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Adeguamento e miglioramento sismico dei fabbricati

Informazione e cultura per interventi mirati e sostenibili.

Adeguamento e miglioramento sismico dei fabbricati - Informazione e cultura per interventi mirati e sostenibili.

Come tutti sappiamo l'Italia Ŕ stata colpita recentemente da due eventi sismici importanti. Il primo fu a l'Aquila con evento principale il 6 aprile del 2009 alle ore 3.32 che caus˛ ben 308 vittime e distrusse gran parte del patrimonio storico edilizio. In seguito a tale evento furono rese obbligatorie le nuove Norme Tecniche delle Costruzioni giÓ pubblicate precedentemente nel 14 gennaio 2008. 

Tali norme prevedono che tutto il territorio italiano sia classificato sismico, con differenti gradi di sismicitÓ e la possibilitÓ di affrontare il problema con diversi metodi pi¨ o meno semplificati a seconda della situazione attesa. In ogni caso NON ESISTONO zone sul territorio italiano per le quali non Ŕ previsto il sisma e per le quali non sia indispensabile fare le verifiche! 

Quindi, dal 31 giugno 2009 per qualsiasi nuova costruzione e per la maggior parte degli interventi eseguiti sulle costruzioni esistenti Ŕ necessario procedere ad una verifica ed eventualmente ad un intervento di miglioramento o adeguamento sismico. 

I professionisti incaricati pertanto devono farsi carico di questo onere ed utilizzare tutti gli strumenti necessari per esaminare adeguatamente il problema e garantire una corretta progettazione sismica. Va altresý detto che una buona progettazione strutturale e sismica non pu˛ avvenire in "cascata" a quella architettonica in quanto questa pu˛ agevolare o precludere alcune soluzioni che, oltre al calcolo, possono incidere in modo importante sul comportamento del fabbricato nei confronti delle azioni sismiche. 

Infatti la forma, la distribuzione degli elementi resistenti, la scelta dei materiali e della tipologia costruttiva o di intervento (solo per elencare gli aspetti pi¨ evidenti) devono essere concertati tra chi si occupa degli aspetti architettonici e chi invece di quelli tecnici nella ricerca di una adeguato compromesso. Troppo spesso purtroppo si assiste a degli "arrangiamenti" strutturali in funzione della parte estetica con una drastica riduzione prestazionale che si estende anche agli aspetti termici ed acustici. L'analisi di quanto accaduto a l'Aquila evidenzia proprio questa serie di problematiche che di fatto sono estese su tutto il territorio nazionale. 

Il secondo e recentissimo evento sismico di grande importanza avvenuto in Emilia e nel Mantovano registra due grandi scosse, la prima il 20 maggio e la seconda il 30 maggio. Queste hanno messo a nudo la vulnerabilitÓ di una tipologia costruttiva come quella dei capannoni prefabbricati, che con accorgimenti e soluzioni decisamente economiche posso soddisfare una risposta sismica ben superiore agli eventi capitati in Italia. Detto questo Ŕ inutile additare indiscriminatamente i costruttori in quanto, in accordo con le leggi vigenti, hanno progettato e costruito senza tenere in considerazione il sisma fino al 31 giugno 2009. 

Oggi pertanto ci ritroviamo con un patrimonio edilizio enorme da consolidare ed aggiornare. Tutto questo Ŕ possibile, nonostante la crisi imperversi, adottando delle strategie che possano aiutarci ad adeguare il nostro patrimonio edilizio a tutte le esigenze attuali di risparmio energetico, benessere abitativo e, soprattutto, alla sicurezza. 

Per ottenere ci˛ Ŕ necessario che il cittadino sia informato e prenda coscienza di quello che accade nel mondo delle costruzioni, del quale i media hanno sempre dato informazioni confusionarie, approssimative e populiste, al fine di avere un giudizio personale critico. 

Nello specifico Ŕ necessario che il privato si rivolga ad un professionista per esaminare il fabbricato di propria proprietÓ. Il professionista da parte sua ha l'obbligo di informare e mettere in condizione il committente di prendere decisioni mirate ai propri interessi. 

La valutazione di sicurezza sismica non deve partire da un progetto di adeguamento ma seguire delle fasi che mirino a indagare prima lo stato dei fatti con le sue eventuali vulnerabilitÓ ed eventualmente proporre diverse fasi e tipologie intervento fino alla definizione di un piano di intervento che soddisfi gli scopi della sicurezza in maniere economicamente sostenibile (si ricordano gli incentivi del 50% sulle ristrutturazioni). 

Una valutazione sismica corretta dovrebbe esse condotta almeno nelle seguenti fasi: 

- Analisi preliminare dello stato di fatto, delle tipologia costruttiva e degli aspetti critici evidenti; 

- Pianificazione ed esecuzione delle indagini documentali e sperimentali specifiche a comprendere le componenti strutturali; 

- Valutazione del comportamento sismico allo stato attuale; 

- Valutazione tecnico-economica preliminare degli interventi; 

- Pianificazione e definizione delle modalitÓ di intervento; 

- Progettazione esecutiva; 

- Realizzazione dell'intervento con un'attenta direzione dei lavori da parte del progettista. 

Il cliente deve essere sempre coinvolto e informato nelle varie fasi per poter poi prendere delle decisioni in modo sereno, consapevole e in compatibilitÓ con le proprie esigenze abitative (nel caso di edifici residenziali) oppure produttive (nel caso di edifici industriali). 

Gli interventi e le modalitÓ operative sono veramente molto varie e dipendono da moltissime variabili. Proprio per questo un'attenta progettazione e lo svolgimento di tutte le fasi preliminari al progetto sono indispensabili per garantire un reale miglioramento o adeguamento della condizione esistente e una sostenibilitÓ economica. 

Tutto quando descritto deve essere accompagnato, nella fase di cantiere, da una maniacale direzione dei lavori al fine di verificare che ogni dettaglio sia svolto come previsto e che ogni fase costruttiva sia verificata e documentata adeguatamente.

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1 Commento

Franco Bertarelli

22/03/2015 22:55

Mio fratello ha ricevuto incarico di consulente tecnico d'ufficio per un giudizio pendente davanti al tribunale.
Si tratta in sostanza di accertare se i lavori su una struttura in c.a. realizzata nel 2012 (solo scheletro) siano stati realizzati a regola d'arte.
Si parla di sezioni di travi di copertura azzerate a causa di errate quote di armature di pilastri e travi e scollegate dal resto del telaio. Si parla di ridotto spessore delle solette portanti delle scale con armature inferiori e superiori piegate in prossimità dei pianerottoli, si parla di spille dei pilastri con sagomatura diversa da progetto e con un lato aperto a 90°, di insufficiente resistenza del calcestruzzo su alcuni getti, diffusa segregazione, di eccentricità di due pilastri dovuta ad accorciamento (15 cm) e restringimento di travi di fondazioni, ect, ect.
Ora, il committente sostiene che debbano solo essere accertati e dichiarati vizi e difetti e che le opere malfatte vadano demolite e ricostruite come da contratto e progetto mentre, la ditta sostiene di fare una verifica, una valutazione della sicurezza sismica e magari un adegumento sismico.
La struttura con un adeguamento sismico avrà la stessa resistenza prevista in progetto?

Cosa deve fare? La ditta tende a salvare il malfatto mentre il committente giustamente vuole le cose fatte come da contratto e progetto, Come si procede in questi casi?

Grazie

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In risposta al commento di Franco Bertarelli

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