alla società di gestione del risparmio di cui sono partner e una primaria società operante nel settore delle risorse umane, il welfare aziendale diventa attivabile nel concreto con il minimo sforzo da parte dell'azienda ed il massimo risultato per la fidelizzazione e l'incentivazione delle proprie risorse umane.

Contattami per valutare queste importanti opportunità.

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Consulenti Finanziari / Promozione Finanziaria e Patrimoniale

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