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Termine di prescrizione e risarcimento del danno

La decorrenza del termine di prescrizione nelle cause di risarcimento danni. La rilevanza della addebitabilità del danno ad un terzo

Termine di prescrizione e risarcimento del danno - La decorrenza del termine di prescrizione nelle cause di risarcimento danni. La rilevanza della addebitabilità del danno ad un terzo

 

L’istituto giuridico della prescrizione consiste nell'estinzione di un diritto soggettivo conseguente al suo mancato esercizio per un certo periodo di tempo determinato dalla legge (artt. 2934 – 2963 c.c.). 

 

Come è noto, l'istituto trova la sua ragione d'essere nell'esigenza di certezza del diritto: se il titolare di un diritto non lo esercita, l'ordinamento giuridico riconosce l'opportunità di tutelare l'interesse del soggetto passivo a non rimanere obbligato per un periodo indefinito di tempo. 

 

Per verificare quale sia il termine prescrizionale da applicare in materia di responsabilità civile e da quando decorre tale termine, è necessario in primo luogo determinare se la fattispecie in esame rientri nell’ambito della responsabilità contrattuale ovvero nell’ambito della responsabilità extracontrattuale. 

 

La responsabilità contrattuale consegue all’inadempimento di un’obbligazione preesistente; la responsabilità extracontrattuale si configura, invece, quando un soggetto cagiona ad altri un danno ingiusto violando il precetto del neminem laedere (art. 2043 c.c.). 

 

Le due figure prevedono una disciplina differente in merito al termine di prescrizione. L’articolo 2947 c.c., infatti, prevede la prescrizione breve di cinque anni per il risarcimento del danno da illecito extracontrattuale (e di soli due anni per i danni da circolazione di veicoli). La responsabilità contrattuale rientra invece nella disciplina dell’articolo 2946 c.c. che prevede il termine di decorrenza decennale. 

 

E’ importante, ovviamente, capire quale sia il dies a quo a partire dal quale decorre il termine di prescrizione. Non sempre, infatti, tale momento coincide con il giorno in cui si è verificato il danno. In alcuni casi può  capitare che il danneggiato sia posto in grado di far valere il proprio diritto al risarcimento solo in un momento successivo, ossia a decorrere dalla conoscibilità del danno e dalla sua riferibilità al danneggiante. Come confermato da autorevole dottrina e giurisprudenza, il dies a quo va individuato “quando si esteriorizza e diventa conoscibile l’evento dannoso” (Cass., Sez. III, 24 febbraio 1983, n. 1442, in Resp. Civ. Prev., 1983, 627). Secondo tale criterio, la prescrizione comincia pertanto a decorrere dal giorno in cui l’evento dannoso si è rivelato in tutte le sue componenti principali. Inoltre, ai fini della decorrenza della prescrizione del diritto al risarcimento del danno, si deve tenere conto anche della conoscibilità del danno e, quindi, della sua addebitabilità ad un terzo. (Cass. civ., Sez. III, 21 febbraio 2003, n. 2645).Il danneggiato deve pertanto essere in grado di riferire il pregiudizio subito all’autore della condotta che lo ha causato. Solo a partire da questo momento il danneggiato ha la piena conoscenza del fatto illecito (Cass., Sez. II, 6 febbraio 1982, n. 658).  

 

