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Diritto costituzionale

Danno da occupazione senza titolo

Cass. Civ., Sez. III, 25 maggio 2018, n. 13071

Danno da occupazione senza titolo - Cass. Civ., Sez. III, 25 maggio 2018, n. 13071

La Suprema Corte è tornata nuovamente a pronunciarsi sul tema del danno da occupazione senza titolo di immobile

 

La Corte di Cassazione ha statuito che il danno derivante dal mancato godimento dell’immobile si configura come danno conseguenza, di conseguenza la risarcibilità non sarà in re ipsa. 

 

Da ciò discende che il proprietario dell’immobile ha l’onere (come per qualsiasi altra fattispecie di danno risarcibile) di allegare e di provare i fatti da cui direttamente discende il pregiudizio lamentato

 

Il supremo Collegio testualmente ha riferito: “l'impostazione del danno in re ipsa non è sostenibile. Ed invero sostenere ciò significa affermare la sussistenza di una presunzione in base alla quale, una volta verificatosi l'inadempimento, appartiene alla regolarità causale la realizzazione del danno patrimoniale oggetto della domanda risarcitoria, per cui la mancata conseguenza di tale pregiudizio debba ritenersi come eccezionale. Così operando si pone a carico del convenuto inadempiente l'onere della prova contraria all'esistenza del danno in questione, senza che esso sia stato provato dall'attore". 

 

Conseguentemente, spetta al Giudice del merito accertare che il proprietario del bene abbia provato il danno derivato dalla occupazione sine titulo dell’immobile: indici significativi di prova possono essere considerati l’intenzione di concederlo in locazione, le spese sostenute per risiedere in altro immobile, l’impossibilità di venderlo al maggior prezzo conseguibile se libero, ecc. 

 

Si tratta di una recente pronuncia con la quale si tenta di fare chiarezza e “stato” su un tema frequentemente trattato dalla Suprema Corte, con diverse pronunce spesso in contrasto tra loro. 

 

Giuseppe LIBUTTI 

Avvocato in Roma. 

 

  

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