Assegno divorzile, stop al criterio del tenore di vita


Cassazione: si terrà conto dell’indipendenza e della sufficienza economica dell’ex coniuge
Assegno divorzile, stop al criterio del tenore di vita

La Cassazione modifica radicalmente il presupposto per il diritto all’assegno divorzile e lo fa con la recente sentenza 11504 dell'11 maggio 2017 destinata ad essere considerata un punto di rottura rispetto al passato.
La sentenza, infatti, modifica l’orientamento giurisprudenziale che la Suprema Corte ha sempre sostenuto a partire dagli anni ’70 in materia di divorzio fino a oggi.

Gli ermellini hanno stabilito che il diritto all’assegno divorzile non deve più essere collegato e finalizzato al mantenimento dello stesso tenore di vita, ma deve essere rapportato alla effettiva capacità economica e finanziaria dell’ex coniuge e alla capacità di quest’ultimo di poter lavorare per rendersi indipendente.
E dunque, l’assegno divorzile non spetta più al coniuge economicamente indipendente.
Dovrà soltanto avere natura assistenziale laddove l’ex coniuge non percepisce alcun reddito o ne percepisce uno molto basso.

Un punto importante verte proprio sulla capacità di produrre reddito per l’ex coniuge. Infatti, l’assegno di mantenimento è dovuto all’ex coniuge esclusivamente se quest’ultimo è effettivamente impossibilitato a lavorare. Viceversa, non è dovuto oppure può essere ridotto nel suo ammontare se si prova l’indipendenza economica dell’altro coniuge o se si prova la sua facoltà a poter lavorare in base alle competenze professionali possedute.
Secondo la Corte occorre "superare la concezione patrimonialistica del matrimonio inteso come sistemazione definitiva" poiché è "ormai generalmente condiviso nel costume sociale il significato del matrimonio come atto di libertà e di autoresponsabilità".

La decisione della corte è mirata a evitare situazioni in cui chi avrebbe diritto all’assegno divorzile per poter mantenere lo stesso tenore di vita, non si attivi concretamente per trovare lavoro. D’altra parte, ha affermato la Suprema Corte, il divorzio estingue definitivamente ogni rapporto tra i coniugi tra cui, quindi, anche quello patrimoniale.

La sentenza fornisce enormi possibilità a coloro che oggi versano all’ex coniuge l’assegno divorzile di veder ridotto il suo ammontare se non addirittura la sua cancellazione. Per ottenere maggiori informazioni è consigliabile rivolgersi a un avvocato esperto in diritto di famiglia. Cercalo nel nostri sito. Il primo contatto in studio è gratuito!

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