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Diritto penale criminale

Brevi riflessioni sui reati ambientali

E` necessario l`intervento del Legislatore per circoscrivere con più puntualità i reati legati alla compromissione e al deterioramento dell'ecosistema

Brevi riflessioni sui reati ambientali - E` necessario l`intervento del Legislatore per circoscrivere con più puntualità i reati legati alla compromissione e al deterioramento dell'ecosistema

Recita il nuovo art. 452 bis c.p.: È punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 chiunque, in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell'ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sè illecito amministrativo o penale, cagiona una compromissione o un deterioramento rilevante

1) dello stato del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell'aria; 

2) dell'ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna selvatica. 

Quando l'inquinamento è prodotto in un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata. 

Aggiunge il seguente Art. 452-ter.: Chiunque, in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative, specificamente poste a tutela dell'ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sè illecito amministrativo o penale, o comunque abusivamente, cagiona un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Costituisce disastro ambientale l'alterazione irreversibile dell'equilibrio dell'ecosistema o l'alterazione la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali, ovvero l'offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza oggettiva del fatto per l'estensione della compromissione ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo. 

Quando il disastro è prodotto in un'area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette, la pena è aumentata. 

Ora, le prime osservazioni critiche riguardano l'indeterminatezza dell'azione criminosa. Cosa si vuole intendere ad esempio per compromissione o deterioramento dell'ecosistema, della biodiverstà, anche agraria, della flora o della fauna selvatica? Ovvero l'alterazione irreversibile dell'equilibrio dell'ecosistema? Quali sarebbero i principi che il comune cittadino o lil comune imprenditore dovrebbe rispettare per evitare di incorrere in sanzione Penale (tra l'altro piuttosto grave)? 

Sul punto si aspettano le prime Pronunce della Suprema Corte di Cassazione, ma il punto saliente è un altro: trattandosi di concetti vaghi e generici, si assiste alla più classica delle Norme penali "in bianco", lasciando alla Giurisprudenza e non al Parlamento il compito di chiarire il significato preciso degli stessi, nonchè una certa e precisa casistica, di modo che il comune cittadino non può sapere in anticipo quali condotte siano lecite e quali no. 

Di più, trattandosi di elementi costitutivi, il dolo deve necessariamente investire tutti i concetti di cui sopra (quantomeno vaghi e generici, si ripete). 

Ora, inutile aggiungere che il reo, dovrebbe prefigurarsi e volere che dalla sua azione od omissione, derivi una compromissione della biodiversità (tanto per fare un esempio) oppure l'alterazione irreversibile dell'equilibrio dell'ecosistema. 

Trattasi, come evidente, di indagini psicologiche che rasentano l'impossibiltà: come si può provare che Tizio ha previsto e voluto "una rilevante compromissione della biodiversità"? 

Il medesimo discorso può farsi attorno all'avverbio "abusivamente" sia dal punto di vista della condotta, sia da quello della volontà (altra prova per nulla agevole). 

Se la Norma ha finalità sicuramente valide e meritevoli, ci si aspetta che la Difesa sia (come sarà) per nulla accondiscendente sulle scelte redazionali delle Norme in oggetto e quindi, sul punto si prevedono accesi dibattiti e forti prese di posizione, sino alla Pronuncia della Corte di Cassazione.

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L'autore è esperto in
Diritto penale criminale

Studio Legale Avv. Carlo Somaini - Milano (MI)

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