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Decreto legge 50/17

Split payment, detrazione iva, regime fiscale locazioni brevi

Decreto legge 50/17 - Split payment, detrazione iva, regime fiscale locazioni brevi

Analizziamo con la presente nota informativa le importanti novità introdotte con il decreto all’oggetto, entrato in vigore in data 24/4/17. 

  

Split Payment 

Viene esteso l'ambito di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti anche alle società controllate dallo Stato e dagli altri enti pubblici. 

  

Detrazione iva 

Cambia il termine di decadenza per l'esercizio della detrazione dell'Iva relativa ai beni e ai servizi acquistati. In base alla disciplina previgente, il diritto alla detrazione poteva essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui lo stesso era sorto. Per effetto delle modifiche in esame, il termine viene ridotto, stabilendosi che la detrazione può essere operata, al più tardi, con la dichiarazione relativa all'anno in cui il relativo diritto è sorto

Alla luce delle nuove disposizioni, infatti, le fatture di acquisto devono essere annotate nell'apposito registro entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale relativa all'anno di ricezione della fattura e con riferimento al medesimo anno. 

  

Contrasto alle indebite compensazioni 

Passa da 15mila a 5mila euro annui il limite al di sopra del quale i crediti fiscali possono essere usati in compensazione solo previa apposizione del visto di conformità. Si prevede, inoltre, che nelle ipotesi di compensazioni eseguite in mancanza di visto di conformità l'amministrazione finanziaria procede al recupero dell'ammontare dei crediti indebitamente utilizzati, oltre che degli interessi e delle sanzioni. 

  

Regime fiscale delle locazioni brevi 

Per locazioni brevi si intendono "i contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell'esercizio di attività d'impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online". 

Ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati a partire dal 1° giugno 2017 si applicano le norme relative alla cedolare secca, con aliquota del 21% in caso di opzione. 

In capo ai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online, mettendo in contatto persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare, è previsto l'obbligo di trasmettere all'Agenzia delle Entrate i dati relativi ai contratti conclusi con il loro intervento. In caso di omessa, incompleta o infedele comunicazione è prevista la sanzione amministrativa da 250 a 2mila euro. Gli stessi soggetti, inoltre, qualora incassino i canoni o i corrispettivi relativi ai contratti di locazione in esame, operano, in qualità di sostituti d'imposta, una ritenuta del 21% sull'ammontare dei canoni e corrispettivi all'atto dell'accredito e provvedono al relativo versamento e alla relativa certificazione. Nel caso in cui non sia esercitata l'opzione per la cedolare secca, la ritenuta si considera operata a titolo di acconto.
La disposizioni attuative del nuovo regime fiscale delle locazioni brevi saranno adottate con un successivo provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate. 

  

Rideterminazione della base ace 

Vengono modificate le modalità di determinazione della base di riferimento su cui calcolare il rendimento nozionale ai fini Ace (aiuto alla crescita economica). Si prevede, infatti, che il rendimento nozionale del nuovo capitale proprio è valutato avendo riguardo alla relativa variazione in aumento rispetto a quello esistente alla chiusura del quinto esercizio precedente (e non più dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2010). La nuova regola si applica a partire dal 2017. 

  

Reclamo e mediazione 

Aumenta il valore delle controversie per le quali è prevista la mediazione tributaria passando dagli attuali 20mila a 50mila euro. La modifica si applica agli atti impugnabili notificati a decorrere dal 1° gennaio 2018

  

Definizione agevolata controversie tributarie 

È prevista la possibilità di definire in maniera agevolata le liti fiscali pendenti.
In particolare, le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria, in cui è parte l'Agenzia delle Entrate pendenti in ogni stato e grado del giudizio (compreso quello in cassazione e anche a seguito di rinvio), possono essere definite mediante il pagamento di tutti gli importi richiesti dall'atto impugnato (che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado) e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo (calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell'atto) con esclusione delle sanzioni collegate al tributo e degli interessi di mora

Se la controversia pendente riguarda esclusivamente gli interessi di mora o le sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione è dovuto il 40% degli importi in contestazione.
Invece, in caso di controversia relativa solo alle sanzioni collegate ai tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo qualora il rapporto relativo ai tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla definizione agevolata. 

Sono definibili le controversie rispetto alle quali la costituzione in giudizio in primo grado del ricorrente sia avvenuta entro il 31 dicembre 2016 e per le quali, alla data di presentazione della domanda di definizione, il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva. 

  

 

 

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