Codice crisi impresa, ulteriore proroga per Coronavirus?


La proroga già prevista dal per le PMI potrebbe essere ulteriormente allungata ad ampliata ad altre imprese
Codice crisi impresa, ulteriore proroga per Coronavirus?

Anche il Senato ha approvato in via definitiva il DDl di conversione del decreto legge n. 162 del 30 dicembre 2019 (il cosiddetto Milleproroghe) già approvato alla Camera dei Deputati con 315 voti favorevoli, 221 contrari e un astenuto.

Tra le novità del decreto Milleproroghe, alcune riguardano il nuovo Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza (la cui totale entrata in vigore era fissata al 15 agosto 2020).

Una delle più importanti è certamente lo slittamento dell’obbligo di nomina degli organi di controllo o del revisore, inizialmente previsto entro lo scorso 16 dicembre. Nel testo del Milleproroghe, però, è stato previsto uno slittamento fino a sei mesi del termine, dato che è stata fissata come scadenza la data di approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2019.

E’ stata prevista, dunque, una modifica dell’art. 379 del Codice della Crisi d’impresa stabilendo che l’obbligo di nomina degli organi di controllo o dei revisori deve essere effettuata entro la data di approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2019 in base ai termini stabiliti dal secondo comma dell’art. 2364 c.c. (in 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale o nel maggior termine comunque non superiore a 180 giorni).
Dunque, per le aziende che erano obbligate alla nomina degli organi di controllo o dei revisori entro il 16 dicembre 2019, potrebbero posticipare tale obbligo al 29 aprile 2020 considerando i 120 giorni (o entro il 28 giugno 2020 nel caso di rinvio dei termini di approvazione fino al massimo di 180 giorni, in base al citato comma dell’art. 2364 c.c.).

Discorso diverso va fatto per le PMI interessate dalla normativa a partire inizialmente dal 15 agosto 2020.  
Il decreto correttivo al Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza prevede uno slittamento di sei mesi soltanto per le micro imprese, ovvero quelle società che potrebbero subire maggiori contraccolpi dalla nuova normativa. Ma adesso, a causa dell’emergenza Coronavirus, il Consiglio dei Ministri potrebbe prevedere per loro un rinvio di un anno dell’entrata in vigore (dunque al 15 agosto 2021), oltre a decidere lo slittamento ampliano la platea delle imprese coinvolte.

Ricordiamo che il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, introdotto con il D.lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019 (pubblicato il 14 febbraio 2019), coinvolge le PMI che superano almeno una delle condizioni elencate dall’art. 2477 del codice civile (“Sindaco e revisione legale dei conti”), così come novellato dal Codice della crisi di impresa:

- Totale dell'attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;

- Ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;

- Dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 20 unità.


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