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Consulenza per la sicurezza sul lavoro, aziendale e ambientale

Rumori vari...

Dalla valutazione dell'esposizione sonora alla misura della dose di rumore

Rumori vari... - Dalla valutazione dell'esposizione sonora alla misura della dose di rumore

Il rischio di esposizione al rumore sul lavoro è tra i più valutati, se non altro perchè la prima norma che lo riguarda risale a più di un quarto di secolo orsono (D.Lgs. 277/91). 

 

Eppure ancora oggi si discute di metodi sempre più avanzati per prevedere il rischio di ipoacusia, per la verifica dell'efficacia dei DPI otoprotettori, per la scelta degli interventi tecnici di attenuazione sonora. 

 

In buona parte dei casi, la valutazione dei rischi obbligatoria per l'Azienda, e quindi sotto la responsabilità del Datore di Lavoro, deve essere svolta con misurazioni dirette delle attrezzature e delle operazioni svolte; e in molte Aziende questa valutazione diventa problematica per mansioni "variegate" composte da molteplici compiti, numerose postazioni a diversa rumorosità, impianti e attrezzature in condizioni operative variabili, con tempi di permanenza ed esposizione molto brevi

 

Mansioni per le quali è estremamente difficile arrivare ad una stima del livello di rischio (manutentori, sorveglianti, addetti impianti, ...); anche la determinazione della classe di esposizione può risultare incerta ( obbligo visite di idoneità? informazione e formazione? DPI otoprotettori?). 

 

La valutazione deve essere ripetuta ogni quattro anni; se viene reiterata con le stesse rilevazioni e gli stessi tempi senza un riscontro oggettivo, darà uno scarso contributo alla effettiva conoscenza del rischio per l'operatore. 

 

Eppure queste difficoltà sono previste nei riferimenti tecnici per la valutazione dei rischi da rumore: la norma UNI EN ISO 9612:2011 propone tra le strategie di indagine la "Misurazione a giornata intera", con la quale non occorre più impegnarsi in difficili analisi organizzative: un apparecchio dosimetro accompagna il lavoratore durante l'intera giornata, misurando e integrando tutti i suoni che arrivano nei pressi del suo orecchio; al termine della giornata avremo il dato sulla reale dose di rumore assorbita dalla persona. 

 

Perchè allora un approccio così semplice ed affidabile alla valutazione dei rischi ha avuto scarsa diffusione tra i tecnici consulenti che supportano l'azienda nella tutela di salute e sicurezza sul lavoro? 

 

Un primo ostacolo alla sua diffusione è certo costituito dal costo delle misurazioni: uno strumento dosimetrico rimane impegnato in ogni misura per un'intera giornata lavorativa, mentre con un fonometro integratore, in una valutazione basata sui compiti, si effettuano dozzine di rilievi al giorno. 

 

Un altro importante limite nell’uso di questo tipo di strumenti è costituito dalla mancanza di sorveglianza durante i rilievi da parte del tecnico addetto, con la conseguente possibilità che le misure vengano influenzate da fenomeni sonori estranei alla reale attività lavorativa; i lavoratori possono enfatizzare o ridurre i livelli di rischio con condizioni straordinarie deliberate o involontarie: il dosimetro può essere esposto a urti, fischi, contatto con sorgenti di rumore, o può essere rimosso. 

 

Per ovviare a questo problema, i dosimetri sono provvisti di registrazione time-history dei livelli misurati lungo tutto il periodo e registrazione audio degli eventi anomali, quali urti del microfono o variazioni improvvise del segnale. 

 

La misurazione a giornata intera risulta vincente quando vi sono difficoltà nel descrivere l'organizzazione del lavoro ed i compiti di particolari mansioni, per le quali l’esposizione dei lavoratori è imprevedibile o molto complessa da determinare; può anche essere utile per verificare che tutti i maggiori fenomeni sonori siano stati compressi nell’indagine e misurati. 

 

L’impiego di dosimetri acustici non sostituisce le fonometrie ma, come nei casi precedentemente indicati, può costituire integrazione alla valutazione del rischio rumore. 

 

Nei casi di misurazioni da effettuarsi per lunghi periodi di tempo, oppure in postazioni di lavoro particolarmente complicate come ad esempio nella sorveglianza di più macchine, o ancora nei lavoratori ad alta mobilità quali ad esempio gli addetti alla manutenzione di impianti, il loro impiego presenta diversi vantaggi, aumentando sensibilmente l’accuratezza del risultato rispetto a quello determinato da rilievi per punti fissi.

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L'autore Ŕ esperto in
Consulenza per la sicurezza sul lavoro, aziendale e ambientale

Dott. Ing. Gianandrea  Manzelli - Torino (TO)

DOTT. ING. GIANANDREA MANZELLI

Consulenti per la sicurezza sul lavoro / Sicurezza sul lavoro

CORSO SVIZZERA 185

10100 - Torino (TO)

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