Pensioni 2019: approvata la “Quota 100”, cosa prevede?


Novità in arrivo per le pensioni 2019: scopri cosa prevede la “Quota 100”, chi può andare in pensione, quando e come non incorrere in penalizzazioni.
Pensioni 2019: approvata la “Quota 100”, cosa prevede?

Oltre al reddito di cittadinanza, il Consiglio dei Ministri giallo-verde guidato da Giuseppe Conte, ha varato l’altra misura sulle pensioni inserita nel “Decretone”, la cosiddetta “Quota 100”, tanto voluta dal vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini.


Ma vediamo cosa prevede la “Quota 100” che va ad affiancare la precedente riforma Fornero sulle pensioni. Infatti, la “Quota 100” è un’indennità che viene erogata fino al raggiungimento dell’età pensionabile attualmente prevista.

 

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Chi può andare in pensione senza penalizzazioni

In linea generale, può andare in pensione chi raggiunge la suddetta quota 100 sommando gli anni di età e gli anni di contribuzione lavorativa.
Attualmente, con le nuove regola potranno andare in pensione coloro che hanno raggiunto i 62 anni di età e hanno versato 38 anni di contributi nel triennio 2019/2021.
Per loro non è prevista alcuna decurtazione dell’assegno pensionistico.
Le finestre, però, sono due:
•    la prima finestra sarà il 1° aprile per i dipendenti privati
•    la seconda finestra sarà il 1° agosto per i dipendenti della Pubblica Amministrazione. In particolare, per i dipendenti pubblici, sia che usufruiscano o meno della quota 100, è prevista la possibilità di richiedere un anticipo massimo del TFR non superiore ai 30 mila euro.
 

Chi può andare in pensione in maniera anticipata

Si potrà andare in pensione anche in maniera anticipata, quindi prima del compimento dei 62 anni:
•    con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
•    con 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne. Nel caso di lavoratrici dipendenti si potrà andare in pensione con 58 anni di età, mentre se si è libere professioniste, si potrà andare in pensione anche a 50 a patto che si siano versati 35 anni di contributi entro la fine del 2018.

 

Riscatti possibili da conteggiare come anni contributivi

Per aumentare il numero degli anni di contribuzione, sarà possibile:
•    riscattare gli anni di “buco contributivo” non obbligatori, per un massimi di cinque anni
•    riscattare gli anni di laurea fino ai 45 anni di età. Sono previste, però, delle agevolazioni: l’onere da versare, infatti, sarà detraibile per il 50% in cinque rate annuale e costanti e l’ammontare da versare potrà essere scaglionato fino a un massimo di 60 rate mensili.

 

La convenienza della “Quota 100”

Utilizzare la formula della “Quota 100” e andare in pensione prima del raggiungimento dell’età necessaria per ricevere il trattamento di vecchiaia potrebbe comportare delle decurtazioni, anche importanti, dell’assegno pensionistico. Ad esempio, se si andasse a 62 anni di età e 38 di contributi, ovvero cinque anni prima del dovuto, si subirebbe un taglio di circa 25% dell’assegno previdenziale lordo.

Per questo, prima dei prendere decisioni affrettate ed errate (rispetto ai bisogni della propria famiglia), è consigliabile affidarsi a un consulente del lavoro. Cercatelo nel nostro sito, il primo contatto in studio è gratuito!

 

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