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Diritto tributario

“Questionari fiscali"

“Questionari fiscali e la compatibilità con il sistema tributario”

“Questionari fiscali" - “Questionari fiscali e la compatibilità con il sistema tributario”

1.        Normativa di riferimento. 

2.        L’applicazione meccanica della preclusione dell’art. 32 del D.P.R. n.600/1973  provoca  la distorsione del sistema tributario (Cass. n. 14164/2012; Cass. n. 13944/08; Cass. n. 11981/03). 

3.        I dati e i documenti non forniti in risposta al questionario sono inutilizzabili in giudizio purché ci sia un invito specifico e puntuale da parte dell’Amministrazione e l’avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza (Cass. n. 21271/2016). 

4.      La dichiarazione del contribuente di non possedere libri, registri, scritture e documenti richiestigli dall’A.F. nel corso di un accesso preclude la valutazione degli stessi in suo favore in sede amministrativa e contenziosa (Cass. n. 10527/2017). 

5.      Abuso da parte del Fisco dell’eccezione di inopponibilità. 

6. La mancata indicazione di un documento nell’indice del fascicolo di parte comporta l’inutilizzabilità dello stesso da parte del giudice (Cass. 10 febbraio 2017, n.3593). 

  

1.  Normativa di riferimento. 

Le indagini finanziarie rappresentano, tra i molteplici strumenti di cui dispone l'amministrazione finanziaria, quello che potenzialmente permette la maggior efficacia investigativa nella lotta all'evasione fiscale. È evidente, infatti, come il Fisco possegga un'arma dal carattere altamente invasivo della sfera patrimoniale del contribuente, tanto invasivo da costringere il legislatore a occuparsi con grande attenzione di come regolamentarne le procedure . 

La normativa sulle indagini finanziarie cerca di realizzare un equo contemperamento tra l'interesse privato alla riservatezza e l'interesse pubblico al conseguimento del gettito erariale e alla repressione dell'evasione. 

E’ fuor di dubbio, il ruolo essenziale che possono svolgere le indagini finanziarie per ricostruire la capacità contributiva del contribuente, in grado di fornire dati certi e non contestabili e validi supporti di prova per la sua quantificazione. 

Di fatto, però, l'ingresso di un organo verificatore in azienda è un evento che di solito suscita una forte apprensione nei responsabili degli adempimenti fiscali e amministrativi: nella molteplicità degli obblighi formali e sostanziali (pagamento delle imposte) stabiliti dalla normativa in materia tributaria, è molto frequente trovarsi esposti al rischio che organi verificatori, Guardia di Finanza o Ispettori dell'Agenzia delle Entrate, possano evidenziare inadempienze o errori di applicazione delle norme fiscali. La possibilità di commettere tali errori è ulteriormente elevata per le frequenti modifiche legislative e difficoltà di interpretazione delle norme, relative agli adempimenti sia formali che sostanziali. È, quindi, di grande rilievo evidenziare la puntuale normativa che il legislatore ha stabilito relativamente all'attività di verifica da parte dell'Amministrazione Finanziaria. 

In particolare, è opportuno esaminare gli artt. 32, del D.P.R. del 29 settembre 1973, n. 600 e 51, del D.P.R. del 26 ottobre 1972, n. 633 che sono stati oggetto di disamina da parte della giurisprudenza di legittimità. Predetti articoli attribuiscono agli Uffici Finanziari poteri in ordine all’acquisizione di dati ed elementi rilevanti ai fini della determinazione della base imponibile direttamente nei confronti dei contribuenti cui si riferisce il controllo (invito degli stessi a comparire negli Uffici anche per esibire o trasmettere atti o documenti, invio di questionari, ecc.) ovvero nei confronti di terzi (richiesta di notizie e comunicazioni ad organi ed Amministrazioni dello Stato, richiesta di copie o estratti di atti depositati presso notai, richiesta di conti bancari e postali, ecc.). 

Il Questionario Agenzia Entrate è un invito con cui l’Amministrazione Finanziaria chiede al contribuente di fornire informazioni e/o di produrre documentazione necessaria ai fini dell’accertamento della situazione fiscale per quel determinato periodo di imposta. 

Tale strumento ha lo scopo di favorire il dialogo fra la parte pubblica e quella privata, per chiarire le reciproche posizioni, così da escludere l’instaurazione del contenzioso, nel rispetto dei canoni di lealtà, correttezza e collaborazione richiesti dallo Statuto del Contribuente. 

Di seguito,  vengono esaminati i recenti arresti della giurisprudenza di legittimità sull’applicazione dell’art. 32 del DPR n. 600/1973 e la compatibilità del sistema tributario che mira ad accertare la reale capacità contributiva del contribuente. 

  

2. L’applicazione meccanica della preclusione dell’art. 32 del D.P.R. n.600/1973  provoca  la distorsione del sistema tributario (Cass. n. 14164/2012; Cass. n. 13944/08;Cass.n.11981/03). 

La giurisprudenza di legittimità, a seguito del ricorso massiccio allo strumento dei questionari da parte dell’Amministrazione Finanziaria, ha ritenuto opportuno intervenire con una serie di arresti giurisprudenziali per chiarire l’applicazione del succitato art. 32. 

La Suprema Corte, infatti, secondo la dottrina non può limitarsi ad applicare meccanicamente la preclusione prevista dall’art. 32 in quanto tale norma, di natura puramente procedurale, può creare una distorsione del sistema tributario, la cui funzione è quella di accertare la reale capacità contributiva del contribuente. 

A tal proposito, giova esaminare i principi espressi più volte dal Supremo Consesso (Cass. n. 11981/2003; n. 4605/2008; n. 13944/2008; n. 14164/2012) che ritiene intollerabile un sistema legale che impedisce al contribuente di dimostrare, entro un ragionevole lasso di tempo, l’illegittimità dei fatti giustificativi delle rettifiche. 

La Suprema Corte, con sent. n. 4605/2008, si è pronunciata in merito  all’esistenza o meno di un onere a carico dell’Amministrazione Finanziaria, di eccepire tempestivamente, o comunque nel corso del giudizio di primo grado, le ragioni d’inutilizzabilità, sulla base del combinato disposto degli artt. 52 del D.P.R. n.633/1972 e 32 del D.P.R. n. 600/1973. 

  

3. I dati e i documenti non forniti in risposta al questionario sono inutilizzabili in giudizio purchè ci sia un invito specifico e puntuale da parte dell’Amministrazione e l’avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza( Cass.n.21271/2016). 

