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Il Regolamento di attuazione degli appalti pubblici

Il nuovo regolamento di attuazione ed esecuzione del D.Lgs 196/2006 – emanato come DPR 207/2010 - Regolamento di esecuzione e attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presenta alcune interessanti novità per i progetti di opere pubb

Il Regolamento di attuazione degli appalti pubblici - Il nuovo regolamento di attuazione ed esecuzione del D.Lgs 196/2006 – emanato come DPR 207/2010 - Regolamento di esecuzione e attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 presenta alcune interessanti novità per i progetti di opere pubb

Anche se alcuni articoli sono rimasti praticamente immutati nei contenuti rispetto al DPR 554/1999 ed al DPR 34/2000, il DPR 207/2010 - Regolamento di esecuzione e attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante "Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle Direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE." (in sostituzione del DPR 554/1999 - Regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994, n. 109) ha modificato l'approccio alla verifica dei progetti ai fini della validazione. Ma cosa si intende per verifica del progetto? 

La verifica del progetto (ex artt. 46, 47 48 e 49, d.P.R. n. 554/1999) è trattata al CAPO II, a partire dall'art. 41. Essa è finalizzata ad accertare la conformità della soluzione progettuale prescelta alle specifiche disposizioni funzionali, prestazionali, normative e tecniche contenute nello studio di fattibilità, nel documento preliminare alla progettazione ovvero negli elaborati progettuali dei livelli già approvati. La verifica accerta in particolare: 

a) la completezza della progettazione; 

b) la coerenza e completezza del quadro economico in tutti i suoi aspetti; 

c) l'appaltabilità della soluzione progettuale prescelta; 

d) i presupposti per la durabilità dell'opera nel tempo; 

e) la minimizzazione dei rischi di introduzione di varianti e di contenzioso; 

f) la possibilità di ultimazione dell'opera entro i termini previsti; 

g) la sicurezza delle maestranze e degli utilizzatori; 

h) l'adeguatezza dei prezzi unitari utilizzati; 

i) la manutenibilità delle opere, ove richiesto. 

I criteri generali della verifica (descritti all'Art. 49) sono relativi ai seguenti aspetti del controllo: 

1) affidabilità; 

2) completezza ed adeguatezza; 

3) leggibilità, coerenza e ripercorribilità; 

4) compatibilità; 

intendendosi per: 

a) affidabilità: 

- verifica dell'applicazione delle norme specifiche e delle regole tecniche di riferimento adottate per la redazione del progetto; 

- verifica della coerenza delle ipotesi progettuali poste a base delle elaborazioni tecniche ambientali, cartografiche, architettoniche, strutturali, impiantistiche e di sicurezza; 

b) completezza ed adeguatezza: 

- verifica della corrispondenza dei nominativi dei progettisti a quelli titolari dell'affidamento e verifica della sottoscrizione dei documenti per l'assunzione delle rispettive responsabilità; 

- verifica documentale mediante controllo dell'esistenza di tutti gli elaborati previsti per il livello del progetto da esaminare; 

- verifica dell'esaustività del progetto in funzione del quadro esigenziale; 

- verifica dell'esaustività delle informazioni tecniche ed amministrative contenute nei singoli elaborati; 

- verifica dell'esaustività delle modifiche apportate al progetto a seguito di un suo precedente esame; 

- verifica dell'adempimento delle obbligazioni previste nel disciplinare di incarico di progettazione; 

 

c) leggibilità, coerenza e ripercorribilità: 

- verifica della leggibilità degli elaborati con riguardo alla utilizzazione dei linguaggi convenzionali di elaborazione; 

- verifica della comprensibilità delle informazioni contenute negli elaborati e della ripercorribilità delle calcolazioni effettuate; 

- verifica della coerenza delle informazioni tra i diversi elaborati; 

d) compatibilità: 

