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Consulenza psicologica

Esiste la dipendenza da cibo?

Molte persone soffrono di disturbi alimentari, ma pochi sanno quali meccanismi biologici stanno alla base della ricerca del cibo

Esiste la dipendenza da cibo? - Molte persone soffrono di disturbi alimentari, ma pochi sanno quali meccanismi biologici stanno alla base della ricerca del cibo

Il panorama dei disturbi del comportamento alimentare si amplia sempre di più, ma soprattutto si arricchisce di soggetti con problemi di controllo dell’assunzione di cibo, al punto tale di poter parlare di vera e propria dipendenza. Ad influire sul meccanismo di dipendenza sono diversi fattori ormonali che guidano la ricerca ed assunzione di determinati alimenti. 

La serotonina, per esempio, definito ormone del buonumore, regola l’umore ed il senso dell’appetito, ed è prodotto prevalentemente nell’intestino: quando si è mangiato poco o male o si vive un periodo eccessivamente stressante diminuisce la produzione di serotonina e dunque si innesca la sensazione di fame. L’assunzione del cibo aumenterà i livelli di serotonina e ridurrà l’ansia e lo stress, soprattutto se la scelta verte su alimenti che influiscono sul sistema serotoninergico, come il cioccolato. L’aumento della serotonina rimanda una sensazione di benessere che allontana i pensieri negativi e porta l’attenzione sulla sensazione di soddisfazione fisica generata dal cibo e dal senso di sazietà. Più il malessere emotivo è profondo e grave, maggiori saranno le quantità di cibo necessarie per raggiungere la sensazione di benessere o distrazione dal dolore, innescando un meccanismo di fame nervosa o emotiva. Una caratteristica che distingue la fame emotiva dalla fame fisiologica è la difficoltà nel sopportarla e la maggiore quantità di cibo necessaria a soddisfarla. 

Un altro ormone che svolge un ruolo importante nella gestione del cibo è la grelina, ormone deputato alla regolazione dell’appetito, la cui produzione aumenta nelle persone che si sentono sole, facendo aumentare la fame autoriferita. La grelina si lega ad un meccanismo adattivo che fa riferimento all’aspetto conviviale e sociale dell’alimentazione. In pratica le persone che si sentono sole secernono più grelina, la “fame percepita” spinge a mangiare, ed il cibo compensa il senso di solitudine, come accadrebbe se il soggetto fosse a tavola con un gruppo di persone. 

Questi sistemi vanno a strutturare degli schemi di comportamento appresi che innestano la dipendenza dal cibo al fine di non pensare a problemi di natura emotiva.

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L'autore è esperto in
Consulenza psicologica

Dott.ssa Maria Amati - Castellaneta (TA)

DOTT.SSA MARIA AMATI

Psicologi e Psichiatri / Psicologi

VIA FRATELLI DANISI 19

74011 - Castellaneta (TA)

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