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Internazionalizzazione delle imprese

La legge di Moore, il test di Turing e il nostro futuro

Ben settecento tra professioni e attività lavorative, attualmente svolte da esseri umani, verranno eseguite nei prossimi anni da robot e computer

La legge di Moore, il test di Turing e il nostro futuro - Ben settecento tra professioni e attività lavorative, attualmente svolte da esseri umani, verranno eseguite nei prossimi anni da robot e computer

Prendo spunto da una mia recente relazione che ho presentato ad un seminario in Perù (in cui parlavo della evoluzione della professione contabile tra passato, presente e futuro) per presentare dei possibili scenari che un futuro prossimo potrebbe offrirci (ritengo doveroso sottolineare che gran parte delle informazioni che riporterò in seguito sono tratte dal libro di Federico Pistono “I robot ci ruberanno il lavoro, ma va bene così” che consiglio di leggere).
Quando si pensa al domani si pensa subito ai robot, come quelli dei cartoni animati dei “Jetsons” (o “I Pronipoti”) di Hanna – Barbera. Quei cartoni animati degli anni sessanta hanno veramente previsto il futuro? Se la risposta è sì, l’altra domanda è: siamo tanto lontani da quel futuro? Per poter cercare di rispondere, è necessario prendere spunto dalla prima legge di Moore (Gordon Moore, cofondatore di Intel). Questa teoria, tratta da un'osservazione empirica, afferma, più o meno, che la velocità dei microprocessori raddoppia ogni 12 -18 mesi: in parole più semplici, la velocità dei nostri computer, con il passar del tempo, aumenta secondo una funzione esponenziale.
Per ricordare ai partecipanti del mio seminario che cosa è una funzione esponenziale, ho raccontato la leggenda dell’inventore degli scacchi, un matematico indiano di molti secoli fa. Quando questi si recò dal suo principe per farne dono, il sovrano, in segno di gratitudine, gli disse che poteva ricevere, quale riconoscimento per la sua invenzione, qualsiasi cosa lui desiderasse. Il matematico rispose che gli bastava un chicco di grano per la prima casella della scacchiera, due chicchi di grano per la seconda, quattro chicchi di grano per la terza, otto chicchi di grano per la quarta e così via, raddoppiando la quantità di chicchi di grano per ogni casella successiva. Il principe, non capendo l’entità della richiesta, lo accontentò (o meglio, come vedremo tra poco, cercò di accontentarlo…).
Per coloro che hanno ancora qualche reminiscenza di matematica, basterà ricordare che la richiesta dell’inventore degli scacchi non era altro che la applicazione della formula matematica della potenza su base due (2 alla zero = 1 chicco, 2 alla prima = 2 chicchi, 2 alla seconda = 4 chicchi, 2 alla terza = 8 chicchi…). Essendo la scacchiera formata da 64 caselle, l’ultima casella rappresentava la potenza di 2 alla 63sima (essendo la prima casella rappresentata dalla potenza di due alla zero).
Tornando alla nostra leggenda, la somma di tutti quei grani avrebbe rappresentato una montagna di grano più alta del monte Everest e una quantità dieci volte superiore alla produzione mondiale annua di grano…
Riprendendo la legge di Moore, allora dove andremo a finire con i computer? Riporto un altro esempio che ho presentato a Lima: fate finta di essere connessi via Skype e ad un certo punto due soggetti sconosciuti vi chiedono separatamente di poter conversare online con voi. Iniziate le due conversazioni: fate domande per conoscerli meglio e ricevete risposte adeguate e pertinenti, loro vi fanno domande inerenti ai discorsi intrapresi e dimostrano di avere interessi comuni con voi. C’è solo una particolarità: uno dei due soggetti è un computer, una intelligenza artificiale… Questo è il cosiddetto test di Turing matematico, logico e crittografo britannico, che ha decriptato i codici creati dai nazisti (Enigma) durante la seconda guerra mondiale e viene considerato uno dei padri dell'informatica ed uno dei più grandi matematici del XX secolo, che afferma quanto segue: se non riuscite a individuare quale dei due soggetti con i quali state conversando online è un computer, quest’ultimo ha superato il test (ovviamente questo test è stato superato dai computer più volte …).
Pensiamo ora di entrare in un supermercato: una app. del vostro smartphone si collega automaticamente con la struttura di vendita, vi indica subito dove sono collocati i prodotti che cercate, vi illustra la loro composizione, la loro origine, gli estremi della società produttrice e persino gli ultimi commenti dei consumatori. Vi dirigete verso l’uscita e un “beep” vi invita a pagare con lo smartphone. Cliccate “ok” sul cellulare ed avete pagato. Non avete incontrato nessuna anima viva (dei robot ogni tanto riempiono gli scaffali), non avete fatto code e non avete toccato il portafoglio… Fantasia? No. Sta già accadendo in alcuni Paesi del Nord Europa.
L’università di Oxford ha potuto stimare che ben settecento tra professioni e attività lavorative, attualmente svolte da esseri umani, verranno eseguite nei prossimi anni da robot e computer, con il rischio di creare, se non si corre ai rimedi, ben un miliardo e seicento milioni di disoccupati. Teniamo presente che tra i nuovi disoccupati troveremo in maggior parte gente con una modesta preparazione scolastica (operai, commessi, cassieri, autisti), ma anche gente laureata (pensiamo ai radiologi che a brevissimo potranno tranquillamente essere sostituiti da computer a lettura ottica, coordinati con potenti banche dati). Ci saranno conseguenze anche per la professione contabile? Sicuramente sì e per due ordini di motivi:
- la elevata tecnologia dei sistemi informatici: c’è sempre meno bisogno di persone che inseriscano i dati, mentre i computer sono sempre più autosufficienti
- la volontà del legislatore tributario: per evitare frodi ed evasioni, il fisco cerca di ottenere sempre più autonomamente i dati contabili del contribuente cercando di gestirseli da solo. Pensiamo alle fatture elettroniche: già adesso le micro e piccole imprese possono inviare telematicamente le fatture di acquisto e vendita al fisco e questi garantisce loro una tranquillità fiscale. Molto probabilmente in un futuro non troppo
remoto ci saranno grandi società di servizi che per alcuni centesimi di euro a fattura faranno gli invii telematici sostituendosi ai professionisti contabili
Per alleviare la tragicità della situazione prospettata, l’IFAC, la Federazione Internazionale che accoglie le Professioni Contabili, sta cercando di infondere un po’ di ottimismo prevedendo che:
- i professionisti contabili (quelli che sopravvivranno, sottolineo io) diventeranno dei consulenti altamente specializzati che dovranno essere in grado di capire ed interpretare correttamente per conto delle aziende clienti tutte le informazioni che i robot/computer produrranno
- il mondo sarà sempre più globalizzato, per cui i professionisti contabili dovranno collaborare tra loro anche a livello di network e associazioni a livello internazionale
- i professionisti contabili dovranno avere la totale padronanza delle nuove tecnologie per offrire un migliore e più rapido servizio ai propri clienti
- la fiducia e la credibilità continueranno ad essere elementi fondamentali nella vita professionale ed il miglior biglietto da visita.

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Dott. Adriano Cancellari - Torri di Quartesolo (VI)

Dott. Adriano Cancellari

Commercialisti, Ragionieri ed Esperti contabili / Commercialisti

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