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Diritto sanitario

Il Biotestamento

Che cos’è il testamento biologico e che cosa bisogna fare

Il Biotestamento - Che cos’è il testamento biologico e che cosa bisogna fare

L’articolo 32 della Costituzione Italiana recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.  

La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Piergiorgio Welby era un uomo affetto da una patologia degenerativa che lo obbligava, tra le altre cose, ad essere dipendente da un ventilatore meccanico. Welby chiese di interrompere la ventilazione. Essendo la ventilazione un trattamento sanitario, Welby chiedeva che fosse rispettato un suo diritto costituzionalmente riconosciuto.  

Eppure nonostante questo ci furono sentenze che diedero parere contrario e quando un medico anestesista decise di interrompere la ventilazione, il medico stesso venne indagato (e non condannato) per omicidio di consenziente.  

Perché Welby non ottenne subito quello che chiedeva? Perché il medico che lo staccò dalla ventilazione venne indagato, se tutto avvenne nel rispetto della costituzione? La risposta è che nonostante il diritto di rinunciare a un trattamento sanitario fosse sancito dalla costituzione, il vuoto legislativo esistente lasciava ampio margine di interpretazione ad opera della magistratura, influenzata oltretutto dall’opinione pubblica, dalla posizione della chiesa e delle forze politiche.  

Lo stesso calvario, e per le stesse ragioni, spettò ad Eluana Englaro, una ragazza ridotta ad uno stato vegetativo a seguito di un incidente. Il padre, Peppino Englaro, chiese che venisse messa fine all’esistenza priva di senso della figlia.  

Poiché in Italia l’eutanasia non è permessa, alla fine i giudici autorizzarono l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione ed Eluana si spense, mentre la politica forniva il peggior spettacolo di sé. Il 31 gennaio del 2018 è entrata in vigore la legge sul testamento biologico, che ha colmato in parte quel vuoto legislativo responsabile di tali atrocità. Il testamento biologico non è l’eutanasia.  

Il termine eutanasia letteralmente significa morte buona. Nei paesi in cui l’eutanasia è legale, lo stato permette ai pazienti affetti da patologie terminali di anticipare il decesso.  

Il testamento biologico invece permette al singolo individuo di specificare anticipatamente a quali trattamenti sanitari egli sia disposto o non sia disposto ad accettare. Il testamento biologico può essere redatto scaricando dei moduli precompilati direttamente dal web, oppure può essere scritto di proprio pugno o anche videoregistrato. Il testamento può essere in ogni momento modificato o revocato.  

Può essere nominato un fiduciario (scelta non obbligatoria, ma consigliabile) che si occupi delle relazioni con le strutture sanitarie. Una volta compilato il biotestamento può essere presentato personalmente all’ufficio di stato civile del comune di appartenenza, oppure può essere fatta di fronte a un pubblico ufficiale una scrittura privata autenticata, oppure ancora il testamento può essere trasformato in atto pubblico rivolgendosi ad un notaio o ad un altro pubblico ufficiale autorizzato.  

Il testamento biologico, sia se eseguito in forma di scrittura privata autenticata o redatto in atto pubblico, deve essere comunque presentato all’ufficio di stato civile che deve provvedere all’annotazione in un apposito registro. Se redatto in atto pubblico sarà lo stesso notaio ad accertarsi dell’iscrizione negli appositi registri.

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