Blocco illegittimo dei contratti della PA


La Corte Costituzionale sblocca i rinnovi, ma non sono dovuti gli arretrati per gli anni passati
Blocco illegittimo dei contratti della PA

Dopo il caso delle pensioni è finito sotto la lente di ingrandimento della Corte Costituzionale anche il blocco dei rinnovi dei contratti del pubblico impiego effettuato a partire dal 2009.

Tale mancato rinnovo è stato giudicato illegittimo dalla Corte Costituzionale e, dunque, a partire da oggi in poi i contratti per i lavoratori della Pubblica Amministrazione dovranno essere rinnovati periodicamente.

E’ stato fatto salvo, però, ciò che è accaduto negli ultimi sei anni e dunque, lo Stato non dovrà sborsare gli arretrati per i mancati rinnovi. Si parla di una cifra di ben 35 miliardi di euro che avrebbero inciso non poco sulle manovre finanziarie dei prossimi anni.

E’ stato congiurato cioè, ciò che è successo, al contrario, con la mancata rivalutazione delle pensioni: la Consulta anche in questo caso ha giudicato illegittima la mancata rivalutazione delle pensioni che superino il triplo dell’importo minimo dell’assegno pensionistico Inps e, per le quali il Governo, ha predisposto un piano di rimborso (per saperne di più sull’argomento leggete l’articolo "Pensioni: ecco come saranno rivalutate").

E’ una sentenza che sicuramente sarà accolta favorevolmente dai quasi 3 milioni e mezzo di dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Ecco il comunicato della Corte Costituzionale:
Blocco dei trattamenti economici dei dipendenti pubblici La Corte Costituzionale, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale sollevate con le ordinanze R.O. n. 76/2014 e R.O. n. 125/2014, ha dichiarato, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato.
La Corte ha respinto le restanti censure proposte.

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