Bonus pubblicità 2020: al via le comunicazioni fino al 30 settembre


Da oggi è possibile inviare la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” con le novità previste dal Decreto Rilancio
Bonus pubblicità 2020: al via le comunicazioni fino al 30 settembre


Esclusivamente per il 2020, a fronte del lockdown e per far fronte alla crisi economica scatenata dall’emergenza epidemiologica da Covid-19, sono state introdotte novità al cosiddetto “Bonus pubblicità”.

Una di queste è la previsione di una nuova finestra per presentare le domande per usufruirne attraverso la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” da trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate.
Le domande possono essere presentate a partire dal 1° settembre al 30 settembre 2020.

Ma vediamo cos’è il “bonus pubblicità” a regime e quali sono le novità apportate dal decreto Rilancio (Decreto-Legge del 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77).

 

 


Bonus pubblicità: cos’è

Il Bonus pubblicità è stato introdotto per la prima volta con l’art. 57-bis del Decreto Legge del 24 aprile 2017, n. 50 (convertito con modificazioni dalla Legge n. 96 del 21 giugno 2017, e modificato dall'art. 4 del Decreto Legge n. 148 del 16 ottobre 2017).

Lo scopo è quello di favorire il settore dell’editoria incentivando gli investimenti pubblicitari effettuati dalle imprese, dai professionisti e dagli enti non commerciali.

L’agevolazione, che consiste in un credito di imposta, è stata recentemente modificata dall’art. 98, comma 1, del Decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18), in modo da rafforzare la misura, e successivamente dal Decreto Rilancio.

 


Cosa prevede il “Bonus pubblicità”

Il “bonus pubblicità” è un’agevolazione che, a regime, consiste in un credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali rispetto all’anno precedente.

L’incremento minimo deve essere almeno pari all’1% rispetto agli analoghi investimenti dell’anno prima e l’aliquota del tax credit è pari al 75%. In altre parole, la misura consiste in un credito di imposta pari al 75% sulle spese incrementali, di almeno l’1%, effettuate per pubblicità.
I soggetti che possono beneficiare del bonus sono le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali.
Esclusivamente per il 2020, però, sono state introdotte dal Decreto Rilancio le seguenti modifiche:

•    Il bonus è erogato anche in assenza dell’incremento di almeno l’1% (cioè è possibile ottenere il credito di imposta anche se sono state sostenute pari o meno spese pubblicitarie rispetto l’anno precedente);

•    Il credito di imposta non è più calcolato sul 75% delle spese incrementali, ma è pari al 50% di tutte le spese pubblicitarie sostenute (e non su quelle incrementali).
Resta, comunque, ferma la concessione del bonus nel limite massimo dello stanziamento annualmente previsto e nei limiti dei regolamenti dell'Unione europea in materia di aiuti "de minimis".

Per completezza di informazioni va detto che per le micro, piccole e medie imprese e per le start up innovative era stata inizialmente prevista un’aliquota del credito di imposta maggiore e pari al 90%. Tale maggiore beneficio, però, è stato eliminato dal D.L. n. 59/2019 (convertito dalla Legge n. 81/2019).

 

 

“Bonus pubblicità”: spese ammissibili

A regime, possono beneficiare dell’agevolazione le imprese, i professionisti e gli enti non commerciali che hanno effettuato spese in campagne pubblicitarie effettuate su:

•    Le emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche e digitali, iscritte nel registro degli operatori di comunicazioni (ROC);

•    Carta stampata quotidiana e periodica in formato cartaceo o digitale (che offrono anche abbonamenti a pagamento), iscritti nel registro degli operatori di comunicazioni (ROC) oppure presso il Tribunale competente, e dotati di direttore responsabile;

•    Siti web delle agenzie di stampa iscritte nel registro degli operatori di comunicazioni (ROC) oppure presso il Tribunale competente, e dotate di direttore responsabile.

In via eccezionale e solo per il 2020, possono essere conteggiate ai fini del credito di imposta anche le spese in campagne pubblicitarie effettuate sulle emittenti televisive e radiofoniche nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Il tetto massimo di spesa su cui calcolare il credito di imposta è di 60 milioni di euro così ripartiti:

•    limite di 40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online;

•    limite di 20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Restano, infine, sempre escluse dal beneficio le spese pubblicitarie effettuate per la cartellonistica, volantini, affissioni, pubblicità su vetture e simili.

 

 

“Bonus pubblicità”: come presentare le domande

Per ottenere il bonus pubblicità occorre inizialmente inviare telematicamente un’apposita “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” all’Agenzia delle Entrate e successivamente la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”.

Le comunicazioni devono essere effettuate tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate muniti di credenziali SPID, Entratel e Fisconline, o della Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Nello specifico, a regime, si deve trasmettere:

•    dal 1° al 31 marzo dell’anno per il quale si chiede l’agevolazione la “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, con la quale si “prenota” il diritto al credito di imposta; nella comunicazione vanno indicati gli investimenti effettuati nell’anno precedente, quelli già sostenuti e quelli previsti nell’anno in corso;

•    dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati”, con la quale si attestano le spese effettivamente sostenute.
La procedura non varia nel 2020 se non per una nuova finestra di presentazione che è stata fissata dal 1° al 30 settembre 2020.

In altre parole, l’invio della “Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta” deve seguire le stesse regole definite nell’art. 5 del Dpcm 90/2018, ma con l’aggiunta della nuova finestra di settembre.

Sul punto, va specificato che le domande presentate dal 1° al 31 marzo 2020 restano comunque valide. Resta salva la possibilità per i beneficiari dell’agevolazione di presentare a settembre una nuova comunicazione sostitutiva di quella di marzo.

In ogni caso, per le domande presentate a marzo 2020, l’Agenzia delle Entrate rideterminerà l’importo del credito di imposta richiesto in base ai nuovi criteri adottati eccezionalmente nel 2020.

Infine, la “Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” va, invece, presentata come da regime, ovvero dal 1° al 31 gennaio 2021.

 

 

Utilizzo del “Bonus pubblicità”

Come indicato sul sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria, il credito di imposta è utilizzabile unicamente in compensazione attraverso il modello F24 da trasmettere esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il credito di imposta è usufruibile a partire da quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti ammessi al beneficio. Infine, il codice tributo da indicare sul modello F24 è 6900 come previsto dalla Risoluzione n. 41/E del 8 aprile 2019.

 

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