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Imprese con attività all’estero, il ruling internazionale

E’ un accordo preventivo con il fisco che può evitare la doppia imposizione e scongiurare contenziosi

Imprese con attività all’estero, il ruling internazionale - E’ un accordo preventivo con il fisco che può evitare la doppia imposizione e scongiurare contenziosi

Con il decreto internazionalizzazione (D.Lgs. 147/2015) è stato introdotto nel D.P.R. 600/1973 il nuovo articolo 31ter, rubricato come “Accordi preventivi per le imprese con attività internazionale”, il cosiddetto ruling internazionale.  

Ma cos’è il ruling internazionale? E’ una procedura attraverso la quale le aziende con attività internazionale possono stipulare accordi preventivi con l’amministrazione finanziari in merito a trattamenti fiscali di alcune operazioni transazionali.  

 

Nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 21 marzo 2016, per impresa con attività internazionale deve intendersi l’impresa residente nel territorio italiano che, in alternativa o congiuntamente:  

a. direttamente o indirettamente controlla un’impresa non residente, o sia controllata da un’impresa non residente o, infine, che sia controllata da un’impresa residente che a sua volta controlla un’impresa non residente  

b. abbia il patrimonio, fondo o capitale partecipato da soggetti non residenti ovvero partecipi al patrimonio, fondo o capitale di soggetti non residenti;  

c. abbia corrisposto a, o percepito da soggetti non residenti, dividendi, interessi, royalties o altri componenti reddituali;  

d. eserciti la sua attività attraverso una stabile organizzazione in un altro Stato 

 

Lo scopo del ruling internazionale è duplice: evitare la doppia imposizione per le imprese che commerciano con l’estero e scongiurare contenziosi con l’Agenzia delle Entrate.  

A differenza degli interpelli, tramite i quali l’amministrazione fiscale si pronuncia in merito alla corretta interpretazione delle norme fiscali e alla correttezza di determinati atti posti in essere dai contribuenti, il ruling internazionale è un accordo di natura negoziale che, in anticipo, regola il rapporto fiscale tra il soggetto passivo Iva e il Fisco. Il tutto nell’ottica di favorire la tax compliance tra cittadini e Agenzia delle Entrate.  

 

L’unico svantaggio da tener presente è che l’accordo vale solo in Italia. In altre parole, le regole fissate in Italia possono non valere nel paese estero con il quale si intrattengono rapporti commerciale. Dunque, potrebbe comunque verificarsi un problema di doppia imposizione, anche se con un rischio minore.  

 

In base all’art. 31 ter del D.P.R. 600/1973 (così come modificato dall’art. 2 del Decreto legislativo del 15/03/2017 n. 32) “Gli accordi (…) vincolano le parti per il periodo d'imposta nel corso del quale sono stipulati e per i quattro periodi d'imposta successivi, salvo mutamenti delle circostanze di fatto o di diritto rilevanti ai fini degli accordi sottoscritti e risultanti dagli stessi. Tuttavia, qualora conseguano ad altri accordi conclusi con le autorità competenti di Stati esteri a seguito delle procedure amichevoli previste dalle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni, gli accordi (…) vincolano le parti, secondo quanto convenuto con dette autorità, a decorrere da periodi di imposta precedenti purché non anteriori al periodo d'imposta in corso alla data di presentazione della relativa istanza (di ruling internazionele, ndr) da parte del contribuente”.  

 

Gli accordi preventivi possono riguardare i seguenti ambiti:  

- regime dei prezzi di trasferimento 

- determinazione dei valori di uscita o di ingresso in caso di trasferimento della residenza 

- attribuzione di utili o perdite alla stabile organizzazione 

- valutazione preventiva della sussistenza dei requisiti, che configurano una stabile organizzazione 

- erogazione o percezione di dividendi, interessi, royalties e altri componenti reddituali.  

 

Le disposizioni per l’attuazione della nuova disciplina sono contenute sempre nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 21 marzo 2016 in cui sono contenuti le modalità ed i termini della procedura.  

 

Per accedere alla procedura, le imprese devono presentare un’istanza all’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali della Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate, Sezione di Roma (per le regioni a sud dell’Emilia Romagna) o di Milano (per le regioni del nord fino all’Emilia Romagna compresa).  

 

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