Bonus pubblicità: credito d’imposta del 50% anche nel 2021 e 2022


Confermato il bonus pubblicità sul 50% delle spese, ma solo su carta stampata, anche in formato digitale, ma non su tv e radio
Bonus pubblicità: credito d’imposta del 50% anche nel 2021 e 2022

Nuovo restyling per il Bonus Pubblicità. Dopo le modifiche apportate con i Decreti “Cura Italia” e “Rilancio”, la Legge di Bilancio 2021 rimette mano alla misura per sostenere il il settore dell’editoria.

Introdotto per la prima volta tre anni e mezzo fa circa con l’art. 57-bis del Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017 (convertito con modificazioni dalla Legge n. 96 del 21 giugno 2017, e modificato dall'art. 4 del Decreto Legge n. 148 del 16 ottobre 2017), il Bonus pubblicità è un’agevolazione sotto forma di credito di imposta.

Con la Legge di Bilancio l’aliquota del credito è salita al 50% degli investimenti in termini assoluti, mentre alle origini era pari al 75% degli investimenti incrementali rispetto all’anno precedente di almeno l’1%.

Vediamo, quindi, com’era la versione iniziale del Bonus pubblicità e gli sviluppi che si sono succeduti.

 

 

 

Il bonus pubblicità nel 2017

Quando fu introdotto la prima volta, il bonus pubblicità prevedeva una detrazione quasi totale, ma solo sulle spese in pubblicità eccedenti rispetto a quelle sostenute nell’anno precedente.

Infatti, in base all’art. 57-bis del Decreto Legge n. 50 del 24 aprile 2017 prevedeva un credito di imposta pari al 75% degli investimenti pubblicitari incrementali (rispetto all’anno precedente) di almeno l’1%.

Inoltre, limitatamente alle micro, piccole e medie imprese e alle start up innovative era stata applicata un’aliquota maggiore del credito di imposta pari al 90%. Ma tale ulteriore agevolazione è stata successivamente eliminata con il D.L. n. 59/2019.

Successivamente, con la diffusione della pandemia da Covid-19, la versione iniziale è stata modificata in modo da sostenere il settore dell’editoria e della pubblicità, anch’essi colpiti dalla crisi economica.

Così, i Decreti “Cura Italia” e “Rilancio” ne hanno ridisegnato la forma.

 

 

Il bonus pubblicità nel Decreto “Cura Italia”

Tra le differenti misure di sostegno alle imprese contenute nel “Cura Italia” (Decreto-Legge del 17 marzo 2020 n. 18) è stato previsto un rafforzamento del “bonus pubblicità” in modo da sostenere maggiormente le imprese che investono in pubblicità.

Con l’art. 98 del Decreto citato è stato, è stato introdotto il comma 1-ter all’art. 57 citato che detta: “Limitatamente all'anno 2020, il credito d'imposta di cui al comma 1 è concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti ivi contemplati, nella misura unica del 30 per cento del valore degli investimenti…”.

In sostanza, quello che era un credito di imposta sulle solo spese incrementali rispetto all’anno precedente, è diventato un tax credit sulle spese in termini assoluti, indipendentemente da quanto speso in pubblicità l’anno prima.

Infatti, potrebbero essere molte le aziende che, a causa della crisi, hanno ridotto il budget destinato alle spese promozionali e, di conseguenza, molte di loro potrebbero non aver registrato affatto spese incrementali rispetto al 2019.

Per questo, il Decreto “Cura Italia” ha stabilito una percentuale di detrazione pari al 30% del totale degli investimenti in valore assoluto e non solo quella sulla parte incrementale rispetto all’anno precedente.

Con il proseguire della crisi, il Decreto “Rilancio” ha ulteriormente ampliato la misura.

 

 

Il bonus pubblicità nel Decreto “Rilancio”

Con l’art. 186 del Decreto “Rilancio” (Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34) il comma 1-ter dell’art. 57 del Decreto Legge n. 50/2017 è stato nuovamente modificato prevedendo che limitatamente all'anno 2020, il credito d'imposta è concesso nella misura del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati.

Per la misura sono stati stanziati 60 milioni così ripartiti:

•    40 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online;

•    20 milioni di euro per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato.

Ora, con la Legge di Bilancio 2021 (Legge n. 178/2020) il bonus pubblicità viene riconfermato per il biennio 2021-2022.

 

 

Il bonus pubblicità nella Legge di Bilancio 2021

Con il comma 608 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2021 è stato introdotto il nuovo comma 1-quater all’articolo 57-bis del decreto-legge 50/2017 che conferma il Bonus pubblicità anche per il biennio 2021-2022.

Le risorse stanziate sono pari a 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

L’aliquota della detrazione rimane la stessa del Decreto Rilancio e, dunque, sempre pari al 50%.
Anche i soggetti beneficiari restano gli stessi: le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali.

Dal nuovo dispositivo, però, pare che gli investimenti ammessi al bonus siano modificati. Infatti, nella norma sono previsti solo gli “investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche in formato digitale” e non anche quelli effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e nazionali, analogiche o digitali.

 

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