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Diritto societario

Trust dopo di noi (Legge n. 112/2016)

Il rapporto fiduciario, la sua costituzione e i soggetti coinvolti

Trust dopo di noi (Legge n. 112/2016) - Il rapporto fiduciario, la sua costituzione e i soggetti coinvolti

Il trust "dopo di noi", instituito con la Legge n. 112/2016, è una forma di protezione legale, regolato nell’ambito della legge n. 364 del 16 ottobre 1989 di ratifica della Convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985 avente ad oggetto “la legge applicabile ai trust ed al loro riconoscimento”. Esso prevede la destinazione di alcuni beni da parte di una persona a vantaggio di uno o più soggetti. L'amministrazione dei beni, da parte di un terzo individuo, ha lo scopo di realizzare un programma di azioni a beneficio di chi si vuole tutelare. 

 

L’istituto in esame, permette al disponente (solitamente un genitore o un parente), di destinare propri beni al fondo appositamente costituito, assicurandosi che il patrimonio verrà usato a beneficio della persona disabile (beneficiario). Con il trust la tutela può anche estendersi al disponente stesso, come pure agli altri membri della famiglia. Il termine trust, infatti, significa “fiducia”: rappresenta uno strumento basato su un rapporto fiduciario tra i soggetti coinvolti. La costituzione di un trust comincia con la creazione dell’atto istitutivo, definito anche negozio unilaterale: in esso, il disponente (genitore o parenti), manifesta le proprie volontà, definendo con chiarezza il fine del trust, compiti e poteri del trustee, e beneficiari. Le figure che vengono coinvolte nel trust, sono diverse: 

Disponente (definito anche Settlor)
È colui che prende l’iniziativa di costituire il trust. Ne definisce dunque lo scopo, le regole, nomina il trustee e stabilisce i beneficiari o le regole per identificarli. Solitamente, se il beneficiario è una persona disabile, “disponente” è il genitore (anche entrambi). La figura del disponente, però, può essere inquadrata anche in un gruppo di persone.
Sarà il disponente che stabilità tutti i termini del trust, dal momento in cui dare avvio alla procedura (e fino ad allora potrà gestire direttamente i beni indicati nell’atto istitutivo), all’indicare che solo dopo la sua morte inizi il trust. 

Trustee
Il trustee, figura che tassativamente deve esistere nell’istituto in esame, è titolare di diritti e di poteri che il disponente gli affida in virtù di un rapporto di affidamento. È  titolare fiduciario dei beni vincolati nel trust e deve amministrare tali beni a vantaggio del beneficiario, ovvero del soggetto debole da tutelare. Trustee può essere sia una persona fisica (come ad esempio un avvocato congiuntamente al medico di famiglia che ha in cura il soggetto debole), sia giuridica (cooperativa, associazione o altro), purchè abbia facoltà di agire. 

Beneficiario
Il beneficiario è l’individuo debole, ovvero colui che viene tutelato attraverso la costituzione del trust. Il trustee garantisce l’assistenza, la cura e il mantenimento del beneficiario versandogli i redditi dei beni vincolati, oppure occupandosi direttamente della persona, seguendo rigorosamente quanto riportato nel contratto di trust stipulato con il disponente. Nell’istituzione del trust a favore di un figlio disabile, il genitore deve agire senza ledere i diritti del coniuge e degli altri figli. 

Guardiano. La figura del guardiano è di rilevante importanza. Egli, infatti ha il compito di sorvegliare l’attività del trustee, verificando che svolga quanto stabilito dal disponente. In questo modo tiene sotto controllo l’aspetto morale del trust, ovvero l’impegno a garantire il benessere psichico della persona disabile.Guardiano può essere una persona fisica (come ad esempio lo stesso genitore), giuridica, un ente, un’associazione, una società. Il guardiano non deve assolutamente sostituirsi al trustee. Ha compiti ben diversi e di responsabilità in quanto risponde delle sue azioni verso il beneficiario. Può fornire al trustee indicazioni e direttive, dare il consenso per compiere certi atti, essere ascoltato prima di una decisione particolarmente delicata nei confronti del beneficiario. Con il trust si possono ottenere agevolazioni fiscali, quali la detrazione Irpef per le polizze vita, e l'esonero dal pagamento dell’imposta di successione e donazione se la finalità è “l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità”. Per la casa, inoltre, è prevista l’esenzione delle imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura fissa, la riduzione di aliquote e franchigie e l’esenzioni per l’imposta municipale sugli immobili.

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L'autore è esperto in
Diritto societario

Avv. Claudia Manfredi - Parma (PR)

AVV. CLAUDIA MANFREDI

Avvocati / Civile

GALLERIA POLIDORO 7

43121 - Parma (PR)

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