Catasto, l’esordio dei metri quadrati


Nelle visure catastali saranno presenti i dati sulla superficie dell’immobile in metri quadrati, utili anche ai fini Tari
Catasto, l’esordio dei metri quadrati

La Riforma del Catasto è ancora in fase di approvazione, ma intanto i metri quadrati fanno il loro esordio nelle visure catastali. Nel documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, sarà sempre contenuta la rendita catastale ancora calcolata sui vani finché non sarà approvata la riforma, ma nel frattempo saranno inseriti per la prima volta due valori, basati appunto sui metri quadrati.

Il primo valore indica in metri quadrati la superficie totale dell’immobile, comprese le parti scoperte come balconi e terrazzi. Tale valore servirà a evitare che possano essere dichiarate superfici maggiori rispetto a quelle reali in sede di compravendita di case.
Il secondo valore, sempre espresso in metri quadrati, indica la superficie totale dell’immobile al netto però delle aree scoperte (balconi, terrazzi, ecc...). E’, quest’ultimo, il dato da prendere come riferimento per il calcolo della Tari, la nuova tassa comunale sui rifiuti. Attenzione, però, perché la Tari dovrà essere calcolata sull’80% di questo secondo valore indicato nella visura e non sul 100%. Ciò, per consentire il pagamento di una tassa basata sulla superficie calpestabile e non su quella commerciale. Il 20% da detrarre dal dato totale sarebbe, in un certo senso, uno sconto deciso per eliminare dal computo i muri dell’immobile. Con tale secondo dato espresso in metri quadrati sarà più semplice, per il contribuente, verificare la correttezza dell’importo della Tari calcolata dal Comune.

I valori espressi in metri quadrati nella visura catastale è una novità che riguarda 57 milioni di immobili sui 61 milioni totali, siano essi abitazioni, uffici, edifici pubblici, negozi, magazzini, box o cantine. Restano esclusi sono un 5% del totale, cioè quegli immobili che presentano per vari motivi un dato di superficie "incoerente" o per i quali non è stata presentata una planimetria. I contribuenti proprietari di tali immobili possono chiedere di correggere o integrare i dati errati o mancanti o di inserire la piantina catastale.

I contribuenti possono richiedere la visura catastale all’Agenzia delle Entrate tramite i servizi online oppure direttamente e gratuitamente agli sportelli. La visura catastale, al momento, non è molto cambiata rispetto al passato. Ci sono sempre i dati identificativi dell’immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, Comune), i dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita). Sono solo i due valori citati della superficie in metri quadrati che rappresentano una novità.

Certo, al momento, con la Riforma del Catasto ancora da approvare, la rendita è ancora basata sui vani e non sui metri quadrati, ma un piccolo passo in avanti, è stato fatto. Con l’approvazione della Riforma, si spera sia tutto calcolato basandosi sui metri quadrati, rendita in primis.

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