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Consulenza per la sicurezza sul lavoro, aziendale e ambientale

Ma la sicurezza può veramente aspettare 25 anni?

Una riflessione sull'approccio alla sicurezza sulla base di provvedimenti di legge dello Stato

Ma la sicurezza può veramente aspettare 25 anni? - Una riflessione sull'approccio alla sicurezza sulla base di provvedimenti di legge dello Stato

Con la legge di Bilancio 2018 (Legge 27/12/2017, n. 205 - G.U. 29/12/2017, in vigore dal 1/1/2018) non poteva mancare, tra le altre cose, l'ennesima proroga relativa alla prevenzione incendi nelle attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto.
Al comma 1122 lettera i) si legge che “le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell’interno 9 aprile 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 26 aprile 1994, ed in possesso dei requisiti per l’ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio, approvato con decreto del Ministro dell’interno 16 marzo 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 76 del 30 marzo 2012, completano l’adeguamento alle disposizioni di prevenzione incendi entro il 30 giugno 2019, previa presentazione, al Comando provinciale dei Vigili del fuoco entro il 1º dicembre 2018 della SCIA parziale, attestante il rispetto di almeno quattro delle seguenti prescrizioni, come disciplinate dalle specifiche regole tecniche: [...]”.
Senza voler scendere nei dettagli tecnici di materia di prevenzione incendi, sarà comunque chiaro a tutti come il tema sia strettamente legato alla sicurezza delle persone, siano esse semplici ospiti delle strutture ricettive turistico-alberghiere interessate, siano esse i relativi lavoratori.
La domanda quindi è: ma davvero è possibile prorogare dal 1994 al 2019 la sicurezza? Ma davvero possiamo permetterci di mantenere condizioni di sicurezza considerate non più accettabili nel 1994 per 25 anni, proprio per quelle strutture più vecchie? Perché è di 25 anni che stiamo parlando!
E poi, è credibile uno Stato che ad un certo punto ha fissato dei nuovi criteri di prevenzione incendi per determinate attività, prevedendo che dovessero riguardare anche le strutture esistenti a cui dovevano applicarsi, per poi "accorgersi" che forse, evidentemente, era un po' prematuro farlo? Altrimenti come possiamo spiegare le innumerevoli proroghe che da tanti anni si succedono con cadenza regolare su questa disciplina. E ricordiamo poi che per l'Italia il turismo è voce importante della propria economia, oltre che un elemento essenziale della sua immagine nel mondo.
Certamente l'ulteriore proroga non interessa indistintamente tutte le strutture ricettive, in quanto molte rispettano già da anni quegli stessi criteri, proprio perché costruite successivamente oppure oggetto di significative manutenzioni straordinarie o ampliamenti, ma certamente non poche sono neppure quelle che esistevano già nel 1994 e che possono beneficiare di varie deroghe e proroghe.
Ovviamente nessuno che dica nulla, nessuno che si scandalizzi o denunci un approccio alla sicurezza, secondo me, assai poco serio e credibile. Perché due sono le cose: o quei criteri di prevenzione incendi del 1994 erano troppo avveniristici, oppure forse più di una persona ha deciso di assumersi un elevato rischio (della serie: "Tanto non succederà nulla!"... "Ma figurati se prende fuoco un grosso albergo!"... ecc.), sulla "pelle" quindi di lavoratori, turisti e viaggiatori in genere. 

Poco serve dire che tanto è responsabilità del proprietario o gestore, se c'è comunque chi ha autorizzato tutto questo, ricordando che in generale non è colpevole solo l'omicida, ma anche il mandante. 

Sono poi certo che, qualora succedesse, partirebbero allora i classici provvedimenti di urgenza, le classiche manifestazioni di piazza, gli ampi dibattiti su tutti i media, le grandi interviste agli esperti in materia per spiegare come sia potuto succedere, le approfondite indagini della magistratura, le interrogazioni parlamentari sul fatto al Governo... e chi più ne ha più ne metta. Insomma il solito "teatrino del dopo". 

Personalmente sono stanco di vedere ancora oggi queste cose, di una assenza di maturità nel sistema Italia a saper gestire questi aspetti, ma non mi rassegno, ed è proprio per oppormi e prendere le doverose distanze da questi approcci così lontani dalla salute e sicurezza delle persone che dedico tempo a scrivere questo mio intervento. 

Servirà a cambiare le cose? Non lo so, ma certamente ci provo, certamente sentiamo su di noi comunque la responsabilità ed il dovere di cercare di aprire gli occhi a chi li ha ancora chiusi o di far volgere lo sguardo su ciò che è importante, per quanto poco possiamo essere seguiti e per quanto poco possano contare la nostre opinioni. 

La vita delle persone e la loro sicurezza è importante sempre, e non solo dopo una qualche tragedia che ha richiamato l'attenzione sullo specifico tema. 

Impariamo ad indignarci prima e a lavorare per evitare le tragedie; per il dopo non resta che il cordoglio e la riflessione sul come correggere. 

Chiediamoci quindi sempre, ma possiamo permetterci veramente di aspettare ancora? La sicurezza può veramente attendere? Saranno però solo i nostri comportamenti a far capire veramente qual'è la risposta autentica che intendiamo dare a queste domande, le parole da sole non bastano.

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Elios Ingegneria Studio Associato - Serravalle Pistoiese (PT)

ELIOS INGEGNERIA STUDIO ASSOCIATO

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