- la rispondenza delle soluzioni progettuali ai requisiti espressi nello studio di fattibilità ovvero nel documento preliminare alla progettazione o negli elaborati progettuali prodotti nella fase precedente; 

- la rispondenza della soluzione progettuale alle normative assunte a riferimento ed alle eventuali prescrizioni, in relazione agli aspetti di seguito specificati: 

 inserimento ambientale; 

 impatto ambientale; 

 funzionalità e fruibilità; 

 stabilità delle strutture; 

 topografia e fotogrammetria; 

 sicurezza delle persone connessa agli impianti tecnologici; 

 igiene, salute e benessere delle persone; 

 superamento ed eliminazione delle barriere architettoniche; 

 sicurezza antincendio; 

 inquinamento; 

 durabilità e manutenibilità; 

 coerenza dei tempi e dei costi; 

 sicurezza ed organizzazione del cantiere. 

La verifica della documentazione da parte del soggetto preposto al controllo è effettuata sui documenti progettuali previsti per ciascun livello della progettazione (preliminare, definitivo, esecutivo), così come riportato nel regolamento stesso, con lievi variazioni rispetto a quanto previsto dal DPR 554/1999 e relativo Allegato XXI del D.Lgs 163/2006 per quanto applicabile. 

All'art. 50 (Verifica della documentazione) il DPR 207/2010 sono esplicitate - con riferimento agli aspetti del controllo sopra citati - le modalità di esecuzione delle verifiche come segue: 

a) per le relazioni generali, verificare che i contenuti siano coerenti con la loro descrizione capitolare e grafica, nonché con i requisiti definiti nello studio di fattibilità ovvero nel documento preliminare alla progettazione e con i contenuti delle documentazioni di autorizzazione ed approvazione facenti riferimento alla fase progettuale precedente; 

b) per le relazioni di calcolo: 

- verificare che le ipotesi ed i criteri assunti alla base dei calcoli siano coerenti con la destinazione dell'opera e con la corretta applicazione delle disposizioni normative e regolamentari pertinenti al caso in esame; 

- verificare che il dimensionamento dell'opera, con riferimento ai diversi componenti, sia stato svolto completamente, in relazione al livello di progettazione da verificare, e che i metodi di calcolo utilizzati siano esplicitati in maniera tale da risultare leggibili, chiari ed interpretabili; 

- verificare la congruenza di tali risultati con il contenuto delle elaborazioni grafiche e delle prescrizioni prestazionali e capitolari; 

- verificare la correttezza del dimensionamento per gli elementi ritenuti più critici, che devono essere desumibili anche dalla descrizione illustrativa della relazione di calcolo stessa; 

- verificare che le scelte progettuali costituiscano una soluzione idonea in relazione alla durabilità dell'opera nelle condizioni d'uso e manutenzione previste; 

c) per le relazioni specialistiche verificare che i contenuti presenti siano coerenti con: 

- le specifiche esplicitate dal committente; 

- le norme cogenti; 

- le norme tecniche applicabili, anche in relazione alla completezza della documentazione progettuale; 

- le regole di progettazione; 

d) per gli elaborati grafici, verificare che ogni elemento, identificabile sui grafici, sia descritto in termini geometrici e che, ove non dichiarate le sue caratteristiche, esso sia identificato univocamente attraverso un codice ovvero attraverso altro sistema di identificazione che possa porlo in riferimento alla descrizione di altri elaborati, ivi compresi documenti prestazionali e capitolari; 

e) per i capitolati, i documenti prestazionali, e lo schema di contratto, verificare che ogni elemento, identificabile sugli elaborati grafici, sia adeguatamente qualificato all'interno della documentazione prestazionale e capitolare; verificare inoltre il coordinamento tra le prescrizioni del progetto e le clausole dello schema di contratto, del capitolato speciale d'appalto e del piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti; 

f) per la documentazione di stima economica, verificare che: 

- i costi parametrici assunti alla base del calcolo sommario della spesa siano coerenti con la qualità dell'opera prevista e la complessità delle necessarie lavorazioni; 