Con l’ordinanza n. 27069 del 27 dicembre 2016, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio consolidato secondo cui la mancata esibizione, in sede amministrativa, dei libri, della documentazione e delle scritture all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate comporta la sanzione dell’inutilizzabilità della successiva produzione in sede contenziosa, così come previsto dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32. 

Tale preclusione opera solo in presenza di un invito specifico e puntuale (Questionario Agenzia Entrate) da parte dell’Amministrazione, purché accompagnato dall’avvertimento circa le conseguenze della sua mancata ottemperanza, che si giustifica -in deroga ai principi di cui agli artt. 24 Cost (diritto di difesa) e 53 Cost. (capacità contributiva) - per la violazione dell’obbligo di leale collaborazione con il Fisco (Cass. n. 11765/2014). 

Si tratta, appunto, di una disposizione che deve essere applicata in modo da non comprimere il diritto alla difesa e non obbligare il contribuente a pagamenti non dovuti, proprio perché, in qualche misura, deroga ai principi costituzionali di cui sopra . 

In altri termini, la conseguenza dell’inutilizzabilità nel giudizio tributario, a sfavore del contribuente, dei documenti non esibiti nella fase istruttoria amministrativa, è ricollegata ad una specifica richiesta dell’Ufficio accertatore che deve rispondere a determinati requisiti formali

trasmissione dell’invito a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento;assegnazione di un termine non inferiore a 15 giorni;avviso al contribuente delle conseguenze processuali determinate dalla mancata esibizione dei documenti;facoltà del contribuente di evitare tali conseguenze depositando i documenti in allegato al ricorso introduttivo dimostrando che la impossibilità di ottemperanza era dipesa da causa non imputabile. 

Ne deriva che una richiesta di esibizione di scritture, fatture, od altri documenti commerciali e contabili formulata dall’Ufficio con modalità difformi dallo schema legale descritto è inidonea, in caso di inottemperanza del contribuente, a produrre gli effetti giuridici preclusivi previsti dalle norme tributarie. 

Le cause di inutilizzabilità previste dall’art. 32 non operano nei confronti del contribuente che depositi in allegato all’atto introduttivo del giudizio di primo grado in sede contenziosa le notizie, i dati, i documenti, i libri e i registri, dichiarando, comunque, contestualmente di non aver potuto adempiere alle richieste degli uffici per causa a lui non imputabile

Occorre, cioè, che il comportamento del contribuente non faccia sorgere il dubbio circa la genuinità di documenti che affiorino soltanto in un momento successivo alla richiesta dell’Amministrazione Finanziaria (Questionario Agenzia Entrate) e, inoltre, non appaia meritevole di sanzione per la violazione dell’obbligo di leale collaborazione con il Fisco. 

Il riferimento all’invito (Questionario Agenzia Entrate) non inficia l’onere gravante sull’Amministrazione Finanziaria che, citata in giudizio dal contribuente con ricorso introduttivo avverso la pretesa tributaria, proponga l’eccezione di divieto di utilizzabilità dei documenti non esibiti nella fase istruttoria del procedimento, in applicazione della regola generale sul riparto dell’onere probatorio ex art. 2697 c.c. 

L’Amministrazione deve, cioè, allegare i fatti sui quali l’eccezione si fonda, tra cui l’esistenza -nell’invito di esibizione trasmesso al contribuente - dei requisiti formali prescritti dalle predette norme tributarie e, in particolare, dell’avvertimento prescritto dal D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 3, cui rinvia il D.P.R. n. 633 del 1972, art. 51, comma 4. 

Nel caso in cui l’Agenzia delle Entrate non assolva l’onere probatorio posto a suo carico, i documenti prodotti tardivamente si intenderanno utilizzabili e potranno fondare la decisione. 

Spetta infatti al fisco, che oppone alla successiva allegazione giudiziale delle fatture la preclusione di cui all’art. 32, allegare e dimostrare che si è realizzata in pieno la sequenza procedimentale avviata col questionario. In mancanza, non può invocare la sanzione dell’inutilizzabilità amministrativa e processuale dei documenti esibiti dal contribuente solo introducendo il processo tributario di prime cure. 

  

4. La dichiarazione del contribuente di non possedere libri, registri, scritture e documenti richiestigli dall’A.F. nel corso di un accesso preclude la valutazione degli stessi in suo favore in sede amministrativa e contenziosa (Cass. n. 10527/2017). 

L’art. 52 del D.P.R. n.633 del 1972 prevede che i libri, i registri, scritture e documenti di cui si è rifiutata l’esibizione non possono essere presi in considerazione a favore del contribuente ai fini dell’accertamento in sede amministrativa o contenziosa; per rifiuto di esibizione s’intende anche la dichiarazione di non possedere i libri, registri, documenti, scritture e la sottrazione di essi all’ispezione. 

La Suprema Corte, con un principio consolidato (S.U. n. 45/2000), ha affermato, con sentenza n. 633/2000, che, a norma del predetto art. 52 comma 5, perché la dichiarazione resa dal contribuente nel corso di un accesso dell’A.F. di non possedere  documenti, registri e scritture richiestigli in esibizione determini la preclusione che gli stessi possano essere presi in considerazione in suo favore ai fini dell’accertamento in sede amministrativa e contenziosa, occorre: 

-          la non veridicità della dichiarazione, che si concretizza in un sostanziale rifiuto di esibizione, accertabile con qualunque mezzo di prova e anche attraverso presunzioni; 

-          la coscienza e la volontà della dichiarazione stessa; 

-          il dolo, costituito dalla volontà del contribuente di impedire che nel corso dell’accesso possa essere effettuata l’ispezione del documento. 

Non integrano i presupposti applicativi della preclusione

-          le dichiarazioni dell’indisponibilità del documento, non solo quando ciò sia riconducibile  a caso fortuito o a forza maggiore, ma anche imputabile a colpa, quale ad esempio la negligenza e l’imperizia nella custodia e conservazione. 

In conclusione, il D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 52, comma 5,  a cui rinvia il D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 33, secondo il Supremo Consesso “ ha carattere eccezionale e deve essere interpretato alla luce degli artt. 24 e 53 Cost, in modo da non comprimere il diritto alla difesa e da non obbligare il contribuente a pagamenti non dovuti, sicché non può reputarsi sufficiente, ai fini della suddetta preclusione, il mancato possesso imputabile a negligenza, imperizia nella custodia e conservazione della documentazione contabile” (Cass. Sez. Trib. 28/04/2017, n. 10527). 

  

5.  Abuso da parte del Fisco dell’eccezione di inopponibilità. 

La dottrina ha analizzato tre casi in cui, nel corso del procedimento di accertamento o nel processo tributario, accade molto spesso che l’Amministrazione Finanziaria invochi la qualità di terzo, per far valere iure privatorum la “inopponibilità” di atti, fatti o documenti allegati dal contribuente per contrastare la pretesa impositiva. 

