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Consulenza psicologica

La Psicoarteterapia: un lavoro sulle emozioni

La Psicologia clinica e la Psicoterapia come ‘lavoro sulle emozioni’: un approccio eclettico e integrato, fra Oriente e Occidente

La Psicoarteterapia: un lavoro sulle emozioni - La Psicologia clinica e la Psicoterapia come ‘lavoro sulle emozioni’: un approccio eclettico e integrato, fra Oriente e Occidente

Un obiettivo fondamentale dello psicoarteterapeuta è, attraverso la ‘magia ri-creativa’ dell’arte, di ‘cambiare il passato’, ovvero modificarne l’interpretazione e la percezione soggettive ristrutturandolo in una nuova, dinamica e produttiva Gestalt

Si tratta così, nei confronti del nevrotico, di operare una sorta di avventuroso descensus: dal ‘mondo degli dèi e delle idee’ al ‘mondo degli uomini’; dal mondo olimpico e platonico degli athánatoi al mondo terreno dei thánatoi

Fondamentale è la scienza letteraria, nei suoi varî settori: storia della letteratura, teoria della letteratura, retorica; ma anche due discipline ad essa vicine: linguistica e semiologia. 

Tipico della Psicoarteterapia è l'uso dei tropi come interpretazioni terapeutiche: la metafora, in particolare, appare straordinariamente capace di determinare una comprensione – emotiva prima ancóra che intellettuale – fulminea  e profonda. 

Ma, più in generale, è il modello dell’arte e dell’artista – nel suo risolvere la ‘tensione nevrotica’ in creazione e creatività – ad essere fondamentale: la ‘dinamizzazione artistica’ è la stessa che consente in Psicoarteterapia lo scioglimento e la canalizzazione delle energie bloccate riattivandole verso nuovi orizzonti: il fiume delle emozioni, finora pietrificato e cristallizzato nei ‘blocchi energetici’ della nevrosi, riprende a fluire scavandosi un nuovo letto alla ricerca del suo naturale sbocco, il ‘gran mare dell’Inconscio’. 

In questo senso, la Psicoarteterapia, come l’artista, privilegia le soluzioni creative e ‘non convenzionali’, rifiutando la ‘negazione’ in direzione dell’ ‘integrazione’ e della trasformazione: insomma, psychologically not correct. Ad esempio, la ‘malattia di Narciso’ viene affrontata non attraverso la repressione del narcisismo, ma mediante la valorizzazione della creatività in esso insita: ovvero il narcisismo non viene combattuto dall’analista, ma reso dinamico e produttivo come fa l’artista che crea, rielaborando e sublimando l’autoreferenzialità del proprio autocentrismo nell’eterocentrismo universale ed oggettivo dell’opera d’arte. È in questa maniera che il paziente non sperimenta quel ‘senso di negatività’ che si accompagna prevalentemente al vissuto narcisistico, ma impara invece a percorrere una via diversa, capace di valorizzare il proprio Sé in tutte le sue istanze, e ricavandone nel contempo un significativo beneficio anche sul piano dell’autostima e dell’autoaccrescimento: e questo è un ‘narcisismo positivo’, ben diverso dal ‘narcisismo negativo’ che si esaurisce nello sterile autorispecchiamento della propria immagine nella fonte, fino ad annegare nell’abisso che si cela sotto i riflessi baluginanti e ingannevoli dell’acqua. 

Così tutti gli strumenti dell’arte sono ‘ferri del mestiere’ per lo psicoarteterapeuta, che ricorrerà frequentemente ai ‘costrutti narrativi’ per permettere al paziente di organizzare in una forma compiuta ed articolata la sua ‘storia personale’, alla ricerca di un senso complessivo della propria vicenda psichica: un modello di storia è, ad esempio, Il piccolo principe diventa suddito, nella quale l’analizzando impara a strutturare ed ad accettare il suo passaggio dalla condizione ‘centrale’ dell’infanzia a quella ‘periferica’ dell’età adulta, in cui deve diventare capace di sentirsi ‘uno fra i tanti’ e non più l’ ‘eletto’. 

 

È questa la via attraverso la quale sviluppare a fondo la personale ‘creatività biografica’, organizzando la propria vita e la propria Weltanschauung secondo un criterio di ‘creatività artistica’: lo psicoarteterapeuta è un ‘medico dell’anima’, nel senso insieme umanistico e scientifico del termine, che usa ‘la parola che cura’, là dove, come nell’arte, ogni significato ed ogni significante, ogni referente, ogni connotazione e denotazione, ma anche ogni spazio bianco ed ogni disposizione del testo – ovvero ogni silenzio ed ogni posizione ed espressione – non sono più quelli della lingua standard e dell’interazione sociale quotidiana, ma assumono una risonanza altra ed universale, nello spazio dell’assoluto, in cui ‘la parola che cura’ non dice il dicibile, ma dice l’indicibile.

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L'autore è esperto in
Consulenza psicologica

Prof. Roberto Pasanisi - Napoli (NA)

prof. Roberto Pasanisi

Psicologi e Psichiatri / Psicologi

Via Bernardo Cavallino 89

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