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Consulenza psicologica

Non vivo più senza te

Le storie d'amore possono trasformarsi da meravigliosi sogni ad occhi aperti a terribili catene che ci legano. Perché questo avviene?

Non vivo più senza te - Le storie d'amore possono trasformarsi da meravigliosi sogni ad occhi aperti a terribili catene che ci legano. Perché questo avviene?

L’amore è la forza che muove il mondo; pittori, scrittori, cantanti, tutti parlano di amore, di  amore tradito, amore perduto, amore trovato. Siamo circondati da app, programmi, giochi che ci propongono modi per incontrare l’anima gemella.  La ricerca dell’amore e del compagno/a è naturale e vitale; non a caso Maslow, nella sua piramide dei bisogni,  metteva il bisogno di affetto subito dopo quelli primari (fame, sete, sicurezza...).  

A volte, però, capita che in realtà questo bisogno viscerale nasconda qualcosa di diverso. Ed ecco che la ricerca dell’altro diventa lo scopo centrale nella nostra vita, passiamo da una relazione ad un'altra senza mai fermarci, la nostra anima gemella diventa la nostra ossessione e ci troviamo in situazioni di profonda sofferenza. 

Può accadere che ciò che ci guida alla ricerca del compagno/a sia una paura ancestrale della solitudine, un bisogno profondo di avere qualcuno che si prenda cura di noi e quando lo si trova si vive nel terrore di essere abbandonati o di perdere l’oggetto d’amore. 

Alla base di tutto questo potrebbero esserci quelli che in Schema Therapy vengono chiamati  gli schemi della dipendenza e dell'abbandono

Cosa è la Schema Therapy? 

La Schema Therapy, ovvero una metodologia di terapia integrata che nasce in America; il focus di questa terapia è il concetto di “SCHEMA MAL ADATTIVO PRECOCE”: 

Nel corso dell’infanzia vengono individua dei “bisogni universali”; a volte capita che questi bisogni non vengano soddisfatti e la frustrazione di questi bisogni, porta alla creazione di SCHEMI. Gli schemi sono modalità automatiche e ripetitive di pensare, sentire, agire e relazionarsi con se stessi e gli altri. Uno schema ha quindi inizio con qualcosa che viene fatto o che viene vissuto come un “danno” nell’infanzia, poi diventa parte della vita e rimane come modalità di comportamento e di pensiero. Con il passare del tempo però può generare comportamenti disfunzionali. 

Nonostante siano fonte di sofferenza, gli schemi vengono mantenuti  in quanto rappresentano il conosciuto ed è assai faticoso separarsi da ciò che ci è familiare e ci permette di riconoscerci  e riconoscere il mondo. Ecco che veniamo attratti da quelle situazioni che rafforzano gli schemi, rendendo difficile non solo il cambiamento ma anche il riconoscimento della loro disfunzionalità. 

Che cosa sono quindi lo schema della dipendenza e quello dell'abbandono? 

Lo schema della dipendenza nasce generalmente quando vengono disattesi bisogni quali l’AUTONOMIA, IL SENSO DI IDENTITA’ e la COMPETENZA, questo fa si che il bambino cresca con la sensazione di non potercela fare da solo, di non essere in grado di affrontare le sfide della vita e la convinzione di non potersi fidare della sua capacità di giudizio. 

Chi soffre di questo schema si ritrova a pensare che ha assolutamente bisogno di qualcuno che faccia le cose per lui e che lo guidi nel mondo; ciò che rimane in età adulta è un perenne senso di dipendenza, una sensazione di incapacità ad affrontare il mondo e persistenti pensieri negativi del  tipo: “Non sono in grado di farlo”, “Non sono capace di affrontare le mie responsabilità”, “Non posso andare avanti da solo”, “Devo assolutamente avere qualcuno accanto”, “Da solo non sono in grado di decidere  al meglio”. 

Capita molto spesso che assieme allo schema della dipendenza si crei  lo schema dell'abbandono. In questo caso la paura principale è quella di  perdere coloro a cui teniamo di più. 

Per questa ragione, in loro nasce la necessità di tenere la situazione e il compagno/a sotto controllo, con l’obiettivo di trovare segnali che confermino il  timore che prima o poi l'altro se ne vada. 

