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Trasferimenti e Sorveglianza: la coperta è corta

Napoli. Sovraffollamento carceri. Carenza di Magistrati. A pagare i ritardi sono sempre i detenuti

Trasferimenti e Sorveglianza: la coperta è corta - Napoli. Sovraffollamento carceri. Carenza di Magistrati. A pagare i ritardi sono sempre i detenuti

Il Paese Ŕ sollevato: almeno le sanzioni dell'Unione Europea per la situazione delle nostre carceri sono, per il momento, scongiurate. Il problema, tuttavia, Ŕ stato soltanto aggirato e, come spesso avviene in Italia, rimandato. 

Una delle situazioni che erano più allarmanti, quella della Casa circondariale di Napoli (Poggioreale) è stata così, diciamo, malamente tamponata. Non tutti sanno con quali conseguenze a carico dei detenuti, proprio coloro che le minacciate sanzioni dell'Unione avrebbero dovuto tutelare.  

Decine di persone sono state trasferite negli istituti meno affollati (alcune, con grave e comprensibile disagio dei familiari, addirittura in Sicilia). Moltissimi sono stati i soggetti associati agli istituti del casertano (Arienzo, Carinola, S. Maria Capua Vetere). E qui, presso l'Ufficio di Sorveglianza di S. Maria Capua Vetere, nasce il problema. 

 

E' noto che gli Uffici di Sorveglianza si occupano dell'esame di alcune delle più importanti misure alternative al carcere o "premiali", come la liberazione anticipata, legata alla buona condotta in carcere. 

Da qualche mese e, assurdamente, proprio in questo delicato periodo, presso l'Ufficio di Sorveglianza di S. Maria Capua Vetere, competente per gli istituti dove sono stati "sfollati" molti dei detenuti provenienti da Poggioreale, c'è un unico magistrato, peraltro, a quanto è dato sapere, soltanto provvisoriamente o a periodi alterni. Il risultato? Le istanze di detenuti che, con il riconoscimento della liberazione anticipata meritata con la buona condotta, o con la cd. Legge svuotacarceri, potrebbero essere rapidamente liberati per avere, nella sostanza, espiato la pena, si accumulano in attesa di essere esaminate o che la pratica venga istruita. 

 

Inutile dire che, per quanto pesante, la situazione sarebbe molto migliore se fossero rimasti nell'ambito di competenza dell'Ufficio di Sorveglianza di Napoli, dove almeno i magistrati ci sono. 

E così "i numeri" spropositati di Poggioreale si sono ridotti, ma ad essere penalizzati sono, ancora una volta i detenuti, trasferiti sotto la competenza di un Ufficio pieno, forse, di buona volontà ma in chiara difficoltà. I principi sono salvi, ma il problema non è stato risolto, è stato trasferito, proprio come i detenuti, che magari non soffriranno in sette od otto la ristrettezza delle celle ma certamente patiscono una maggiore durata della pena per le difficoltà di accedere ai benefici che pure la legge prevede per tutti. 

L' Unione Europea dovrebbe, dunque, sapere che la coperta italiana era, e resta sempre, troppo corta.

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