In alcuni casi, è il consulto ante-causam del medico legale a fornire al danneggiato quel grado di conoscenza tale da far scattare il decorso dei termini prescrizionali. Tale circostanza è stata confermata anche da una recente sentenza del Tribunale di Milano (Tribunale di Milano, sez.10 civile, Dott.ssa Filippi, Sentenza n.3417/2014 del 10/03/2014). La controversia aveva ad oggetto la richiesta di risarcimento danni da parte di un soggetto che ha subito il distacco bilaterale della retina in conseguenza dell’utilizzo di una pedana vibrante in una palestra. Il distacco della retina, tuttavia, non si era verificato durante l’utilizzo della pedana, ma solo in un momento successivo. Il danneggiato è stato pertanto in grado di collegare l’evento dannoso (distacco della retina) all’utilizzo della pedana vibrante solo molto tempo dopo, allorché il medico legale consultato ante causam ha individuato il nesso causale tra l’utilizzo della pedana e il distacco della retina. Circostanza poi confermata dal consulente tecnico nominato dal giudice in corso di causa. “Con riferimento all’eccezione di prescrizione (…), appare sufficiente rilevare (…) con riferimento all’azione extracontrattuale, che si prescrive in cinque anni, che il dies a quo deve essere individuato non con riferimento al tempo di accadimento dell’evento lesivo ma al momento in cui il danneggiato ha percepito l’esistenza e la gravità del danno stesso nonché la sua addebitabilità a un soggetto determinato, ovvero della sussistenza del nesso causale tra i danni lamentatati e la condotta imputata al soggetto evocato in giudizio. Atteso che non vi sono elementi in giudizio per ritenete che la consapevolezza in capo all’attore della sussistenza di nesso di causa tra l’uso della pedana vibrante e le lesioni subite, sia anteriore alla relazione medico legale dal medesimo richiesta (…), non essendo trascorsi tra tale data e la notifica dell’atto di citazione cinque anni, l’eccezione di prescrizione deve essere rigettata”. 

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4 Commenti

Salvatore Losso

27/11/2014 12:03

Sono un cittadino italiano residente in Polonia e ho un ricorso alla Commissione Tributaria Regionale diCatanzaro che dura da circa 30 anni. Per favore vorrei sapere se posso chiedere il risarcimento danni allo Stato, a causa della durata eccessiva di un procedimento giudiziario. Se non vado errato la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo, alla quale ha aderito anche l'Italia in data 26/10/55 prescriverebbe che il cittadino ha diritto al risarcimento danni a causa dell'eccessiva durata di un procedimento, come pure la legge Pinto si esprime in tal senso. Grazie e cordiali saluti dalla Polonia. Salvatore Losso

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Luisa Gaspari

27/11/2014 15:45

Egregio Sig. Losso,
ho letto la Sua richiesta e, in mancanza di elementi documentali, posso per il momento precisare quanto segue.
L’art. 3 della legge 89/2001 prevedeva indirettamente la possibilità di ricorrere per denunciare l’eccessiva durata dei processi tributari dal momento che ammetteva la possibilità di notificare il suddetto ricorso al Ministro dell’Economia e delle Finanze. Il successivo decreto legge 201 del 11/09/2002, tuttavia, prevede all’art. 1, comma 2 ultimo capoverso che: “Il ricorso è proposto nei confronti del Ministro della giustizia quando si tratta di procedimenti di competenza del giudice ordinario, al Ministro della difesa quando si tratta di procedimenti di competenza del giudice militare, del Ministro dell'economia e delle finanze quando si tratta di procedimenti tributari rilevanti penalmente ed al Presidente del Consiglio dei Ministri in ogni altro caso. Sono esclusi dal ricorso di cui alla presente legge i procedimenti di competenza del giudice tributario".

Luisa Gaspari

27/11/2014 15:53

Non riesco ad inviarle tutta la risposta. Mi può inviare una mail all'indirizzo: l.gaspari@studiolegalegaspari.it?
Grazie, Luisa Gaspari

In risposta al commento di Salvatore Losso

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Sara Sara

17/11/2015 01:18

salve.
vorrei sapere da quale data orientativamente partono i dieci anni di prescrizione per una lesione al nervo linguale a seguito di un avulsione dentale del dente del giudizio inferiore destro. l'intervento è avvenuto a gennaio 2005. ho notato subito il problema, comunicato al reparto maxillofacciale, ma sono stata tranquillizzata da un "è tutto normale" . ho seguito varie terapie senza successo date da un altro odontoiatra e al 30 giugno 2005 da un neurologo, una cura durata due mesi. al termine ho chiesto parere anche ad altri odontoiatri. mi dicevano che era un evento normale, che si poteva risolvere anche in un anno o più.
Secondo lei è possibile intentare una causa o sono già scaduti i termini? è un fastidio continuo, ovviamente non invalidante, ma fa rabbia, non sento sapori al lato destro della lingua, non riesco a lavarmi i denti bene, provo dolore s tocco la gengiva e la lingua è sempre come bruciata.
Per favore mi dia una risposta almeno..mi metto l'anima in pace.
La ringrazio
Sara