- i prezzi unitari assunti come riferimento siano dedotti dai prezzari della stazione appaltante aggiornati ai sensi dell'articolo 133, comma 8, del codice o dai listini ufficiali vigenti nell'area interessata; 

- siano state sviluppate le analisi per i prezzi di tutte le voci per le quali non sia disponibile un dato nei prezzari; 

- i prezzi unitari assunti a base del computo metrico siano coerenti con le analisi dei prezzi e con i prezzi unitari assunti come riferimento; 

- gli elementi di computo metrico estimativo comprendano tutte le opere previste nella documentazione prestazionale e capitolare e corrispondano agli elaborati grafici e descrittivi; 

- i metodi di misura delle opere siano usuali o standard; 

- le misure delle opere computate siano corrette, operando anche a campione o per categorie prevalenti; 

- i totali calcolati siano corretti; 

- il computo metrico estimativo e lo schema di contratto individuano la categoria prevalente, le categorie scorporabili e subappaltabili a scelta dell'aggiudicatario, le categorie con obbligo di qualificazione e le categorie con divieto di subappalto ai sensi dell'articolo 37, comma 11, del codice degli appalti; 

- le stime economiche relative a piani di gestione e manutenzione siano riferibili ad opere similari di cui si ha evidenza dal mercato o che i calcoli siano fondati su metodologie accettabili dalla scienza in uso e raggiungano l'obiettivo richiesto dal committente; 

- i piani economici e finanziari siano tali da assicurare il perseguimento dell'equilibrio economico e finanziario; 

g) per il piano di sicurezza e coordinamento verificare che sia redatto per tutte le tipologie di lavorazioni da porre in essere durante la realizzazione dell'opera ed in conformità dei relativi magisteri; inoltre che siano stati esaminati tutti gli aspetti che possono avere un impatto diretto e indiretto sui costi e sull'effettiva cantierabilità dell'opera; 

h) per il quadro economico verificare che sia stato redatto conformemente a quanto previsto dall'articolo 13; 

i) accertare l'acquisizione di tutte le approvazioni ed autorizzazioni di legge previste per il livello di progettazione. 

All'Art. 51 (Estensione del controllo e momenti della verifica) il nuovo Regolamento precisa che "le verifiche devono essere effettuate su tutti i livelli di progettazione e contestualmente allo sviluppo degli stessi; il responsabile del procedimento pianifica l'attività di verifica in funzione del piano di sviluppo della progettazione, degli adempimenti di approvazione, autorizzazione ed affidamento". Su questo punto la realtà è ben diversa: raramente la Stazione Appaltante fa svolgere le verifiche "in progress", ovvero durante la progettazione. Relativamente al fatto che tutti i livelli della progettazione (preliminare, definitivo ed esecutivo) devono essere sottoposti a verifica - altra prassi raramente seguita - giunge in aiuto del responsabile del procedimento il comma 2 che cita "Le verifiche, come indicate agli articoli 49 e 50, devono essere adeguate al livello progettuale in esame e costituiscono la base di riferimento; il loro livello può essere comunque semplificato o integrato dalla stazione appaltante in relazione alla natura e alla complessità dell'opera." 

Riguardo alla possibilità di effettuare verifiche campionarie il comma 3 stabilisce che solo "in presenza di elevata ripetitività di elementi progettuali o di esistenza di casi analoghi già oggetto di verifica, di cui si ha evidenza oggettiva, possono essere adottati, a seconda dei casi, metodi di controllo a campione o a comparazione"; ciò significa che - fermo restando il fatto che tutti gli elaborati devono essere esaminati dall'Organismo di Ispezione, questi può scegliere un campione rappresentativo di alcuni elementi ripetitivi, come meglio specificato dal regolamento tecnico ACCREDIA RT.10, in corso di revisione, che stabilisce che "la verifica di regola deve essere svolta sull'intera documentazione di progetto" e che "In alcuni casi, dove previsto nelle modalità di verifica...si possono utilizzare metodi a campione", allorquando si riscontri "elevata ripetitività di elementi progettual"i e/o" esistenza di evidenza oggettiva di casi analoghi già verificati, mediante paragone e comparazione con essi, sulla base dell'esperienza". Il metodo a campione deve comunque prevedere l'analisi della concezione di tutti gli elementi ritenuti fondamentali, con l'esclusione di quelli che non rispondono a criteri di criticità; in altre parole il campionamento non può escludere l'analisi di elementi ritenuti critici. 