In questi casi, risulta difficile riuscire a credere che qualcuno possa stare  accanto a loro per lungo tempo e che continui a farlo anche se non fisicamente vicino. 

E' abbastanza facile che chi ha questo schema viva con enorme difficoltà qualsiasi tipo di separazione dal partner (un breve viaggio di lavoro ad esempio), in quanto teme che possa succedere qualcosa che impedisca alla relazione. 

Questo schema oltre che origini sociali sembra avere una base biologica, esistono diversi studi che dimostrano come alcuni bambini reagiscano alla separazione dalla madre o dalla loro figura di riferimento in modo molto più intenso di altri; ciò fa presupporre che ci siano persone biologicamente predisposte a sviluppare lo schema dell'abbandono. 

  

Che tipo di relazioni affettive creano queste persone? 

Le persone con questi due schemi che si sviluppano nella infanzia saranno sempre alla ricerca di qualcuno da amare. Per loro infatti la solitudine è insostenibile perché si sentono perse, incapaci di sopravvivere e di poter andare avanti da sole. 

Dal momento in cui instaurano una relazione vivranno nel terrore di essere lasciate, abbandonate o tradite. 

Come si diceva sopra, ogni minima separazione sarà vissuta come un evento tragico e presto insorgerà una tendenza controllante, ossessiva e gelosa che renderà la relazione faticosa e burrascosa. 

Coloro che vivono questi schemi, hanno infatti le antenne ben tese e leggono ogni minimo cambiamento, ogni  allontanamento come la prova che l'altra persona voglia abbandonarle. 

Ogni tentativo del partner di rassicurare e dimostrare loro l’amore che prova sembra vano e non sufficiente e spesso ha la sensazione che gli venga chiesto di soddisfare un bisogno che neanche la persona che soffre dello schema sa identificare. 

Spesso i dipendenti affettivi instaurano relazioni caratterizzate da una ricerca quasi ossessiva di approvazione e capita che questo vada a discapito della propria individualità. 

Ci si ritrova in situazioni dolorose, dove prevale la sofferenza,  la mancanza di rispetto, diversità progettuali e ostilità. 

Colui che soffre di dipendenza affettiva, pur di non rimanere solo, continuerà a stare nella relazione fino a che non avrà trovato qualcun altro a cui affidarsi. 

Un'altra caratteristica di chi vive la trappola della dipendenza è l'INDECISONE. Non fidandosi della propria capacità di giudizio, la persona avrà difficoltà nel prendere decisioni e quindi ricercherà l'opinione e i consigli da parte degli altri. 

Generalmente, chi presenta questo schema tende a scegliere, in sintonia con il processo di mantenimento dello schema stesso, partner poco affidabili e instabili che ad esempio vivono già un'altra relazione oppure che non hanno intenzione di impegnarsi, dai quali molto probabilmente verranno abbandonati. 

Come uscirne? 

Se vi siete riconosciuti in uno di questi schemi o in tutti e due ecco cosa potete provare a fare: 

1 Cercate di comprendere la condizione di dipendenza  e di abbandono in cui avete vissuto 

2 Riesaminate le vostre relazioni e provate a individuare i temi ricorrenti 

3 Evitate partner instabili, ambivalenti o poco desiderosi di impegnarsi seriamente 

4 Fate un elenco delle situazione, compiti, responsabilità e decisioni nelle quale dipendete dagli altri 

5 Sforzatevi di affrontare regolarmente le attività e le decisioni senza chiedere aiuto 

6 Se riuscite in un compito prendetevene il merito 

7 Scegliete un partner che vi tratti da pari 

8 Lasciate al vostro partner il suo spazio e  non fatevi prendere dalla gelosia 

Nel caso in cui le vostre ferite fossero così profonde da non riuscire a superarle allora contattate un terapeuta che possa aiutarvi. 

 

Attraverso la Schema Therapy si arriva a percepire in modo più stabile le proprie relazioni, si diventerà più autonomi, indipendenti e capaci di vivere la solitudine. 

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L'autore è esperto in
Consulenza psicologica

Dott.ssa Roberta Ricci - Bologna (BO)

DOTT.SSA ROBERTA RICCI

Psicologi e Psichiatri / Psicologi

VIA ARGELATI 16

40139 - Bologna (BO)

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