Occorre precisare che la preclusione, di cui all’art. 52 c.4, che  prevede l’inutilizzabilità difensiva in sede amministrativa e contenziosa della documentazione non esibita o trasmessa a seguito di inviti dell’Ufficio, diverge diametralmente da quella che caratterizza l’intero settore civilistico, dove l’inefficacia può affermarsi tanto per gli effetti riflessi di atti negoziali intervenuti inter alios, quanto per gli effetti probatori di atti provenienti da terzi, che siano pregiudizievoli nei confronti della controparte. 

La Suprema Corte, con orientamento ormai pacifico, ha messo in luce che le predette preclusioni pubblicistiche hanno una duplice valenza: 

1) salvaguardare la genuinità della prova alla quale la parte privata con il suo comportamento ha dimostrato di volere sottrarsi; 

2) sanzionare indirettamente la violazione del dovere di collaborazione tra contribuente e fisco. 

Tuttavia, come verrà di seguito esposto, l’A.F. sostiene che la mancanza di data certa rende inammissibile  la prova documentale , in quanto sospetta o di comodo, anche quando viene prodotta tempestivamente dal contribuente. 

Il primo caso da esaminare è l’eccezione d’inammissibilità della prova liberatoria che il contribuente, imprenditore o professionista, intenda fornire per vincere la presunzione posta dall’art. 32, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, in ordine alla rilevanza reddituale delle movimentazioni emergenti dai conti bancari intestati a esso o alle parti correlate. 

L’Amministrazione Finanziaria afferma che le allegazione di scritti provenienti da terzi, se privi di data certa, sono “inopponibili”al Fisco. 

Tale argomentazione è sorretta dall’orientamento della Suprema Corte (Cass. n. 2402/2000), secondo il quale il legislatore ha inteso ampliare il concetto di “terzo” a cui  fa riferimento l’art. 2704 c.c., comprendendovi  l’Amministrazione Finanziaria, titolare di un diritto d’imposizione collegato al negozio documentato. 

Predetto orientamento della giurisprudenza di legittimità ha disatteso il precedente orientamento che aveva concluso che “il Fisco non può essere considerato terzo perché trae l’atto, da cui è estraneo,soltanto un proprio diritto autonomo di natura pubblica all’imposizione tributaria; pertanto le scritture private non debbono essere munite della data certa, quando vengono sottoposte alla registrazione nei termini di legge” (Cass., Sez. I, 8 maggio 1953, n.1280). 

Secondo la dottrina, l’Amministrazione Finanziaria ha acriticamente generalizzato il recente orientamento della Suprema Corte, sostenendo che, se difetta la data certa del documento, deve essere negata pregiudizialmente ogni efficacia dimostrativa a qualsiasi documento, anche se tempestivamente esibito o prodotto dal contribuente, trasformando una norma che ha una specifica valenza in ordine alla data della scrittura, e non all’efficacia o alla prova del negozio, in una norma sull’efficacia dimostrativa del mezzo di prova. 

Pertanto, viene interpretato in maniera distorta l’insegnamento ormai risalente della giurisprudenza di legittimità, secondo cui l’art. 2704 c.c., nello stabilire l’inopponibilità della data della scrittura privata, non autenticata dalla sua sottoscrizione né registrata, non ha portata generale e assoluta, giacchè tutela solo i diritti dei terzi quando si vogliono far valere contro di essi, in relazione alla data dell’atto, gli effetti negoziali propri della convenzione in esso contenuta. 

Per tale motivo, i documenti provenienti da un terzo, estraneo al giudizio, non hanno efficacia privilegiata in ordine ai fatti attestati o alla data del loro verificarsi, ma costituiscono prova indiziaria, rimessa alla libera valutazione del giudice di merito e, congiuntamente, ad altre circostanze desumibili dalla stessa natura della controversia che ne confermino l’attendibilità, sono utili elementi di convincimento. 

Per tale ragione, la parte contro cui è prodotto il documento ha l’onere di contestare la genuinità e veridicità del contenuto, avvalendosi di ogni mezzo di prova. 

Secondo la dottrina, tali principi non possono valere in ambito tributario, dove le dichiarazioni dei terzi svolgono molto spesso un ruolo decisivo per contrastare la pretesa impositiva; inoltre, non esiste alcuna norma generale  che disponga ex se l’inammissibilità come mezzo di prova di scritture provenienti da terzi, che siano prive di data certa. 

Un’interpretazione costituzionalmente orientata deve  portare a respingere la tesi interpretativa che sorregge le tesi dell’Amministrazione Finanziaria; infatti, sia la giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 4269/2002; v. anche Cass. n. 5957/2003 e Cass. n. 4423/2003) che la Corte Costituzionale (Corte Cost n. 18/2000) hanno concordemente affermato che le dichiarazione dei terzi ben possono essere utilizzate come fonti di prova atipica a favore del contribuente, senza minimamente condizionare la loro ammissibilità alla certezza della data. 

In conclusione, sulla base di quanto esposto, le dichiarazioni provenienti da terzi, per poter essere disattese dall’amministrazione o dal giudice devono essere pregiudizialmente contestate, sia sotto il profilo della loro autenticità, sia sotto quello della veridicità del loro contenuto, compresa la falsità ideologica della data. 

Ciò posto, è preciso onere dell’Agenzia delle Entrate quello di eccepire in sede di merito che il fatto dedotto nei documenti non corrisponde a realtà, in modo da consentire l’apertura del contraddittorio delle parti e gli accertamenti sul punto. 

Il secondo caso, esaminato dalla dottrina, attiene al problema della certezza della data della scrittura privata nei confronti dei terzi, che l’art. 2704 c.c., oltre alle fattispecie tipizzate, riconosce in via residuale dal giorno in cui si verifica un altro fatto che stabilisca in modo egualmente certo l’anteriorità della formazione del documento. 

La questione è sorta a seguito della posizione assunta dal Fisco nei confronti del patto di deroga convenzionale al dettato dell’art. 2561 c.c., dalla cui esistenza l’art. 14 , secondo comma, del D.P.R.   4 febbraio 1988, n.42, fa dipendere la disapplicazione della disciplina dell’art.67, nono comma, del TUIR. 

L’Amministrazione Finanziaria ha eccepito  che l’esibizione del documento in sede di verifica costituisce una circostanza di fondamentale importanza che non può essere trascurata, poiché l’esibizione vale  conferire, ai sensi dell’art. 2704 c.c., al documento predetto data certa dal giorno in cui il verbale è stato redatto. 

