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Diritto amministrativo

Il Rosatellum è legge

Approvata in via definitiva al Senato la nuova legge elettorale. Ecco come funziona e come saranno eletti i nuovi parlamentari

Il Rosatellum è legge - Approvata in via definitiva al Senato la nuova legge elettorale. Ecco come funziona e come saranno eletti i nuovi parlamentari

Il Senato ha approvato in via definitiva la nuova legge elettorale “Rosatellum bis” che prende il nome dal suo promotore PD, l’on. Ettore Rosato. Il Rosatellum è un’unica legge per eleggere sia i deputati che i senatori. Infatti, sostituisce l'Italicum (modificato dalla Corte Costituzionale) per l’elezione dei deputati a Montecitorio alla Camera e il Consultellum per l’elezione dei senatori a Palazzo Madama.  

 

La legge è quindi passata anche in Senato (dopo che Montecitorio l’aveva approvata il 12 ottobre scorso) con 214 voti favorevoli, 61 voti contrari e 2 astensioni. A votare a favore sono stati il Pd, Forza Italia, la Lega e Alternativa Popolare. I no sono arrivati dagli scranni di M5s, Mdp, Sinistra italiana e Fratelli di Italia.  

 

Ma come funziona la nuova legge elettorale? Si tratta di un sistema misto tra proporzionale e maggioritario che prevede l’elezione di onorevoli e senatori con i collegi uninominali per un terzo (parte maggioritaria) e con liste bloccate per i restanti due terzi (parte proporzionale).  

 

Elezione dei deputati alla Camera  

Dei 630 deputati totali, 232 saranno eletti in collegi uninominali (parte maggioritaria) di cui 6 per il Trentino Alto Adige, 2 per il Molise e 1 per la Val d'Aosta. Altri 386 deputati saranno eletti nei collegi plurinominali (parte proporzionale). Infine, 12 deputati saranno eletti dalle circoscrizioni estere.  

In ogni collegio uninominale, ogni partito o coalizione potrà presentare un solo candidato e viene eletto chi ottiene più voti.  

Nelle liste plurinominali ogni partito o coalizione presenterà una lista di candidati (minimo due e massimo quattro candidati) e ogni partito o coalizione eleggerà un numero di deputati presenti nella lista in numero proporzionale ai voti ricevuti. Sono consentite le pluricandidature, cioè uno stesso candidato potrà presentarsi massimo in cinque collegi proporzionali differenti, ma in un unico collegio uninominale.  

 

Elezione dei senatori al Senato  

Dei 315 senatori totali, 102 saranno eletti in collegi uninominali (parte maggioritaria). Altri 207 saranno eletti nei collegi plurinominali (parte proporzionale). Infine, 6 senatori saranno eletti dalle circoscrizioni estere.  

In ogni collegio uninominale, ogni partito o coalizione potrà presentare un solo candidato e viene eletto chi ottiene più voti.  

Nelle liste plurinominali ogni partito o coalizione presenterà una lista di candidati (minimo due e massimo quattro candidati) e ogni partito o coalizione eleggerà un numero di senatori presenti nella lista in numero proporzionale ai voti ricevuti. Sono consentite le pluricandidature, cioè uno stesso candidato potrà presentarsi massimo in cinque collegi proporzionali differenti, ma in un unico collegio uninominale.  

Un'importante differenza tra Montecitorio e Palazzo Madama è che il Senato deve essere eletto su base regionale mentre la Camera su base nazionale. Ciò significa che gli eletti a Montecitorio saranno calcolati sui voti ricevuti dal partito o dalle coalizioni a livello nazionale, mentre gli eletti a Palazzo Madama saranno calcolati sui voti ricevuti dal partito o dalle coalizione a livello regionale, e quindi in maniera meno dipendente dal totale nazionale dei voti ricevuti.  


Divieto del voto disgiunto  

E’ vietato il voto disgiunto, cioè non è possibile votare un candidato appartenente a un partito (o a una coalizione) per la parte maggioritaria e votare una lista o un candidato della lista di un partito (o di una coalizione) avversari per la parte proporzionale.  

 

Soglie di sbarramento  

Le soglie di sbarramento per i singoli partiti è del 3% su base nazionale e del 10% nel caso di coalizioni (sempre su base nazionale) all'interno delle quali, però, almeno un partito deve aver superato il 3% dei voti.  

Il candidato di un partito che non ha superato la soglia di sbarramento del 3% viene eletto solo se ha ottenuto più voti, e quindi è stato eletto in un collegio uninominale. Infine, le liste relative alle minoranze linguistiche hanno una soglia di sbarramento del 20% nella regione di riferimento e non del 3% su base nazionale.

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