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Diritto di famiglia

Necessità del nesso di causalità

Obbligo al risarcimento: solo se vi è un nesso di causalità tra comportamento colposo e danno

Necessità del nesso di causalità - Obbligo al risarcimento: solo se vi è un nesso di causalità tra comportamento colposo e danno

Nona noterella - Bianchi, guidando in via Garibaldi a 55 km.h, non riesce ad evitare quell'investimento di un passante, che invece avrebbe potuto evitare se fosse andato alla velocità regolamentare di cinquanta km.h.: é obbligato a un risarcimento, metti, di centomila euro. 

 

In via Mazzini, nella stessa ora dello stesso giorno. Rossi guida alla velocità pazzesca di 100 km.h: ha fortuna, non investe nessuno, nessun risarcimento deve pagare. 

 

Non stride questa soluzione? Non sembrerebbe giusto che a pagare i centomila euro fosse il Rossi e non il Bianchi? 

 

Un altro giorno ma nella stessa via Garibaldi (dato che ci é piaciuto prendere questa via come teatro dei nostri esempi) il sig. Lazzaro mal guidando cagiona al sig. Verdi un danno di un milione; il cui risarcimento la vittima ben difficilmente riscuoterà (Lazzaro, il nome dice tutto, é, ahimé! nullatenente). 

 

In via Mazzini, nello stesso giorno e nella stessa ora, il sig. Epulone, anche lui mal guidando, cagiona il danno di cento al signor Viola, il quale é ben sicuro di vedersi risarcito (Epulano é un miliardario). 

 

Non stride questa soluzione? Non sembrerebbe giusto che a Verdi fosse assegnato come debitore il sig Epulone e a Viola il sig. Lazzaro? 

 

Certo che sì, certo che le soluzioni sopra viste stridono. 

 

Nella società di utopia (di cui la nostra società non é che una caricatura) lo Stato, durante l'anno, prenderebbe buona nota, da una parte, di tutti i comportamenti negligenti o imprudenti potenzialmente produttivi di un danno e, dall'altra parte, di tutti i danni verificatisi; e poi condannerebbe, gli autori dei comportamenti più gravemente imprudenti o negligenti, a risarcire i danni, assegnando, ai danneggiati più gravemente, i colpevoli più ricchi e, ai danneggiati meno gravemente, i colpevoli meno ricchi. 

 

Invece, scesi con i piedi in terra, cosa vediamo? Vediamo che lo Stato individua, quelli, tra gli autori di comportamenti imprudenti o negligenti, da condannare al risarcimento, in base al criterio dell'esistenza di un nesso di causalità tra il loro comportamento e il danno verificatosi; e che assegna come debitore del risarcimento di un danno colui che tale danno ha provocato. 

 

E' questo, lo abbiamo visto negli esempi prima fatti, un criterio ben rozzo. Non meno rozzo di una individuazione mediante sorteggio delle persone da condannare al risarcimento (e del resto, forse non é che, per pura sorte, Bianchi viene condannato al risarcimento e Rossi no? Forse non é che, per pura sorte, al sig Viola, che ha subito un danno gravissimo, viene assegnato come debitore un nullatenente?). 

 

Però questo criterio viene preferito (da tutti i legislatori, non solo dal nostro) al sorteggio, perché presenta due vantaggi. 

 

Primo vantaggio. Facilita enormemente lo Stato nella individuazione di quei colpevoli (di un comportamento colposo) da assoggettare all'obbligo di risarcimento. Questo, perché? Perché sarà il danneggiato stesso che - sapendo che, se non individua il responsabile del suo danno, non sarà risarcito - si darà da fare, per individuarlo e indicarlo all'autorità giudiziaria fornendo le necessarie prove. 

 

Secondo vantaggio: permette di dar soddisfazione al sentimento di vendetta del danneggiato. Mettiamoci nei panni di Bianchi, che si é visto mutilare di un braccio dal Rossi, che conduceva la sua auto a una velocità pazzesca: egli vuole vendetta. Un risarcimento a carico di Verdi, non può avere lo stesso gusto per lui che un risarcimento a carico di Rossi. E c'é il rischio che, se vedesse condannato a risarcirlo Verdi, invece che Rossi, egli correrebbe a casa di questo con un bastone per fargli pagare, e, non con i soldi, ma con la pelle, la sofferenza che gli ha causato. 

 

Nella prossima “noterella” vedremo le critiche che, all'adozione del criterio del nesso di causalità, sono state mosse.

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