Ciò posto, è opportuno sottolineare che l’art. 14 non contiene alcuna specificazione formale e temporale circa le modalità con cui deve avvenire la prescritta deroga convenzionale alle norme dell’art. 2651 c.c.; pertanto, secondo la dottrina, è errata l’opinione dell’Amministrazione secondo cui la pattuizione  sarebbe dovuta essere  fornita di data certa risalente al momento della stipula del contratto di affitto d’azienda. 

Per di più, per quanto riguarda la formalizzazione del patto, nessuna norma civile o fiscale impone la sua contestualità temporale rispetto al contratto base, poiché è possibile che il contratto venga stipulato successivamente. 

Il terzo caso riguarda l’eccezione di simulazione. 

E’ stata per molto tempo analizzata da autorevole dottrina,con riferimento alle imposte d’atto,  la posizione dell’Amministrazione Finanziaria nel caso di difformità tra il regolamento negoziale apparente e quello reale e della possibilità di far valere la simulazione, senza che sia necessaria una previa pronuncia giurisdizionale, dato che l’esigenza di effettività impone di correlare il concorso alle pubbliche spese a rapporti voluti e tenuti vincolanti alle parti. 

Di frequente succede che, per contrastare un accertamento sintetico, originato da un investimento patrimoniale, avente a oggetto immobili o quote societarie e privo di copertura reddituale, un coniuge o un parente in linea retta affermi che, essendo legato al dante causa da un  rapporto di parentela o di coniugio, il titolo di trasferimento non è oneroso e, pertanto, nessun pagamento del prezzo vi è stato da parte sua. 

L’Agenzia delle Entrate, nei propri scritti difensivi, è solita argomentare che predetta donazione non avrebbe potuto produrre effetti tra le parti per difetto del requisito di forma (art. 1414 c.c., 782 c.c.) e che la simulazione non è opponibile ai terzi ex art. 1415 c.c. 

Il Fisco non prende per niente in considerazione  l’importante pronuncia n. 5991 del 2006 della Suprema Corte, la quale ha chiarito che il contribuente “non ha esercitato con il ricorso alla Commissione tributaria un’azione diretta a ottenere una dichiarazione di nullità del contratto simulato oppure a far valere gli effetti di un contratto dissimulato..”; dall’altra parte il  Fisco “non può essere considerato un terzo danneggiato della simulazione di una finta vendita da cui sia scaturito un accertamento sintetico, in quanto il contribuente che invoca la simulazione del pagamento del prezzo esercita un suo preciso diritto di provare che l’effettuata acquisizione dei beni non denota una reale disponibilità economica, suscettibile di valutazione ai fini fiscali”

Tale principio è orientamento costante della Corte di Cassazione da quattro decenni e, invero, con la sentenza n. 973 del 1971, il Supremo Consesso ha, altresì, precisato che “la simulazione è inopponibile ai terzi come negozio giuridico produttivo di conseguenze sostanziali tra i contraenti, ma non anche la simulazione come semplice fatto o mezzo di prova di un altro fatto non costituente un effetto negoziale”

Pertanto, con predetto consolidato orientamento enunciato nella sentenza del 2006, la Suprema Corte ha riconosciuto il pieno diritto al contribuente di opporre al Fisco, che pacificamente non è un terzo acquirente o un creditore che agisce in executivis sui beni trasferiti, l’inconsistenza del fatto della presunta capacità di spesa provando che a fronte di un trasferimento immobiliare non ha pagato alcun prezzo. 

In un'altra pronuncia , infatti, la Suprema Corte ha sottolineato che il contribuente, sottoposto ad accertamento sintetico, ha sempre la facoltà di fornire, investendo il presupposto di fatto legittimante, l’accertamento stesso. 

  

6. La mancata indicazione di un documento nell’indice del fascicolo di parte comporta l’inutilizzabilità dello stesso da parte del giudice(Cass. 10 febbraio 2017, n.3593). 

Caso 

Equitalia Sud Spa impugnava la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Catanzaro che aveva ritenuto inammissibile l’appello dalla essa ricorrente proposto contro la sentenza di primo grado che, in sua contumacia, aveva ritenute illegittime tre intimazioni di pagamento, in assenza di notificazione delle prodromiche cartelle esattoriali. 

In particolare, la Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto che l’appello fosse inammissibile in quanto privo di una specifica censura alla  ratio decidendi della Commissione medesima, basata appunto sulla mancata notificazione delle cartelle esattoriali e, per di più, la prova di tale avvenuta notificazione non poteva desumersi dai documenti menzionati da Equitalia Sud Spa nell’atto di appello, in quanto non materialmente prodotti in giudizio, come desumibile dalla loro omessa indicazione nell’indice del fascicolo di parte depositato. 

  

Decisione. 

La Suprema Corte, investita della questione innanzi enunciata, decidendo sui motivi di doglianza li dichiara fondati,  ma enuncia un importante principio di diritto in ambito tributario, fondato sull’interpretazione letterale dell’art. 24 Dlgs n. 546/1992

La giurisprudenza di legittimità si sofferma nel punto in cui nella sentenza viene rilevata l’assenza nel fascicolo di causa della documentazione probatoria attestante la notifica della cartella di pagamento, sol perché non indicate nell’indice del fascicolo dell’appellante depositato agli atti, richiamando la disposizione normativa contenuta nell’art. 24 del Codice Tributario che, ove non rispettata, comporta la inammissibilità -inutilizzabilità della documentazione probatoria. 

Precisamente, in base all’art. 24 del Dlgs n. 546/1992, “I documenti devono essere elencati negli atti di parte cui sono allegati ovvero, se prodotti separatamente, in apposita nota sottoscritta da depositare in originale ed in numero di copie in carta semplice pari a quello delle altre parti” 

Su tale disposizione si fonda la decisione del giudice di appello, che motiva la sua pronuncia favorevole al contribuente basata sul fatto che i documenti probatori afferenti alla notifica delle cartelle di pagamento non fossero stati indicati nell’elencazione dei documenti del fascicolo di parte; ciò è sufficiente per dichiarare tamquam non esset tali documenti, senza che venga effettuata la materiale ricerca degli stessi. 

