Ammortamento alla francese e ammortamento all’italiana


Quando si richiede un mutuo, le banche applicano maggiormente quello alla francese. Ma, spesso, è anche quello meno conveniente per il privato
Ammortamento alla francese e ammortamento all’italiana

Tra le tante variabili da considerare quando si richiede un mutuo, una da valutare sicuramente è la tipologia del piano di ammortamento adottato dalla banca. Quelli più diffusi sono il piano alla francese e quello all’italiana e, tra questi due, quello che va per la maggiore è sicuramente il piano alla francese.

Questo perché è anche quello più conveniente per le banche. E, se potrebbe sembrare quello più vantaggioso anche per i privati, in realtà non lo è, poiché facendo i conti della serva si scopre alla fine di aver pagato più interessi! Viene da chiedersi come mai, dato che a parità di condizioni (tasso, capitale finanziato, durata...) si dovrebbe pagare la stessa cifra. L’origine della discrepanza è la diversa distribuzione delle quote capitale da rimborsare durante tutta la durata del mutuo.

Prendendo come esempio un mutuo di 200 mila euro al tasso del 5% annuo, da rimborsare in 20 anni a rate mensili, adottando l’ammortamento all’italiana si pagherebbero un totale di 100.416,67 euro di interessi passivi, mentre con l’ammortamento alla francese gli interessi passivi totali ammonterebbero a 116.778,75 euro, oltre 16 mila euro in più!

Nell’ammortamento alla francese, le rate sono costanti per tutta la durata del mutuo. Ciò che variano sono la quota interessi e la quota capitale che compongono ogni singola rata. La mancanza della convenienza dell’ammortamento francese risiede proprio nel fatto che le quote capitale della rata aumentano con il passare del tempo, mentre le quote interessi diminuiscono. In pratica, significa che all’inizio si rimborsano prevalentemente gli interessi passivi rispetto al capitale prestato. Ma dato che l’interesse bancario viene calcolato sul capitale da rimborsare, e non sugli interessi, è evidente che se il capitale da restituire diminuisce lentamente, gli interessi saranno maggiori rispetto a un piano in cui il capitale viene rimborsato più velocemente.

Nell’ammortamento all’italiana, infatti, a variare è la rata, sempre composta da una quota interessi e da una quota capitale, mentre è proprio la quota capitale a restare fissa. Nell’esempio citato, il capitale preso in prestito, i 200 mila euro, sarà diviso in 240 quote capitale (12 rate x 20 anni). Ogni rata, dunque, sarà composta dagli interessi calcolati sul capitale residuo da rimborsare più una quota capitale fissa di 833,33 euro (200 mila diviso 240). E’ evidente che iniziando fin da subito a rimborsare costantemente parte del capitale prestato, gli interessi passivi delle rate successive saranno inferiori, perché calcolati su un capitale residuo da restituire più basso.

Per chiarire meglio il concetto, basta riprendere l’esempio precedente: alla terza rata da pagare, si avrà un capitale residuo da rimborsare pari a 198.534,17 euro nell’ammortamento alla francese, mentre sarà pari a 197.500 euro nell’ammortamento all’italiana: questo perché nell’ammortamento alla francese il capitale viene rimborsato in maniera più lenta rispetto al modello italiano. Gli interessi passivi saranno, però, calcolati su tali cifre e, ovviamente, risulteranno più elevati nel piano di ammortamento alla francese poiché il capitale residuo da restituire è più elevato.

Ma allora perché l’ammortamento alla francese sembra essere il più conveniente anche per i privati? E’ l’ammontare delle prime rate che potrebbe trarre in inganno. Dato che nell’ammortamento all’italiana le quote capitali sono costanti e, almeno fino alla metà della durata del mutuo superano le quote capitale dell’ammortamento alla francese (il che è un vantaggio dato che si rimborsa il capitale più velocemente!), le rate risultano essere più alte e, quindi, più difficilmente sostenibili. Superata la metà della durata del mutuo, però, la rata calcolata con il modello francese risulterà essere più alta rispetto a quella calcolata con il metodo italiano. Nonostante ciò, la "rata francese" risulterebbe più vantaggiosa perché più sostenibile per tutta la durata del mutuo, e perché riesce ad ammortizzare meglio gli interessi passivi, anche se più elevati.

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