Arredo: il design italiano deve puntare sull’estero


In base alle previsioni del Csil, il Made in Italy sarà più richiesto dai Paesi emergenti, mentre tentenna ancora la domanda interna
Arredo: il design italiano deve puntare sull’estero

L’occasione per presentare le previsioni sull’andamento del mercato internazionale dell’arredo nei prossimi anni è stata quella offerta dal Salone del Mobile di Milano.
E così, il Csil (Centro studi per l'industria) ha snocciolato tutta una serie di dati contenuti nel «World Furniture Outlook 2015-2016».

Non si può dire che per l’Italia, in particolare, ci siano buone notizie dato che la domanda interna di arredo-design stenta ancora a riprendersi, almeno fino a tutto il prossimo anno. Ma uno spiraglio di crescita per il Made in Italy è rappresentato dalla domanda estera, Paesi emergenti in testa.
Nonostante i buoni risultati del bonus mobili, il Csil prevede infatti un 2015 ancora segnato da bassi consumi di arredo nel nostro Paese fino al 2016, anno in cui il mercato interno cambierà rotta e riprenderà vigore, grazie soprattutto all’export.

Export: è questa, infatti, secondo il Csil, la parola magica che il settore di arredamento e design italiano deve pronunciare per rilanciare la produzione, complice sicuramente il deprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro.
Secondo le previsioni contenute nel «World Furniture Outlook 2015-2016», la domanda di arredo nel mondo aumenterà di oltre il 3%, grazie alla crescita del consumo di mobili da parte dei Paesi dell'area Asia-Pacifico (circa +5%), seguiti da Medio Oriente e Africa (circa +3%) e del Nord America (+2,9%).
L’aumento delle esportazioni farà, si spera, da traino alla ripresa della domanda interna di arredo a partire dal 2016: un aumento delle esportazioni, previsto di ben il 10%, potrebbe determinare un aumento della produzione con una conseguente crescita dell’occupazione e del reddito disponibile e, in conclusione, della domanda interna.

Certo, chi auspicava notizie migliori sul Made in Italy sarà rimasto forse deluso, ma almeno è arrivato il prezioso consiglio di guardare oltre frontiera. A volte, l’erba del vicino, è più verde...

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