Tale conclusione della Commissione Tributaria Regionale, secondo la Suprema Corte, è dipesa da una valutazione di natura prettamente giuridica; infatti,  si verte “… non già di errore di fatto revocatorio su un evento di natura processuale, astrattamente ricorribile per revocazione ex art. 395 n.4 c.p.c., bensì di violazione e falsa applicazione delle norme di riferimento(errore di diritto)”(Cass. 10 febbraio 2017 n. 3593)

Una volta chiarita la natura del vizio, la giurisprudenza di legittimità sostiene che “non è infatti in discussione che la mancata elencazione dei documenti nel fascicolo di parte che li contenga, determini per sé, perché proprio contrastante con il disposto di legge,l’irritualità della produzione la conseguente inutilizzabilità, da parte del giudice, dei documenti non elencati”

Il Supremo Consesso continua, rafforzando predetto principio, affermando che “sul piano della logica ispiratrice della disciplina legale non vi sono pertanto ragioni per  non ritenere valido,anche nel processo tributario, ex art. 24 Dlgs n. 546/1992, quanto già osservato con riferimento al processo civile ordinario. Secondo cui l’inosservanza degli adempimenti di produzione e di deposito dei documenti preclude alla parte la possibilità di utilizzarli come fonte di prova, e al giudice di merito di esaminarli e porli a fondamento del proprio convincimento”

Le ragioni della citata disposizione normativa sono riconducibili a esigenze sostanziali di tutela del contraddittorio e di esercizio del diritto di difesa della parte contro la quale le produzioni sono state effettuate. 

Infatti, la Suprema Corte, dopo aver enunciato l’assenza di dubbi in ordine alla necessaria indicazione del documento probatorio nell’elenco contenuto nel fascicolo di parte, pena l’inammissibilità- inutilizzabilità del documento, i giudici di legittimità affermano che l’effetto preclusorio appena enunciato “non ha modo di verificarsi quando vi siano elementi per ritenere che nel documento , ancorchè irritualmente prodotto […]” ,  la parte contro la quale la produzione è posta in essere, “…abbia comunque avuto diretta e piena contezza, accettando di svolgere su di esso il contraddittorio”; ovvero, potrà aversi l’effetto preclusivo, “sempre che, tuttavia,la controparte legittimata a far valere l’irregolarità, non abbia accettato, anche implicitamente, il deposito così come eseguito, prendendo contezza della documentazione in tal modo prodotta”

In conclusione, giova mettere in luce la pregevole importanza dei principi sanciti nell’esaminata pronuncia della Suprema Corte poiché rendono più evidente il fatto che, essendo il processo tributario prettamente documentale, con poteri istruttori del giudice tributario molto limitati, il legislatore ha ben previsto una serie di preclusione e decadenze alla produzione documentate, che qualora rispettate garantiscono lo svolgimento di un equo processo. 

  

Lecce, 13 febbraio 2018 

Avv. Maurizio Villani 

Avv. Lucia Morciano 

  

AVV. MAURIZIO VILLANI 

Avvocato Tributarista in Lecce 

Patrocinante in Cassazione 

www.studiotributariovillani.it - e-mail avvocato@studiotributariovillani.it

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La notifica della cartella esattoriale

Corte di Cassazione, ordinanza n. 12753 depositata il 23 maggio 2018

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Sanzioni tributarie

Le obiettive condizioni di incertezza

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Il principio di inerenza

Il principio d’inerenza dei costi nell’evoluzione della giurisprudenza di legittimità

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Le operazioni inesistenti

Le operazioni inesistenti nel reato di dichiarazione fraudolenta: inquadramento normativo e contrasti giurisprudenziali.

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Notifica diretta delle cartelle esattoriali

La corte costituzionale decide il 20 GIUGNO 2018

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Riscossione dei tributi

L’atto di pignoramento presso terzi

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Sospensive nella Legge n.44 del 23 febbraio 1999

Disposizioni concernenti il fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura

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Processo tributario telematico

Ambiti applicativi e vincoli per la controparte

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Giudicato tributario e giudizio di ottemperanza

Il giudicato tributario e il giudizio di ottemperanza.

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Nullità dell’avviso di accertamento

CTP di Salerno, sez. VI, sentenza depositata il 14 maggio CTP di Pescara, sez. I, sentenza 926/01/2017 CTP di Treviso, sez. I, sentenza 55/01/2018

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La valutazione delle rimanenze finali

Norma dell'art. 92, comma 1, secondo periodo, D.P.R. n. 917 del 1986

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La revocazione

I recenti arresti giurisprudenziali sui motivi du revocazione

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L’appello nel processo tributario al vaglio della Suprema Corte

L’appello è inammissibile senza la presenza del difensore

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Le firme digitali di tipo CAdES e PAdES

“Le firme digitali di tipo CAdES e PAdES sono entrambe valide ed efficaci” (Cass. S.U. n. 10266/2018)”

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L'appello nel processo tributario

“L’appello nel processo tributario al vaglio della Suprema Corte”

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La dichiarazione di terzi nel processo tributario

Ordinanza n. 6616/18 della Corte di Cassazione - Sezione Tributaria

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Motivazione degli avvisi di accertamento catastali

L'indirizzo della Corte di Cassazione sulla motivazione degli atti di classamento ed attribuzione di rendita catastale conseguenti a procedura Docfa

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Il raddoppio del contributo unificato nel processo

La sentenza della Corte Costituzionale n. 18/2018

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Notifiche e processo telematico

Modalità operative al vaglio della giurisprudenza di legittimità e della Consulta

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Come comportarsi durante le verifiche fiscali

Corte di Cassazione – Quinta Sezione Civile – Sentenza n. 28063 depositata il 24/11/2017

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Frode carosello

La ripartizione dell’onere probatorio e la responsabilità dell’amministratore

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Il fisco deve riscuotere entro cinque anni

Corte di Cassazione, ordinanza n. 1997 depositata in cancelleria il 26 gennaio 2018

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Sequestro di documenti e segreto professionale

Non si può procedere al sequestro dei dati informatici qualora il commercialista opponga per iscritto il segreto professionale

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Convenzione dei diritti dell’uomo

Processo tributario, diritto ad un processo equo

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Processo penale e processo tributario

“Rapporti tra il processo penale e il processo tributario”

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Prossime proposte legislative

Riforma della giustizia tributaria e condono fiscale delle liti pendenti

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Rottamazione dei ruoli

Arriva la pronuncia di legittimità della Corte Costituzionale

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Chiarimenti rottamazione bis

Operazione compliance 2018: gli esclusi dalla rottamazione bis potranno tornare ai vecchi piani di dilazione

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Ravvedimento operoso

Ravvedimento operoso nella disciplina tributaria

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“I poteri dell’Agenzia delle entrate-Riscossione"

“I nuovi poteri dell’Agenzia delle entrate-Riscossione”.

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La notifica irregolare invalida l’accertamento

La notifica degli atti tributari è il procedimento con il quale l'atto viene portato a conoscenza del destinatario e rappresenta una condizione di efficacia dello stesso

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Le società di comodo

La nozione d’impossibilità va intesa non in termini assoluti ma economici, relativi alle effettive condizioni di mercato (Cass. n. 5080/2017).

