Caporalato, prime applicazioni della legge


Emesse 14 misure cautelari a Cosenza per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro
Caporalato, prime applicazioni della legge

Dopo che, lo scorso ottobre, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva, con 336 voti a favore e nessun voto contrario la nuova legge contro il caporalato, si cominciano ad avere i primi effetti.

E’ recente la notizia dell’emissione di 14 misure cautelari emesse dal Giudice per le indagini preliminari di Cosenza nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d'ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza a fronte delle indagini svolte a partire da settembre 2016 sotto la direzione della Procura della Repubblica di Cosenza.Dalle indagini è emerso che le persone indagate prelevavano rifugiati da due centri di accoglienza straordinaria di Camigliatello Silano, in provincia di Cosenza, e li sfruttavano nel lavoro nero nei campi dell'altopiano della Sila cosentina per la raccolta delle patate, delle fragole o come pastori.
Tra gli indagati, anche due responsabili di un centro di accoglienza che reclutavano i braccianti, soprattutto senegalesi, nigeriani e somali, e si ponevano da intermediari con i titolari delle aziende agricole locali.
A quanto si è appreso, gli immigrati reclutati sarebbero stati circa una trentina e percepivano un compenso in nero compreso tra i 15 e i 20 euro per 10 ore di lavoro.

Questo caso è anche il primo in cui viene contestato dalla Procura della Repubblica di Cosenza il nuovo reato di "intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro" che punisce i proprietari terrieri e i cosiddetti "caporali" (cioè coloro che controllano e gestiscono i braccianti) che sfruttano i lavoratori, soprattutto immigrati nei campi e nei pascoli.

Ma cosa prevede la nuova legge?
Le nuove norme prevedono che il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro sia "punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque recluta manodopera per destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori e chi utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attività di intermediazione di caporali, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno".
Se il bracciante viene sfruttato anche con l’uso della violenza, gli anni di reclusione aumentano fino a otto anni oltre all'arresto in flagranza. Sono, infine, sanzionati con la confisca dei beni i caporali e anche i datori di lavoro consapevoli dello sfruttamento.

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