Banche fallite: ok del Senato


Ecco cosa è cambiato al provvedimento che contiene le norme per risarcire gli obbligazionisti delle banche fallite
Banche fallite: ok del Senato

Dopo che il governo Renzi ha incassato la fiducia al Senato sul decreto banche con 169 voti favorevoli e 70 contrari, ora il provvedimento deve passare al vaglio della Camera dei Deputati per il via libera definitivo. E tale via libera deve arrivare entro il 2 luglio prossimo, pena la scadenza del decreto in cui sono contenute le norme per risarcire i tanti obbligazionisti che hanno perso il loro denaro dopo la messa in risoluzione delle quattro banche italiane Banca Marche, Banca Etruria, Carife e CariChieti.

Ed è proprio sugli indennizzi che si concentra l’attenzione dei risparmiatori. La commissione Finanze del Senato ha lasciato quasi inalterata la struttura dei rimborsi per i quasi 11 mila clienti delle quattro banche fallite l’anno scorso a cui si aggiungono i quasi 2 mila compratori sul mercato secondario.

Via libera al rimborso automatico forfettario fino all’80% dell’investimento solo per chi rispetta almeno una delle due seguenti condizioni:
- avere un reddito annuo lordo fino a 35 mila euro
- avere un patrimonio mobiliare fino a 100 mila euro

Per coloro che restano esclusi dall’indennizzo automatico dell’80% esiste l’alternativa dell’arbitrato attraverso il quale è possibile richiedere un indennizzo pari al 100% dell’investimento compiuto.L’arbitrato si terrebbe presso l’Autorità anticorruzione (Anac). In questo caso, però, il rimborso non è automatico e la decisione viene presa entro 60 giorni dalla presentazione della domanda di indennizzo.

Forse proprio a causa delle critiche che erano piovute sul governo dopo il varo del decreto salva-banche da parte dei risparmiatori truffati, dall’associazione Vittime del salva banche, dall’Adusbef, da Federconsumatori e dal Codacons, in Senato sono stati approvati alcuni emendamenti che hanno allargato la platea di coloro che hanno diritto al rimborso automatico.

Innanzitutto, il limite di dei 35 mila euro per ottenere il rimborso automatico è stato definito come "reddito complessivo" e non come reddito lordo. Poi, un altro emendamento che permette di inglobare ulteriori risparmiatori nella cerchia di coloro che hanno diritto al rimborso automatico è stato quello che ha sancito come anno di riferimento i redditi del 2014 al posto di quelli del 2015.

Gli strumenti per poter riavere ciò che eventualmente si è perso sono due: la domanda per ottenere il rimborso automatico oppure l’alternativa dell’arbitrato. La posta in gioco è importante e quindi è importante farsi consigliare sulla scelta migliore da prendere e per farsi assistere in tutto l’iter di indennizzo.

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