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Diritto penale criminale

Riforma 2017: più condanne per i medici?

La riforma 2017 estende alla colpa lieve la responsabilità penale del medico per imperizia. Un passo indietro rispetto alla Legge Balduzzi

Riforma 2017: più condanne per i medici? - La riforma 2017 estende alla colpa lieve la responsabilità penale del medico per imperizia. Un passo indietro rispetto alla Legge Balduzzi

Il 28 febbraio 2017 è stato approvato in via definitiva dalla Camera dei Deputati la riforma della responsabilità penale e civile degli esercenti professioni sanitarie (c.d. ddl Gelli-Bianco)

 

Sul piano penale, è stato introdotto il controverso art. 590sexies c.p. che, ai sensi del terzo comma, abroga l'art. 3 co. 1 d.l. 158/12 (c.d. Legge Balduzzi), e la cui portata apparentemente innovativa è contenuta nel secondo comma: “qualora l'evento [morte o lesioni colpose] si è verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee-guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee-guida risultino adeguate alla specificità del caso concreto”. 

 

Il senso della nuova norma è questo: il medico, soprattutto – stando ai casi giurisprudenziali - il chirurgo, è tenuto a rispettare le linee-guida o le buone pratiche mediche, adattandole alle condizioni cliniche concrete e, se necessario per la specificità del caso, anche disapplicarle o applicarle solo in parte; se lo fa, non risponde della morte o delle lesioni arrecate al paziente, nel caso in cui queste siano state provocate a causa di imperizia, ovvero dal mancato rispetto delle regole tecniche dell'arte medica che ogni sanitario è tenuto a conoscere e applicare. 

 

La riforma, per la prima volta, risponde ad una necessità avvertita già dalla Legge Balduzzi, ovvero quella di individuare quali siano le linee-guida da prendere a riferimento. Ebbene, l'art. 5 della riforma stabilisce che possono escludere la punibilità solo quelle elaborate da enti o società scientifiche iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato dal Ministero della Salute da aggiornare ogni due anni (art. 5). 

 

Ad una prima lettura, la portata applicativa della norma risulta limitata ai casi in cui le linee-guida da applicarsi al caso concreto siano eccessivamente elastiche o vaghe e devono necessariamente essere integrate dalla letteratura scientifica e da specifiche competenze tecniche del sanitario. 

 

Solo in questo caso, il medico si potrebbe trovare in una situazione di rispetto delle linee-guida che al contempo si traduca in imperizia poiché in tutti gli altri casi, il rispetto delle linee-guida adattate al caso di specie esclude di per sé l'imperizia, con la conseguenza che il medico deve andare assolto. 

 

Resta fermo che la morte o lesioni provocate da imprudenza (carente ponderazione degli interventi da eseguire o non eseguire) o negligenza (trascuratezza, comportamento superficiale poco attento, comprese le omissioni di cautele o di interventi necessari) sono punite secondo le regole generali sulla colpa poiché il riferimento alle linee-guida o alle buone pratiche vale ad escludere la punibilità solo nel caso di imperizia medica. 

 

La riforma effettua un passo indietro rispetto alla Legge Balduzzi che aveva introdotto nel sistema penale la punibilità del medico, nel caso di imperizia e nel rispetto delle linee-guida, solo per colpa grave. 

 

Ora, nei limiti suddetti, anche la colpa lieve può determinare la responsabilità per imperizia del sanitario, così allargando nuovamente l'ambito della responsabilità penale medica, con l'effetto che probabilmente la medicina difensiva continuerà ad essere praticata dai medici e dai chirurghi come e più di prima.

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L'autore Ŕ esperto in
Diritto penale criminale

Avv. Paolo Pollini Diritto Penale, Lavoro E Famiglia - Alessandria (AL)

AVV. PAOLO POLLINI DIRITTO PENALE, LAVORO E FAMIGLIA

Avvocati / Penale

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