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Diritto di famiglia

Concorso della vittima nella causazione del danno

Perché il legislatore riduce il risarcimento del danno in caso di concorso della vittima nella sua causazione

Concorso della vittima nella causazione del danno - Perché il legislatore riduce il risarcimento del danno in caso di concorso della vittima nella sua causazione

Terza noterella – Rossi mentre guidava a velocità eccessiva investe il pedone Bianchi mentre questi imprudentemente attraversava la strada. Bianchi subisce danni, pari, metti, a cento. 

 

Come nel caso studiato nella precedente “noterella” anche qui vi é un concorso di colpa nella causazione del danno. La particolarità é che uno dei concorrenti nella causazione del danno é quello che l'ha subito: in altre parole, Bianchi si é autodanneggiato. 

 

Nel caso, il legislatore mette a carico anche di Bianchi una parte del risarcimento (cosa che in pratica ottiene riducendo l'obbligo risarcitorio di Rossi). Infatti il primo comma dell'art. 1227 recita: “Se il fatto colposo del creditore (nell'esempio, Bianchi) ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento é diminuito secondo la gravità della colpa e l'entità delle conseguenze che ne sono derivate.”. 

 

E' chiara la logica della disposizione legislativa: il cittadino che comportandosi imprudentemente o negligentemente danneggia la sua persona o i suoi beni danneggia, sì, se stesso, ma anche la società tutta. Quindi il legislatore carica su Bianchi parte del risarcimento per dire a tutti i cittadini “Attenti, non pensate di esporvi con leggerezza al rischio di subire i danni causati dalla colpa contando che, intanto, pagherà il il terzo che vi ha danneggiato: non sarà così: certo parte del danno io lo accollerò a chi vi ha danneggiato, ma parte la accollerò a voi”. 

 

A questo punto ci si domanderà : se il legislatore ritiene giusto sanzionare la colpa di chi danneggia le cose proprie concorrendo con la colpa altrui; perché non sanziona la colpa di chi distrugge le cose proprie a prescindere del concorso di una colpa altrui ( perché non sanziona la condotta di Caio che con la sua imprudenza ha portato la sua auto a sfracellarsi contro un muro?). Se vi fosse una logica nelle leggi umane , l'unica risposta che si potrebbe dare a tale domanda non potrebbe essere che questa:il legislatore non sanziona la colpa di chi si autolede o lede le sue cose, per la difficoltà che incontrerebbe ad accertare tale colpa mancando chi avesse ( essendone danneggiato ) interesse a denunciarla.

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