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La consulenza tecnica nel diritto tributario

L’art. 7, 2°c., del D.Lgs. 546/1992 dispone che le Commissioni tributarie possono richiedere apposite relazioni ad organi tecnici dell’amministrazione

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“La delega degli atti impositivi”

Si analizza la giurisprudenza in tema di delega degli atti impositivi

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La giurisprudenza della Corte di Cassazione

Come difendersi dagli studi di settore

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Autotutela nel diritto tributario

Autotutela sta ad indicare la potestà che ha la pubblica Amministrazione di intervenire, sia d'ufficio che su istanza di parte

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Contraddittorio preventivo con il contribuente

Il contraddittorio preventivo rappresenta un elemento essenziale e imprescindibile del giusto procedimento che legittima l'azione amministrativa

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Autotutela tributaria

Potere d’ufficio dell’Amministrazione e non strumento di protezione del contribuente (Corte Cost. n.181/2017)

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Come contestare le cartelle di pagamento

Corte di Cassazione – Sez. Tributaria Civile – Sentenza n. 27776 depositata il 22/11/2017

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Zone economiche speciali (ZES)

D.L. 91/2017, c.d. “DECRETO SUD”

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Le interpretazioni non hanno rilievo penale

Con un’importante sentenza, n. 2216 del 22/11/2017, il Tribunale di Brindisi ha assolto due imprenditori per reati fiscali

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Modifiche legislative al Decreto Legge n. 148/17

Approvato dal Senato il 16 novembre 2017 e trasmesso alla Camera dei Deputati (in G.U n. 242 del 16 ottobre 2017)

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Imu e pertinenze

Il garage è pertinenza solo se contiguo all`abitazione (Cass. n. 15668/2017)

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La prescrizione dei crediti erariali

Il decorso del tempo può assumere diverso rilievo per l’ordinamento giuridico e, in particolare, può influire sull’acquisto e sull’estinzione dei diritti

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Onere della prova nelle frodi carosello

Spetta all’Ufficio fornire la prova che l’operazione commerciale sia oggettivamente o soggettivamente inesistente

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Avvisi di accertamento Tarsu/Tia

La cassazione fissa il termine iniziale per la decadenza

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Professionisti, indagini e accertamenti (4° parte)

La Corte Costituzionale e il legislatore non hanno fatto alcuna distinzione tra i prelevamenti ed i versamenti spostando l’onere della prova all'Agenzia delle Entrate

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Professionisti, indagini e accertamenti (3° parte)

Come si devono difendere i professionisti dalle indagini e accertamenti bancari?

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Professionisti, indagini e accertamenti (2° parte)

Nuova normativa fiscale imposte dirette dal 24 ottobre 2016

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Professionisti, indagini e accertamenti (1° parte)

Contrasti giurisprudenziali della Corte di Cassazione. Modifiche legislative con effetti retroattivi (Habent sua sidera lites)

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Petizione

Utilizziamo la nostra bella e chiara lingua italiana - Basta forestierismi in campo fiscale!!!

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Validità della notifica via pec

Con l’avvento del processo telematico sono intervenute le prime pronunce dei giudici sia di merito che di legittimità

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Il “Reverse charge” (quarta parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (terza parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (seconda parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Il “Reverse charge” (prima parte)

Ecco tutto quello che occorre sapere sul reverse charge in quattro articoli

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Responsabilità del cessionario d’azienda

Riscossione dei tributi

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Processo tributario, la valenza delle dichiarazioni dei terzi

Esistono importanti “limitazioni” alla prova del diritto controverso, non essendo ammessi come mezzi probatori il giuramento e la testimonianza

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Imposta di registro

Interpretazione degli atti

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Estratto di ruolo, termini per impugnare

Cassazione – Sez. Tributaria Civile – sentenza n. 13584 depositata il 30 maggio 2017

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Opposizione agli atti esecutivi tributari

Qual è la competenza del giudice tributario in merito all’esecuzione forzata tributaria per il pignoramento in mancanza di notifica della cartella esattoriale

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I limiti degli accertamenti fiscali

La Corte di Cassazione ha ben delineato i presupposti per l’accertamento analitico–induttivo

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Accertamento analitico o induttivo?

Il principio di capacità contributiva limita il fisco nella scelta dell’accertamento analitico o induttivo

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Modifica del condono fiscale delle liti pendenti

Parzialmente modificate le norme sul condono fiscale delle liti pendenti

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Contraddittorio anche in sede di semplice accesso

Commento alla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Cass.24823/2015)

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Ricorso tributario

Il ricorso tributario è nullo per carenza di motivazione solo in casi di assoluta incertezza

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Nullità del ricorso tributario

Il ricorso tributario è nullo per carenza di motivazione solo in casi di assoluta incertezza

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Contraddittorio anche in sede di semplice accesso

Cassazione – Sesta Sezione Civile – Ordinanza n. 10989 depositata il 05 maggio 2017

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Per la raccomandata vale la data di spedizione

In caso di spedizione degli atti tramite raccomandata, vale sempre la data di spedizione

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Proposta di modifica legislativa

Modifica legislativa dell'art. 11 del decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017 (in G. U. S.O. N. 20/L del 24/04/2017, entrato in vigore il 24/04/2017)

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Condono delle liti fiscali pendenti

Proposta di modifica legislativa

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Rottamazione delle liti fiscali pendenti

Art. 11 del Decreto Legge del 24 aprile 2017 n. 50

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La riforma dei consorzi di bonifica

Legge regionale n.1 del 3 febbraio 2017

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Riscossione: interessi di mora ridotti

Dal 15 maggio 2017 gli interessi di mora sono ridotti al 3,5%

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Riscossione e interessi di mora

Dal 15 maggio 2017 gli interessi di mora saranno ridotti al 3,5%

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Perplessità sulla notifica via Pec

Le recenti decisioni delle commissioni tributarie di merito muovono nella direzione di una invalidità della notifica delle cartelle esattoriali

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Condoni fiscali e liti fiscali pendenti

Possibile definizione delle liti pendenti sulla base dei principi della rottamazione delle cartelle esattoriali e relative problematiche

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Esecutività delle sentenze

Immediata esecutività delle sentenze in favore del contribuente e garanzie

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Processo tributario e C.T.U.

