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Architettura e design

Ansia da ristrutturazione: 5 buoni consigli

Come ristrutturare la propria casa evitando brutte sorprese

Ansia da ristrutturazione: 5 buoni consigli - Come ristrutturare la propria casa evitando brutte sorprese

Ristrutturare la propria casa non è mai una cosa da poco, soprattutto se si tratta di una ristrutturazione integrale. Chi acquista una nuova casa può optare appunto per il nuovo o al contrario per una casa completamente da reinventare. In quest’ultimo caso ci sono dei pro e dei contro.  

Il pro è ovviamente la possibilità di creare la propria casa “esattamente come la si desidera”. I contro sono rappresentati dalla possibilità di sbagliare nelle scelte e di imbarcarsi in una vera “mission impossible”, dove ad ogni angolo spuntano imprevisti e spese inaspettate. Per evitare di sviluppare l’inevitabile ansia da ristrutturazione vi propongo 5 consigli essenziali.  

1.       Avvalersi o no di un architetto? La decisione non è univoca. Nel senso che se la casa deve essere completamente ridisegnata è assolutamente consigliabile rivolgersi ad un architetto e non solo per realizzare il progetto, ma anche per seguire i lavori al fine che il suo stesso progetto venga rispettato. Inoltre lo stesso architetto potrà fornire delle indicazioni utili anche nella scelta dell’arredamento. Nel caso invece si tratti di una ristrutturazione parziale, in cui bisogna esclusivamente scegliere le soluzioni più adeguate per i diversi ambienti già definiti, ritengo che il costo, non trascurabile, dell’architetto possa essere anche evitato. 

2.       Come scegliere la ditta da incarare per la ristrutturazione? Ovviamente si inizia dal preventivo. Consiglio di richiedere non più di tre preventivi, altrimenti si rischia di entrare in un vortice che porta a ritardare ogni decisione. Una volta ottenuti i preventivi, nella loro valutazione, occorre sospettare dei preventivi eccessivamente bassi, in quanto possono nascondere delle sorprese in itinere non molto gradite e che si possono concretizzare sia nella lievitazione dei costi a lavori iniziati, che nell’esecuzione degli stessi lavori in modo pressapochista. La richiesta di tre preventivi permette difatti di farsi un’idea di quelli che sono i costi di mercato. A quel punto è ovviamente consigliabile scegliere, nella fascia di prezzo individuata come corretta, la ditta che ci ispira maggiore serietà, coscienti in ogni caso di non poter avere la certezza del risultato.  

3.       Sebbene sia fisiologico che a fronte del preventivo iniziale ci sia un’oscillazione dei costi, questa non deve in ogni caso superare il 3-5% del preventivo iniziale. È opportuno mettere in chiaro da subito che il preventivo iniziale debba essere vincolante non solo per chi lo accetta, ma anche per chi lo propone, proprio per non essere costretti a inerpicarci in una via estremamente perigliosa per le nostre finanze.  

4.       È opportuno affidare tutti i lavori alla stessa ditta? Oramai la maggior parte delle ditte di ristrutturazione offre dei pacchetti completi, vale a dire inclusivi dei serramenti, allarme, condizionamento, pavimenti, arredo bagno e quant’altro. La scelta se affidarsi interamente alla stessa ditta per ogni scelta, oppure no, dipende essenzialmente dal tempo che si dispone. In sostanza se si ha del tempo per poter girare e farsi preparare dei singoli preventivi, sicuramente si riesce ad ottenere un risparmio significativo. L’unico rischio che si corre è rappresentato dagli effetti dannosi della scarsa comunicazione che può verificarsi dai vari artigiani e ditte chiamate in causa. In ogni caso se è stato incaricato un architetto, il problema può essere demandato.  

5.       Ad oggi esiste una normativa favorevole fiscalmente per chi decide di eseguire dei lavori di ristrutturazione. Esiste un’IVA agevolata al 10% per i lavori di ristrutturazione che interessano la prima casa, nonché la possibilità di recuperare il 50% in 10 anni di quanto speso per la ristrutturazione tramite detrazione fiscale per un tetto complessivo di 96.000 euro. Lo stesso bonus può essere ottenuto per i lavori di riqualificazione energetica, che comprende ovviamente anche i serramenti. Per tanto queste norme costituiscono un elemento più che valido per non cedere alla tentazione di un risparmio immediato ricorrendo al pagamento “in nero”.   Detto questo, buona ristrutturazione e buona fortuna.

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