Bonus facciate 2020, al via un nuovo credito di imposta


Detrazioni al 90% per gli interventi edilizi sulle facciate degli edifici compiuti nel 2020
Bonus facciate 2020, al via un nuovo credito di imposta

Il disegno di Legge della Legge di bilancio 2020, oltre a confermare le detrazioni di imposta per la ristrutturazione edilizia e per la riqualificazione energetica (ecobonus, sismabonus, bonus mobili, ristrutturazione edilizia) ha introdotto una nuova agevolazione denominata “Bonus facciate”, ovvero un nuovo credito di imposta destinato a coloro che effettuano lavori di recupero e risanamento delle pareti esterne degli edifici (siano essi edifici condominiali, ville singole, ecc…).

 

Cos’è il bonus facciate?

Il disegno di Legge della Legge di bilancio 2020 ha introdotto un nuovo bonus destinato a coloro che nel corso del 2020 effettueranno lavori di ristrutturazione edilizia delle facciate degli edifici.

La nuova agevolazione è stata inserita nell’articolo 25 del DDL di Bilancio 2020 che recita: “(…) Per le spese documentate, sostenute nell'anno 2020, relative agli interventi edilizi, ivi inclusi quelli di manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero o restauro della facciata degli edifici la detrazione dall'imposta lorda di cui al comma l è incrementata al 90 per cento. Non si applicano i limiti massimi di spesa di cui al comma l del presente articolo e dei commi l e 3 dell'articolo 16-bis del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni (…)”.

Dalla norma si delineano le tre caratteristiche di novità del bonus:

1.    La percentuale di detrazione più alta, pari al 90%, rispetto agli altri bonus ristrutturazione edilizie e riqualificazione energetica;

2.    La mancanza di un tetto massimo di spesa;

3.    L’inserimento delle spese ordinarie oltre a quelle ordinarie.
  
Infine, il nuovo bonus facciate sarà cumulabile con le altre agevolazioni previste e confermate per la ristrutturazione edilizia e per la riqualificazione energetica.

 

Cosa prevede il bonus facciate

Come stabilito dall’art. 25 del DDL di Bilancio 2020, il nuovo bonus facciate consente di ottenere un credito di imposta pari al 90% delle spese sostenute per gli interventi edilizi compiuti sulle facciate di qualunque tipo di edificio, sia esso condominiale che villa singola.

Per tale tipo di detrazione fiscale non è stato previsto alcun tetto massimo di spesa e ciò è il secondo elemento di novità del bonus facciate, oltre alla percentuale di detrazione più elevata rispetto agli altri benefici riguardanti la ristrutturazione edilizia o la riqualificazione energetica.

Come accennato, il terzo elemento di novità riguarda la tipologia degli interventi compiuti. Il bonus facciate prevede il credito di imposta per le spese sostenute sia per la manutenzione straordinaria sia per la manutenzione ordinaria. Ciò significa che oltre alle spese di recupero e di restauro, anche le spese per la tinteggiatura delle facciate esterne degli edifici possono essere portate in detrazione in sede di dichiarazione dei redditi nella misura del 90%.

Per conoscere tutti gli interventi ammissibili ai fini del bonus facciate è però necessario attendere il Provvedimento apposito dell'Agenzia delle Entrate.

Per poter usufruire del bonus è necessario documentare le spese e queste devono essere effettuate dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020. E se i lavori sono cominciati nel 2019?

 

Bonus facciate per i lavori avviati nel 2019

Il bonus facciate consente di ottenere un credito di imposta del 90% delle spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 per ristrutturare le pareti esterne degli edifici.

Nel testo dell’art. 25 del DDL di Bilancio 2020 si cita espressamente che si ha diritto al bonus se le spese sono sostenute nel 2020 e sono debitamente documentate (cioè devono dimostrare che gli esborsi sono avvenuti nel 2020 per la ristrutturazione delle facciate).

Nella norma, però, nulla viene detto in merito al “momento” in cui sono effettuati i lavori.
Ciò potrebbe significare che anche i lavori avviati nell’anno in corso (2019) e conclusi nel 2020 possono essere oggetto di detrazione purché le spese siano sostenute nel 2020. Per averne la cetezza occorrerà attendere il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Nel caso in cui si sia pagato un acconto nel 2019 e il restante nel 2020, si potrebbe portare in detrazione soltanto l’esborso avvenuto nel 2020 a titolo di saldo e non anche quanto già versato nel 2019.

 

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