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Silvio Spagnolo

18/02/2016 20:33

Preg.ma Avv. Luisa Gaspari
Nel 2009 avevo una causa in corso per un debito verso una banca. Detta causa era stata sospesa nel marzo 2004 e il giudizio in argomento non è stato più riassunto dal 1° Avvocato, per cui il decreto ingiuntivo è divenuto esecutivo. Nel 2005 fu effettuato, da parte della banca, il pignoramento della mia casa e la causa andò avanti senza un Avvocato che mi difendesse. Nel 2009 ho incaricato un 2° Avvocato il quale ha presentato in tribunale una richiesta di conversione del pignoramento firmato dal sottoscritto e ho versato il quinto dell’importo del debito come per legge. Successivamente io e l’Avvocato abbiamo partecipato alle prime 2 udienze. Dopo alcuni giorni ho chiesto all’Avvocato quando sarà la terza udienza e mi ha risposto che dobbiamo aspettare una comunicazione da parte del Tribunale. Per 4 anni sono andato spesso nel suo studio chiedendo se fosse arrivata quella comunicazione, ma la risposta era sempre negativa. Il 29/01/2013 mi è arrivato inaspettatamente il Precetto di rilascio dell’immobile, dove abito con la mia Famiglia, a suo tempo pignorato. Dopo alcuni giorni il 2° Avvocato ha presentato un atto, firmato dal sottoscritto, per la sospensione della vendita immobiliare e successivamente tale vendita fu sospesa. Il 23/11/2015 ho revocato il mandato al 2° Avvocato. Il 15/01/2016 è ripartita la procedura della vendita perché non c’è stato accordo tra le parti.
Si tratta di inadempimento o illecito contrattuale dato che il 2° Avvocato non ha partecipato a 10 udienze del Tribunale per un totale di circa 4 anni. Allo stesso Avvocato posso chiedere il risarcimento del danno economico, danno morale, danno di immagine, ecc.. ? In base a quale articolo di legge posso chiedere il suddetto risarcimento ? Per quanto riguarda la prescrizione si applica l’Art. 2946 c.c. che prevede il termine ordinario di decorrenza decennale ? e da quando decorre.
La ringrazio e La saluto cordialmente
Silvio

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Silvio Spagnolo

19/02/2016 19:57

Gent.ma Avv. Luisa Gaspari
In continuazione al messaggio del sottoscritto che Le ho inviato in data 18/02/2016, per un maggior chiarimento, si precisa che a causa delle assenze alle 10 udienze, relative al giudizio in argomento e regolarmente svolte per circa 4 anni nel Tribunale di Lecce, il 2° Avvocato mi ha causato la perdita del diritto di conversione del pignoramento, nonostante avessi pagato il quinto del debito nei confronti della banca creditrice. La cosa più grave è quella che il 29/01/2013 mi è stato notificato, a mia insaputa, il Precetto di rilascio dell’immobile e contemporaneamente si è attivata la procedura relativa alla vendita della mia casa. Ovviamente il debito iniziale si è triplicato. Pertanto, chiedo che sia fatta giustizia con la richiesta di risarcimento danni nei confronti del 2° Avvocato. Attendo cortesemente quello che ho già chiesto nel messaggio precedente del 18/02/2016 e cioè gli articoli di legge in base ai quali procedere legalmente nei confronti del 2° Avvocato per un adeguato risarcimento danni. Chiedo ancora se mi può indicare, come riferimento, qualche sentenza di cassazione o altro. Il resto come già chiesto nella lettera precedente.
La ringrazio nuovamente e La saluto cordialmente
Silvio

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