Al successivo comma 4 il DPR 207/2010 consente che la verifica si svolga solo sulle parti costituenti modifica o integrazione della documentazione progettuale nel caso essa sia già stata esaminata prima delle modifiche. Questo approccio implica l'esclusione di quelli che, in campo di sviluppo software, si chiamano "test di regressione" poiché può capitare che alcune modifiche possano compromettere la conformità di parti già controllate: ciò, evidentemente, nelle opere civili non può accadere. 

Al comma 5 si ammette, poi, che gli Organismi di Ispezione incaricati della verifica, possano supportare il responsabile del procedimento anche nell'attività di verifica delle offerte anomale in sede gara e delle perizie di variante in corso d'opera. 

Nessuna novità nella pratica dal comma 6 ("Lo svolgimento dell'attività di verifica deve essere documentato attraverso la redazione di appositi verbali, in contraddittorio con il progettista, e rapporti del soggetto preposto alla verifica", in quanto già le normative applicabili al controllo tecnico (ISO 17020, UNI 10721, UNI 10722,...) ed i regolamenti ACCREDIA prevedono l'emissione di un Rapporto di Ispezione con caratteristiche e contenuti ben precisi. Tale rapporto conclusivo del soggetto preposto alla verifica dovrà accertare, altresì, l'avvenuta attestazione, di cui all'articolo 106, comma 1. 

Quali sono i compiti e gli obblighi del responsabile di procedimento? 

L'Art. 52 (La validazione) definisce la validazione del progetto posto a base di gara come "l'atto formale che riporta gli esiti delle verifiche". La validazione deve essere sottoscritta dal responsabile del procedimento e deve fare preciso riferimento "al rapporto conclusivo del soggetto preposto alla verifica ed alle eventuali controdeduzioni del progettista". Su questo aspetto occorre segnalare che in passato alcuni disciplinari di gara e relativi contratti per l'assegnazione de servizi di verifica del progetto si sono palesemente discostati da questo requisito di legge, indicando nell'Organismo di ispezione (anziché il R.U.P.) il soggetto responsabile della validazione. 

Ma cosa prevede il nuovo regolamento se il giudizio conclusivo dell'organismo di ispezione non concorda con il parere del R.U.P.? Ebbene, il comma 2 ci indica che "In caso di dissenso del responsabile del procedimento rispetto agli esiti delle verifiche effettuate, l'atto formale di validazione o mancata validazione del progetto deve contenere .... specifiche motivazioni."  

È evidente che l'eventuale dissenso deve essere evidente, ovvero nel rapporto di ispezione conclusivo dell'Organismo incaricato per la verifica del progetto si deve comprendere chiaramente l'esito delle verifiche effettuate, senza successivi rimandi ad eventuali compiti del RUP di far risolvere ai progettisti eventuali non conformità residue. Quindi il RUP approva (valida) il progetto concordemente con il giudizio (positivo) dell'Organismo di Ispezione, oppure approva il progetto indicando perché lo ha validato nonostante il giudizio negativo dell'Organismo di Ispezione: le responsabilità reciproche (RUP e OdI) dovranno essere chiare! 

Successivamente il bando e la lettera di invito per l'affidamento dei lavori dovranno contenere gli estremi dell'avvenuta validazione del progetto posto a base di gara.

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