Anche nel processo tributario, le norme che lo disciplinano hanno previsto la possibilità per le Commissioni tributarie di avvalersi della CTU

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Necessario il contraddittorio per l'iscrizione ipotecaria

I contribuenti possono contestare le iscrizioni ipotecarie non precedute da regolare contraddittorio

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Alla Consulta la decisione sul riclassamento per microzone

I Comuni possono attivare processi di revisione parziale del classamento delle unità immobiliari urbane ubicate in microzone comunali

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Le agevolazioni “acquisto prima casa”

Guida alle agevolazioni “acquisto prima casa”: requisiti, cause di decadenza e Legge di Stabilità 2016

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La riforma della giustizia tributaria

E` auspicabile una necessaria e urgente riforma della giustizia tributaria per evitare il collasso in Cassazione

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Rottamazione delle cartelle e processo tributario

Permangono dubbi e perplessità

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Giurisprudenza della Corte di Cassazione

Questioni procedurali e notifiche delle cartelle esattoriali

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Immediata esecutività delle sentenze

Via libera del Consiglio di Stato

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Accesso in abitazioni private

Accesso in abitazioni private finalizzato alla verifica dei requisiti per l’agevolazione “prima casa”

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Nulla la notifica a casa del familiare

La consegna della notifica deve avvenire nella casa di abitazione o presso il domicilio del notificando

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Processo tributario

Particolari questioni processuali

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Quando si applica il cumulo giuridico

Sanzioni tributarie

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La Corte Costituzionale e le commissioni tributarie

I giudici costituzionali invitano il legislatore a riformare la giustizia tributaria

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Notifica agli “irreperibili”

La procedura semplificata prevista dal D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 60, lett. e) va limitata ai soli casi di "irreperibilità assoluta" del contribuente

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Imposta di soggiorno: gli albergatori sono agenti contabili

I soggetti operanti presso le strutture ricettive assumono la funzione di agenti contabili

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Competenze dei giudici su ipoteche di Equitalia

Il ricorso per la cancellazione di ipoteca iscritta su un immobile va proposto dinanzi al giudice tributario mentre la domanda al risarcimento del danno deve essere presentata al giudice ordinario

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Il rispetto dei termini per le notifiche

Limiti di estensione del principio della diversa decorrenza degli effetti della notificazione nelle sfere giuridiche del notificante e del destinatario

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Litisconsorzio necessario e conseguenze processuali

Il giudice deve procedere all'integrazione del contraddittorio pena la nullità assoluta del giudizio celebratosi senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari

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Contrasti giurisprudenziali

Il processo tributario

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Il valore probatorio degli atti notori

Il giudice tributario deve valutare le dichiarazioni di terzi

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Frodi carosello, come difendere il contribuente

Processo tributario

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Problematiche fiscali TARI

Normativa ed illegittimità della tariffa applicata

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Avviso di mora ed estratto di ruolo

Processo tributario

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Accertamenti e scritture contabili non esibite

La Corte di Cassazione ha affrontato le problematiche fiscali in tema di accertamenti e verifiche in caso di non esibizione delle scritture contabili

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La notificazione del ricorso per Cassazione

Ipotesi di nullità e inesistenza

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Luogo di notificazione del ricorso per Cassazione

La Suprema Corte ha stabilito il principio di diritto per l'individuazione della disciplina da applicare in ordine al luogo di notificazione del ricorso per Cassazione

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Benefici per l`acquisto della prima casa

Il requisito della residenza va riferito alla famiglia

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Termini per correggere le dichiarazioni dei redditi

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito quali termini devono essere rispettati per correggere le dichiarazioni dei redditi

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I poteri istruttori del giudice tributario

Sui poteri istruttori e sui limiti del giudice tributario la Corte di Cassazione ha stabilito importanti principi

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Il contraddittorio nel diritto tributario

Il contraddittorio preventivo rappresenta un elemento essenziale e imprescindibile del giusto procedimento che legittima l'azione amministrativa

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L'aggio di Equitalia è incostituzionale?

In merito si è pronunciata la Corte Costituzionale con la sentenza n. 480 del 22-30 dicembre 1993 e con l`ordinanza n. 147 del 26 maggio 2015

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Il cliente deve controllare il professionista

Affidarsi a un commercialista non esonera il cliente a vigilare affinché il mandato del professionista sia puntualmente adempiuto

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L'impugnazione del ruolo

Il momento determinante per l'instaurazione del rapporto giuridico di riscossione è la formazione del ruolo e non quello della notificazione della cartella

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Rimborsi fiscali e processo tributario

Basta gestione del MEF!!!!!

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La motivazione delle sentenze tributarie

Corte di Cassazione ha stabilito importanti principi in tema di motivazione delle sentenze tributarie ed in tema di sospensioni del processo tributario

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Sollecito Decreto ministeriale

Riforma del processo tributario

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Consorzi di bonifica

La giurisprudenza della Corte di Cassazione a Sezioni unite

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Come difendersi dal redditometro

La nuova normativa sul redditometro chiarisce la portata della presunzione semplice rispetto alla prova contraria, utile per contrastare il “vecchio” redditometro

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Riforma della giustizia tributaria

Il Governo è deciso a riformare le Commissioni Tributarie per garantire una giurisdizione più efficiente e tempi del giudicato più celeri

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I rimborsi fiscali

E` stata riconosciuta all’Amministrazione finanziaria la possibilità di procedere al disconoscimento del rimborso fiscale anche oltre il termine previsto per l’accertamento

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Tarsu per gli Alberghi, quanto pagare?

Le tariffe con riguardo alle diverse categorie e sottocategorie devono tener conto della idoneità a produrre rifiuti dei locali e delle aree tassabili

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Riforma del processo tributario

Novità del processo tributario dal 1° gennaio 2016

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La Riforma della giustizia tributaria

La “quarta” magistratura

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La tutela cautelare nel nuovo processo tributario

Estesa al processo tributario la sospensione cautelare anche nelle fasi successive al primo grado di giudizio

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Riforma delle commissioni tributarie

Dopo la parziale Riforma del Processo Tributario è necessario modificare strutturalmente le Commissioni Tributarie

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Ricorsi contro le cartelle esattoriali vicino casa

La Commissione Tributaria Provinciale competente è quella dove ha sede l`ente impositore e non il concessionario della riscossione

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Rinuncia all`eredità nei confronti del fisco

E` onere degli eredi produrre l'eventuale atto di rinuncia all'eredità. E` onere dell`Amministrazione finanziaria provarne la mancata inserzione nel registro delle successioni

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Fondo patrimoniale e fisco

Il criterio identificativo dei debiti per i quali può avere luogo l'esecuzione sui beni del fondo va ricercato nella relazione tra il fatto generatore di essa e i bisogni della famiglia

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Divorzi e separazioni senza imposta di registro

La Corte di Cassazione ha stabilito che sono esenti dall`imposta di registro tutti gli atti relativi ai procedimenti di separazione e di divorzio

