Chi non paga gli alimenti può finire in carcere


Si moltiplicano i casi in cui il genitore che non paga l’assegno all’ex coniuge per il mantenimento dei figli non ottiene la sospensione della pena
Chi non paga gli alimenti può finire in carcere

L’ultimo caso a salire agli "onori" della cronaca, se così si può dire dato l’argomento, è quello di un uomo di 40 anni che è stato condannato a sei mesi di carcere per non aver pagato gli alimenti all’ex moglie per il mantenimento dei figli. L’avvocato che ha difeso la donna parla di "sentenza esemplare", sintomo di una "nuova giurisprudenza" in fatto di diritto di famiglia.

L’esemplarità dell’accaduto è soprattutto dovuta al fatto che all’uomo, nonostante fosse incensurato, non è stata concessa la sospensione della pena in genere accordata per fatti considerati "lievi" come la violazione degli obblighi di mantenimento. Il giudice, invece, ha usato la "mano pesante", forse anche a fronte della mancanza di problemi economici dell’uomo, proprio per sottolineare la gravità anche morale della violazione degli obblighi economici del genitore. Ora per l’uomo, se la condanna sarà confermata in sede di appello, si apriranno le porte del carcere o saranno decise altre forme di libertà vigilata.

Ma questo non è un caso isolato in Italia.
È di due anni fa il caso di un uomo di 55 anni residente nella provincia di Pavia che è stato condannato a cinque mesi di arresti domiciliari per lo stesso motivo e anche a lui non è stato concesso il beneficio della sospensione condizionale. O ancora, il caso più recente di un uomo che è stato condannato a un anno di reclusione, nonostante la procura avesse richiesto solo quattro mesi, e al quale il giudice ha condizionato la sospensione della pena soltanto a fronte del pagamento degli arretrati.

Ma la domanda che ci si pone è dunque questa: si può finire in carcere se non si pagano gli alimenti?
La risposta è certamente affermativa. La violazione dell’obbligo di pagare gli alimenti all’ex coniuge è un reato e, come tale, può essere punito dalla legge con una pena detentiva. Il punto è che spesso, prima che la condanna diventi definitiva, il giudice può intimare all’imputato di pagare quanto dovuto e applicare il beneficio della sospensione condizionale. Ma il carcere, però, è possibile.

Se in passato, gli imputati raramente venivano sottoposti a un provvedimento restrittivo, in tempi più recenti i giudici tendono a non applicare il beneficio della sospensione condizionale. Di qui, l’idea di una nuova giurisprudenza, più attenta forse ai bisogni e alla tutela dei figli e meno a quelli del genitore inadempiente.

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