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Scadenza delle “rottamazioni” al 2 ottobre

Prossima scadenza della seconda rata della “rottamazione delle cartelle” e dell’adesione alla “rottamazione delle liti fiscali pendenti”

Scadenza delle “rottamazioni” al 2 ottobre - Prossima scadenza della seconda rata della “rottamazione delle cartelle” e dell’adesione alla “rottamazione delle liti fiscali pendenti”

Il 2 ottobre è una data da segnare per coloro che hanno già aderito alla definizione agevolata (cosiddetta “rottamazione delle cartelle”) e per coloro che intendono aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie (cosiddetta “rottamazione delle liti pendenti”).  

 

Per quanto riguarda la rottamazione delle cartelle, l’Agenzia delle Entrate fa sapere che c’è tempo fino al 2 ottobre per pagare la seconda rata così come definita dalla definizione agevolata. La scadenza del 30 settembre, infatti, è stata posticipata dato che il 30 settembre è un sabato. Ricordiamo che con la definizione agevolata è possibile risolvere i ruoli relativi agli anni 2000-2015 per i debiti con il Fisco, l’Inail e l’Inps. L’agevolazione è data dal fatto che i contribuenti debitori non pagano le sanzioni e gli interessi di mora. Oltre all’imposta o il contributo dovuto, si deve versare soltanto l’aggio per il costo della riscossione. Il pagamento poteva avvenire in un’unica soluzione oppure tramite cinque rate. La scadenza del 2 ottobre 2017, quindi è quella della seconda rata. Le altre tre scadono:  

- a novembre 2017  

- ad aprile 2018  

- a settembre 2018 

Attenzione, però! Se non si pagano le rate previste o se le si pagano in ritardo, si perdono i benefici della legge sulla “definizione agevolata’’ e si dovrà ricominciare a pagare il debito comprensivo di sanzioni e interessi di mora.  

 

Ma il 2 ottobre, abbiamo detto, è anche la scadenza ultima per aderire alla rottamazione delle liti pendenti con l’Agenzia delle Entrate. Entro tale data, infatti, pagando un importo agevolato, si possono risolvere le controversie tributarie con il Fisco, pendenti in ogni stato e grado di giudizio, compreso quello in Cassazione. L’essenziale è che il ricorso in primo grado sia stato notificato dal contribuente prima del 24 aprile 2017. Il beneficio per il contribuente è quello di pagare gli importi richiesti dall’Agenzia, con esclusione delle sanzioni collegate ai tributi contestati e degli interessi di mora. Se il contenzioso riguarda esclusivamente sanzioni non collegate ai tributi o ad interessi di mora, la definizione comporta la riduzione del 40% degli importi in contestazione. Per aderire alla rottamazione delle liti pendenti è necessario presentare la domanda di definizione della controversia in via telematica attraverso un intermediario abilitato o direttamente presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia e versare l’importo contestato in un’unica soluzione oppure (per importi superiori a 2 mila euro) in due o tre rate. Se si opta per le tre rate, occorre versare:  

- la prima rata, pari al 40% del totale delle somme dovute, entro il 2 ottobre 2017  

- la seconda rata, pari all'ulteriore 40% entro il 30 novembre 2017  

- la terza e ultima rata, pari al residuo 20% va versata entro il 2 luglio 2018.  

Se si opta per le due rate, occorre versare:  

- la prima rata, pari al 40% del totale delle somme dovute, entro il 2 ottobre 2017  

- la seconda e ultima rata, pari al 60% entro il 30 novembre 2017 I pagamenti devono essere eseguiti attrraverso il modello F24 seguendo le istruzioni contenute nella circolare n. 23 del 25 settembre 2017.  

 

Per non perdere tali opportunità e per evitare pagamenti ritardatari è consigliabile affidarsi a un commercialista esperto. Cercatelo nel nostro sito. Il primo contatto in studio è gratuito!

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