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Credito d’imposta

Nuovi investimenti nel Mezzogiorno

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Problematiche fiscali del canone Rai

La richiesta di oscuramento dei canali Rai non estingue l’obbligo di pagamento del canone radiotelevisivo

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La parziale riforma del processo tributario

Critiche alle due circolari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e dell'Agenzia delle Entrate

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“Imbullonati” non più soggetti ad imposizione

La Legge di stabilità 2016 sugli imbullonati

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Questione dei Dirigenti Illegittimi

Commento alle sentenze della Corte di Cassazione n. 22810, n. 22800 e n. 22803 del 9 novembre 2015

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Sequestro preventivo per la confisca penale

Sequestro preventivo anche in ipotesi di operazioni soggettivamente insistenti

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La motivazione della cartella esattoriale

I requisiti che deve rispettare la cartella esattoriale

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Incarichi dirigenziali

Solo per concorso: così si pronuncia il Consiglio di Stato

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Nulli gli atti firmati da dirigenti illegittimi

Dirigenti illegittimi

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Novità fiscali 2015

Le principali novità fiscali 2015

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Spese per sponsorizzazioni e loro deducibilità

La deducibilità fiscale delle sponsorizzazioni

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Classamento - competenza del giudice tributario

E’ il giudice tributario competente nelle controversie su classamento e rendite

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La parziale riforma del processo tributario

Le modifiche al processo tributario

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Compensi ai pubblici dipendenti

Incostituzionalità della sanzione per i compensi ai pubblici dipendenti

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Il pagamento della sanzione amministrativa

Riflessi sulla sanzione penale

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La prescrizione del reato è interrotta dal P.V.C.

Sentenza n. 19538 dell'’11 maggio 2015 Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione

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Le principali modifiche al processo tributario

Modifiche al processo tributario

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Dirigenti illegittimi

La Ctp di Lecce annulla gli accertamenti firmati da un “funzionario non dirigente per concorso”

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Il processo tributario negli altri Paesi

Pluralità di differenze nell'applicazione delle garanzie di equità processuale.

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Consorzi di bonifica e fisco

Sentenza della Corte di Cassazione N. 2241/2015

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Legittimo l'utilizzo dei dati contenuti nella lista Falciani

I dati della lista Falciani sono utilizzabili nell’accertamento tributario in quanto l’amministrazione finanziaria può avvalersi di qualsiasi elemento con valore indiziario

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Dirigenti illegittimi ed accertamenti nulli

Corte Costituzionale: sentenza n. 37 del 25-02-2015

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Reati tributari e tenuità del fatto

Novità normative: Decreto Legislativo 16 marzo 2015, n. 28.

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Urgente riforma del processo tributario

E' necessaria un`urgente riforma del processo tributario

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Termini per chiedere i rimborsi fiscali

Il contribuente deve sapere quali termini rispettare per chiedere i rimborsi fiscali

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Processo tributario

Responsabilità civile dei magistrati e riforma del processo tributario

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Novità in tema di reati tributari

Decreto legislativo sulla certezza del diritto

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Bollo per le auto storiche

Nella Legge di Stabilità è previsto anche il pagamento della tariffa piena del bollo per le auto storiche

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Fotovoltaico e fisco

Problematiche fiscali del fotovoltaico

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Omesso versamento IVA

Il versamento a rate dell’Iva omessa non elimina il reato

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Motivazione delle rendite catastali

Ennesima conferma della Cassazione

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Agevolazione prima casa

La nozione di “abitazione di lusso” e criteri diversi se la compravendita è soggetta a Registro o Iva.

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Classamento catastale

Motivazione dell'atto di classamento. Come contestare gli accertamenti catastali

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Reati tributari

Omessa dichiarazione e occultamento o distruzione di documenti contabili: alle due fattispecie di reato non si applica il ne bis in idem

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La verifica fiscale

Come comportarsi durante una verifica fiscale

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La Corte Costituzionale per i professionisti

No alla presunzione di maggior reddito per i prelievi dei professionisti

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Inerenza: meno limiti alla deducibilità dei costi

Accertamenti fiscali

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Omesso versamento Iva e crisi d’impresa

In caso di crisi finanziaria, non scatta la condanna per l’omesso versamento dell’Iva

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La prima casa non deve mai essere espropriata

La Corte di Cassazione dichiara l'effetto retroattivo della norma

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Processo tributario - Novità legislative

Modifiche apportate dalla Legge n. 114 dell'11 agosto 2014

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Irrilevante per l’IRAP il raddoppio dei termini

Secondo il prevalente orientamento giurisprudenziale all'accertamento Irap non si applica il raddoppio dei termini

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Iva negli aggi di Equitalia

Chiarimenti ministeriali

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Confisca per equivalente

Le novità giurisprudenziali

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Irap e studio associato

Avvocato, Irap, studio associato e requisito dell’autonoma organizzazione

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Impugnabilità dell`estratto di ruolo

Alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione la questione sull'impugnabilità dell'estratto di ruolo.

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Annullati gli avvisi di accertamento

Sono stati annullati avvisi di accertamento per un milone e mezzo di euro, in merito ad indagini bancarie

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Consiglio di Stato: diritto di accesso agli atti

E' consentito esercitare il diritto di accesso nei confronti di Equitalia per ottenere la copia integrale della cartella.

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Omessi versamenti di ritenute: quando ci può essere l`assoluzione

Corte di Cassazione, Sezione Terza Penale, sentenza numero 30574 dell`11 luglio 2014

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Dal 2006, pretese comunali TIA illegittime

La Tia (Tariffa di igiene ambientale) è stata soppressa dal Codice dell’ambiente, entrato in vigore dal 29/04/2006

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La Tares

La Tares ed i riflessi nel settore alberghiero

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Delega fiscale

La riforma del processo tributario

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Riforma del processo tributario telematico

Si analizza la normativa del processo tributario telematico

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Novità TASI

Ecco la nuova disciplina della tassa sui servizi indivisibili

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Nulla la cartella esattoriale priva di motivazione

Sentenza n. 1168/23/14 del 22 maggio 2014, la C.T.R. di Bari – Sezione Staccata di Lecce

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Periculum in mora e adozione di misure cautelari

Una importante sentenza della CTP di Lecce sottolinea come le misure cautelari possano essere richieste e accettate solo a specifiche condizioni

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Ruolo motivato

La cartella esattoriale deve sempre essere motivata

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Società e reati fiscali

Confisca limitata ai beni collegati direttamente al reato

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Estimi catastali a Lecce

Estimi catastali a Lecce: ricorso per Cassazione perdente, inutile e costoso

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