Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Cerca un Professionista Cerca un Argomento
Cerca un professionista per Categoria / Regione
Richiedi la prima consulenza oggi
La Rubrica informativa di ProntoProfessionista.it, comprende spazi a pagamento degli autori

Diritto di famiglia

I diritti della lavoratrice madre

I principali diritti della lavoratrice madre riguardo il licenziamento, le dimissioni ed il congedo di maternità

I diritti della lavoratrice madre - I principali diritti della lavoratrice madre riguardo il licenziamento, le dimissioni ed il congedo di maternità

I DIRITTI DELLA LAVORATRICE MADRE 

I principali diritti della lavoratrice madre riguardo il licenziamento, le dimissioni ed il congedo di maternità 

Il licenziamento della lavoratrice madre 

La legge vieta al datore di lavoro di licenziare la lavoratrice madre dall'inizio del periodo di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino. Il divieto di licenziamento opera anche nel caso in cui il datore di lavoro, al momento del licenziamento, non conosceva lo stato di gravidanza della lavoratrice.   

In caso di licenziamento illegittimo, quindi, la lavoratrice ha diritto al ripristino del rapporto di lavoro sulla base del certificato medico dal quale risulti che essa, all'epoca del licenziamento, era già in stato di gravidanza.  

Il divieto di licenziamento si estende anche ai casi di adozione e di affidamento, operando fino ad un anno dall'ingresso del minore in famiglia.  

La legge prevede tuttavia alcune eccezioni al suddetto divieto.  

È infatti ammesso il licenziamento nei seguenti casi: 

- colpa grave della lavoratrice, considerata giusta causa per la risoluzione del rapporto di lavoro; 

- cessazione dell’attività aziendale; 

- scadenza dei termini nei contratti a tempo determinato; 

- esito negativo del periodo di prova. 

Le dimissioni della lavoratrice madre 

In tema di dimissioni, il D.lgs. n. 80/2015 attuativo del Jobs Act, ha sancito che qualora le dimissioni vengano rassegnate nel periodo in cui è previsto il divieto di licenziamento, la lavoratrice abbia diritto alle indennità previste dalla Legge e dalla contrattazione collettiva per il caso di licenziamento. Inoltre, sempre nel caso in cui le dimissioni intervengano in tale periodo, nessun preavviso deve essere riconosciuto dalla lavoratrice o dal lavoratore che abbia fruito del congedo di paternità. 

La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all'articolo 54, comma 9 del Testo Unico sulla maternità, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali competente per territorio. A detta convalida è sospensivamente condizionata l'efficacia della risoluzione del rapporto di lavoro.  

Il congedo di maternità  

Il congedo obbligatorio 

Il congedo di maternità obbligatorio è un periodo di 5 mesi (due mesi precedenti la data presunta del parto e tre dopo) nei quali la donna per legge deve astenersi dal lavoro. E' stata peraltro introdotta la possibilità per la lavoratrice dipendente di continuare l’attività lavorativa nel corso dell’ottavo mese e di prolungare il periodo di congedo post partum, a condizione che il medico attesti lo stato di buona salute. Il congedo di maternità è riconosciuto alla madre lavoratrice anche nei casi di adozioni e/o affidamenti (nazionali e internazionali) di minori. 

L’obbligatorio, da una decina d'anni, riguarda anche le lavoratrici iscritte alla Gestione Separata dell’Inps, mentre non è prevista per le lavoratrici autonome (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone e mezzadre, imprenditrici agricole professionali) assicurate alle relative gestioni Inps. Tali lavoratrici, inoltre, non hanno diritto all’interdizione anticipata/ posticipata del congedo di maternità, che spetta invece alle dipendenti in caso di complicazioni di salute e che, se debitamente accertato, è pagato come il congedo obbligatorio prima e come malattia dopo. 

Il congedo per le lavoratrici autonome 

Le lavoratrici autonome previste dal testo unico su paternità e maternità (articolo 66 dlgs 151/2001) – artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne – hanno diritto a un trattamento economico di maternità (anche se hanno continuato a lavorare) pari all’80% della retribuzione, per cinque mesi. Non hanno, quindi, l’obbligo di astensione dal lavoro.  

Tale indennità  spetta anche al padre lavoratore autonomo, per il periodo in cui sarebbe spettata alla madre lavoratrice autonoma o per la parte residua, in caso di morte o di grave infermità della madre ovvero di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.  

Il congedo facoltativo 

Il periodo di congedo facoltativo è invece di 6 mesi ed è retribuito al 30% dello stipendio fino al 6° anno di vita del bambino, ma si può utilizzare fino al 12° anno del bambino (in questo caso non è retribuito). Il congedo facoltativo è detto anche “congedo parentale” perché può essere utilizzato, in via alternativa, dalla mamma o dal papà.

articolo del

Profilo dell'autore Richiedi il primo contatto gratuito in studio

Commenta l'articolo

Produezero s.r.l. non si assume alcuna responsabilitÓ circa il contenuto dei commenti rilasciati dai singoli Utenti del sito www.ProntoProfessionista.it, che abbiano carattere diffamatorio, denigratorio ovvero contrario alla legge.
Produezero s.r.l. fornirÓ all'AutoritÓ Giudiziaria ogni informazione utile all'identificazione del singolo Utente che abbia rilasciato commenti in contrasto con la normativa vigente.
Accetto
Invia
Resetta

L'autore Ŕ esperto in
Diritto di famiglia

Avvocato Smeralda Cappetti - Firenze (FI)

Avvocato Smeralda Cappetti

Avvocati / Civile

Via Di Novoli 97/d

50144 - Firenze (FI)

L'autore dell'articolo non è nella tua città?

Cerca un professionista con le stesse caratteristiche a te più vicino.

Ad esempio: Località / Indirizzo

Altri articoli del professionista

La retribuzione del socio accomandante

Lavoro subordinato e socio accomandante

Continua

Nuovo codice del consumo. Facciamo il punto

Contratti al telefono. Conferma scritta o no? Locali commerciali o no? Beni personalizzati e diritto di recesso

Continua

Riparazioni dal meccanico: quando non pagare?

Nel caso in cui, anche a seguito di riparazioni, la vettura continui a presentare problemi, niente sarà dovuto al meccanico per l'opera svolta.

Continua

Acquisto di immobile all'asta

Acquisto di immobile all'asta: cosa fare in caso di vizi?

Continua

L'anticipazione del rifiuto a svolgere le mansioni

L'anticipazione di un rifiuto a svolgere le mansioni non può essere considerata un attuale diniego

Continua

Mancato rispetto del giudizio di idoneità del lavoratore

Cosa succede nel caso il datore di lavoro non rispetti il giudizio di idoneità espresso dal medico competente?

Continua

Viaggiatore del Terzo Millennio. Pericoli e tutele

Cosa fare nel caso si abbia prenotato un viaggio in un Paese che diviene a rischio

Continua

Equitalia. Nullità dei provvedimenti esecutivi

Equitalia. Cassazione: nullità dei provvedimenti esecutivi e fermi amministrativi senza avviso al contribuente

Continua

Bollette energia e gas in caso di cliente moroso

Bollette energia elettrica e gas. Cosa possono (e non possono) fare i gestori quando il cliente è moroso

Continua

Danno da vacanza rovinata

Ecco cosa prevede il Codice del Turismo in caso di inadempimento dell`organizzatore

Continua