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Una casa ben studiata e progettata è appagante per chi la vive

Composizione della muratura esterna, campi elettromagnetici, orientamento del fabbricato, cromoterapia e autosufficienza energetica

Una casa ben studiata e progettata è appagante per chi la vive - Composizione della muratura esterna, campi elettromagnetici, orientamento del fabbricato, cromoterapia e autosufficienza energetica

Una casa ben studiata e progettata è appagante per chi la vive. Attenzione, però: non è detto che sia in tutto e per tutto sana. Insomma, la qualità funzionale ed estetica conta molto ma  non è tutto. Anche perché bella non necessariamente significa salubre. Parola di architetto, il massimo esperto del settore, colui che progetta le abitazioni e soprattutto ne conosce tutti i segreti. Quelli che restano celati all’occhio nudo dell’osservatore ‘medio’. 

 

Primo consiglio: attenzione alla composizione della muratura esterna. Occorre ottenere isolamento termico e traspirabilità delle pareti senza che uno dei due parametri escluda l’altro. Già, ma come? La ventilazione meccanica garantisce un equilibrio perfetto, ma si tratta di un sistema poco diffuso dalle nostre parti, poiché andrebbe in conflitto con l’aprire le finestre nelle giornate ariose e soleggiate. Altrove, come in Trentino, dove c’è un clima diverso, è invece molto utilizzato”. Dunque una casa ben isolata termicamente e che respiri. Abbinamento possibile anche con strumenti più immediati. Uno su tutti, oltre ad un paramento esterno in laterizio di qualità ed eventualmente un materiale coibente traspirante come lana di roccia, fibra di legno, cellulosa, sughero (no a polistirene e simili ), il cosiddetto intonachino silossanico. Questo ha caratteristiche ben precise: respinge l’acqua (e quindi l’umidità) e garantisce un’ottima traspirabilità ( effetto pelle umana). “Costa circa il 30 per cento in più dell’intonaco classico. Si tratta di una delle soluzioni più indicate a disposizione”. E’ utilizzato spesso nelle ristrutturazioni. Negli edifici di recente costruzione il perfetto equilibrio sopra richiamato di solito dovrebbe essere garantito in partenza. 

RICAPITOLANDO: una casa sana deve essere isolata termicamente (e anche acusticamente), ma deve ‘respirare’. Ecco il consiglio dell’esperto. “Le chiazze scure sulle pareti in maggiore evidenza in presenza di acque meteoriche  sono il segnale di presenza di umidità anche all’interno delle murature, con tutte le conseguenze che quest’ultima comporta. Non solo: in una stanza di 9 metri quadri, con altezza 2,70 metri, si stima che alle 3 di notte si cominci a respirare l’anidride carbonica prodotta dalle persone che ci vivono”. A volte non basta aprire le finestre. Soluzione peraltro poco praticabile d’inverno. “Molti tendono a chiudersi completamente utilizzando gli infissi più moderni – osserva Angelini – ma non si pongono poi il problema della traspirabilità”. 

 

ALTRO tema, che a molti sta a cuore: i campi elettromagnetici. “C’è chi è più sensibile, chi invece non si pone affatto il problema”. C’è uno strumento che elimina ogni timore. “Si chiama disgiuntore, è in commercio e non costa tantissimo. Fa in modo che l’energia circoli solo quando si accende una lampadina o si mette in funzione un elettrodomestico. Così il campo elettromagnetico non è permanente”. 

 

PAROLA d’ordine, orientamento del fabbricato e delle stanze. Organizzare gli spazi della casa secondo l’esposizione al sole. Consiglio utile a chi un’abitazione deve costruirsela. Anche in questo caso l’esperto corre in soccorso. Ecco come si consiglia di orientare la propria casa: camera da letto a est o a nord-est, soggiorno a sud o a sud-ovest, cucina a sud (est o ovest), disimpegni, ripostigli e locali di servizio a nord. “Se la distribuzione degli ambienti tiene conto dell’esposizione e segue il percorso del sole,  si ottiene la migliore luminosità possibile nelle stanze in cui si trascorrono la maggior parte delle ore del giorno. Anche quest’aspetto è fondamentale nella valutazione della salubrità dell’abitazione”. I contadini dell’Ottocento, già sensibili al tema della corretta esposizione dei locali, possono essere considerati precursori di questa logica. La bioarchitettura, che esiste da sempre (non l’abbiamo certamente inventata noi),  sostiene che le radiazioni solari siano benefiche per l’organismo. 

 

Scelta del colore giusto per ogni ambiente della casa: la cromoterapia a casa propria. Un`ottima scelta cromatica aiuta nelle varie attività della giornata. I colori sono in grado di trasmettere sensazioni visive, emozioni psicologiche, che possono andare ad influire anche sul benessere fisico, nonché scatenare precise reazioni dell’organismo e talvolta benefiche. Questi sono i principi alla base della cosiddetta cromoterapia, una disciplina mirata a curare il corpo e la mente con le reazioni provocate dai colori, che ha basi storiche ma anche scientifiche, e che viene felicemente applicata all’architettura d’interni. 

Nell’ingresso sarebbero indicati colori con tonalità non troppo scure e comunque calde, che diano quella sensazione d’accoglienza che deve trasmettere questo ambiente. 

In cucina sono adatti colori caldi, energizzanti, che ricordano il sole e il fuoco, come il rosso, l’arancione, il giallo, ma anche il marrone che ricorda la terra o il verde che evoca la natura. Tuttavia anche il bianco in cucina è efficace, perché permette di dare risalto ai cibi e di valutarne bene la freschezza. 

Nella cameretta dei piccoli, i colori caldi sono i più indicati, in tonalità intense e vivaci: stimolano la crescita, il buonumore e la creatività. 

Nella stanza da letto si consigliano colori più freddi, ma rilassanti, come il blu o il verde o il lilla/viola, che conciliano il sonno. I colori caldi infatti sono stimolanti ed energizzanti, quindi non invogliano a dormire. 

In sala da pranzo sono ottimi giallo e arancio, che stimolano l’appetito e sostengono le funzioni epatiche, mentre il verde dà sensazione di sazietà prima di aver mangiato. 

In soggiorno sono da preferire i colori caldi che stimolano la conversazione, mentre colori freddi come il blu intristiscono e rendono introversi. 

Nell’angolo studio sarebbe ottima la combinazione di giallo e verde, che stimolano la concentrazione e danno energia. 

 

Parola d’ordine: autosufficienza energetica con energia rinnovabile. Tema più che mai attuale. Per quanto riguarda gli impianti fotovoltaici il prossimo step tecnologico riguarderà sicuramente le batterie di accumulo. Lo sviluppo della ricerca in questo campo  permetterà di creare strumenti in grado di accumulare una quantità sempre maggiore di energia con elementi di dimensioni più ridotte, ma abbattendo i costi. “Quando questo processo sarà portato a termine, per il fotovoltaico ci sarà una diffusione ancora maggiore”, assicurano gli esperti. Tempi stimati, 4 o 5 anni. In nome dell’indipendenza energetica. E soprattutto di un fotovoltaico alla portata di tutti.

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