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La Riforma del Terzo settore

Ecco le novità nel mondo del no profit e i passi ancora da fare

La Riforma del Terzo settore - Ecco le novità nel mondo del no profit e i passi ancora da fare

Anche se ufficialmente è entrata in vigore il 2 agosto scorso, la Riforma del Terzo settore (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 179/2017), che contiene il Codice del Terzo settore, è ancora in atto e ci vorrà ancora un anno e mezzo prima che sia completata.  

 

Mancano, infatti, 39 decreti attuativi per definire le modalità operative della Riforma. Di questi, 26 decreti attuativi riguardano il Codice del Terzo settore, 12 sono dedicati all’impresa sociale e l’ultimo decreto attuativo dovrà regolare l’operatività del 5 per mille. Infine, tassello molto importante e mancante è quello che riguarda il nuovo Registro unico del Terzo settore, elemento cruciale della Riforma che dovrebbe diventare operativo nei primi mesi del 2019. 

 

Ma cos’è la Riforma del Terzo settore?  

E’ una normativa che si propone riordinare e revisionare in modo organico la disciplina civilistica e fiscale relativa agli enti del Terzo settore che fino ad oggi era regolato in maniera disordinata.   Il nuovo Codice del Terzo settore identifica sette tipologie di enti:  

1. organizzazioni di volontariato  

2. associazioni di promozione sociale  

3. imprese sociali  

4. enti filantropici  

5. reti associative  

6. società di mutuo soccorso  

7. altri enti quali le associazioni senza scopo di lucro riconosciute, le associazioni senza scopo di lucro non riconosciute, fondazioni, enti di carattere privato senza scopo di lucro diversi dalle società commerciali  

 

Per poter essere iscritte al prossimo Registro unico del Terzo settore, gli enti dovranno rispettare alcuni requisiti, tra cui:  

- garantire la democrazia interna  

- garantire la trasparenza dei bilanci  

- rendere chiari i rapporti di lavoro e gli stipendi erogati  

- assicurazione obbligatoria dei volontari  

- indicazione chiara e trasparente della destinazione degli utili.  

 

Infine, altro punto importante è il Fondo da 60 milioni di euro istituito dallo Stato per sostenere i progetti innovativi degli enti del Terzo settore (ad eccezione delle imprese sociali) che sviluppano il settore stesso. Nei prossimi mesi arriveranno le istruzioni e le modalità di funzionamento del fondo.  

 

Intanto, a metà del prossimo anno, una commissione tecnica apposita dovrà fare un bilancio di questi primi mesi dall’entrata in vigore della Riforma del Terzo settore per, nel caso, aggiustare il tiro. 

 

Per ottenere maggiori informazioni potete contattare un professionista esperto del Terzo settore. Cercatelo nel nostro sito. Il primo contatto in studio Ŕ gratuito!

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