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Diritto penale societario

Normativa sulla produzione e commercio del legname

Quadro normativo in materia di commercio e produzione del legno e modello 231/01

Normativa sulla produzione e commercio del legname - Quadro normativo in materia di commercio e produzione del legno e modello 231/01

Il legno è un materiale organico di fondamentale importanza, in quanto oltre a generare calore viene oggi utilizzato sempre più spesso nella costruzione di edifici, arredi, mezzi di trasporto nonché per la protezione di materiale ed oggetti delicati. Dal punto di vista però delle problematiche strettamente giuridiche, sarebbe opportuno suddividere in campi di applicazione lo studio normativo e giurisprudenziale riguardante tale materiale, infatti non esiste un quadro normativo unitario che regoli nel suo insieme l’utilizzo del legno, solo scomponendolo in aree di interesse sarà possibile fare chiarezza sulle norme ad esso applicabili. 

La prima categoria riguarda le imprese che “producono e commercializzano” materiali in legno, la cui disciplina è prevista dalla Legge n. 116 del 2014, nella quale viene esteso l’obbligo di autorizzazione fitosanitaria regionale a chi commercializza imballaggi a marchio IPPC/FAO, ciò significa che le imprese che ad esempio commercializzano pallet ed imballaggi in legno usati a marchio IPPC/FAO esteri e/o italiani, devono essere in possesso dell’autorizzazione fitosanitaria rilasciata dai servizi fitosanitari regionali territorialmente competenti per i centri aziendali. In caso di mancata autorizzazione la suindicata norma prevede l’applicazione della sanzione amministrativa da 2.550 a 15.000 euro. Altra norma di rilievo è il “Regolamento Legno (EUTR, regolamento UE n. 995/2010), regolamento dell'Unione europea del 20 ottobre 2010 volto a contrastare il commercio all'interno dell'UE di legname raccolto illegalmente e dei prodotti da esso derivati, stabilendo determinati obblighi degli operatori. 

La seconda categoria è quella delle “costruzioni in legno”, invero dal 1 luglio 2009 sono definitivamente entrate in vigore le “Norme Tecniche per le Costruzioni”(Acronimo NTC), unico riferimento normativo applicabile dai progettisti italiani. Le NTC definiscono, per tutti i materiali da costruzione, i principi da adottare per la progettazione, l’esecuzione ed il collaudo delle costruzioni nei riguardi delle prestazioni richieste in termini di resistenza meccanica, stabilità e durabilità; definiscono altresì i criteri di sicurezza, le azioni da utilizzare nella progettazione, le caratteristiche dei materiali e tutto ciò che riguarda la sicurezza strutturale delle opere in generale. 

La terza categoria, la più ostica, attiene invece allo smaltimento dei materiali in legno. Esistono in natura ben 44.000 specie diverse di legni, che si differenziano per le loro proprietà fisiche e meccaniche, in generale è un materiale igienico, igroscopico e soprattutto biodegradabile al 100%. 

A disciplinare tale settore è il D.lgs 152/2006 recante norme in materia di diritto ambientale, nonché una serie di sentenze della Suprema Corte sulla qualificazione o meno di rifiuto, relativamente agli scarti dei materiali realizzati con il legno. 

Possiamo dunque affermare, in sintesi, che le problematiche riguardanti il legno attengono a tutta la filiera di produzione dello stesso, dalla fabbricazione e commercializzazione passando per la utilizzazione fino allo smaltimento. Problematiche risolte attraverso lo studio di norme eterogenee, che se violate possono far incorrere l’impresa in responsabilità, a seconda dei casi, civile o penale. In campo penale, sicuramente uno strumento di tutela rispetto alla configurazione dei reati, ad esempio ambientali o edilizi, potrebbe essere l’adozione di modelli di prevenzione ex D.lgs 231 del 2001, i quali, calati di volta in volta nella situazione concreta dell’impresa ne limiterebbero e addirittura, in determinati casi, annullerebbero ogni forma di responsabilità.    

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