Come assumere un collaboratore domestico?


Intanto l’Inps fa sapere che il 2014 ha registrato un aumento di colf e badanti italiani, mentre è stato in diminuzione il loro numero totale rispetto al 2013
Come assumere un collaboratore domestico?

Secondo gli ultimi dati pubblicati sul sito ufficiale dell’Inps nella sezione "Osservatori statistici", colf e badanti regolarmente assunti nel 2014 sono stati numericamente di meno rispetto all’anno precedente. Un calo totale pari al 5,8%, che in valori assoluti significa 54.940 lavoratori in meno.

In controtendenza, però, le assunzioni di collaboratori domestici di nazionalità italiana che sono, al contrario, aumentate del 4,3% (205.789 del 2014 contro i 197.373 contratti del 2013). Il calo generale, precisa l’Inps, è dunque, da imputare alla componente maschile e immigrata. Il lavoro di collaboratore domestico resta ancora a prevalente appannaggio delle donne che rappresentano una quota dell’87% del totale di colf badanti (pari a 781.392 lavoratrici), mentre gli uomini si fermano a quota 117.037 in valori assoluti.

Ma come fare per assumere un collaboratore domestico?Gli adempimenti burocratici da compiere sono molto differenti a seconda della nazionalità della persona che si vuole assumere e sono previste modalità diverse a seconda che il candidato collaboratore sia un italiano/europeo/cittadino appartenente allo Spazio Economico Europeo - SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) o di nazionalità extraeuropea.

Nel primo caso (cittadini italiani, europei o di proveniente da Paesi SEE) le procedure sono più semplici e occorre che il lavoratore sia munito di documento di identità, codice fiscale e tessera sanitaria aggiornata dell’Asl. Se, però, il lavoratore è minorenne di età compresa tra i 16 e i 18 anni, allora sono necessari anche un certificato di idoneità al lavoro rilasciato dall’Asl e il consenso dei genitori vidimato dal Comune.

Se il cittadino è extracomunitario, le procedure cambiano a seconda che il collaboratore risieda già in Italia o meno. Nel primo caso, infatti, il lavoratore avrà già il permesso di soggiorno, mentre nel secondo è necessario verificare che possa ottenerlo in base al "Decreto Flussi" stabilito annualmente.

Dopo aver verificato che tutti i documenti siano regolari ai fini dell’assunzione, occorrerà stipulare il contratto in base a quanto prevedono i CCNL tra datori di lavoro domestici e i sindacati di categoria. Dopodiché, occorrerà comunicare all’Inps l’assunzione entro le 24 ore prime del giorno prima (anche festivo) di quello di inizio del rapporto di lavoro.
Per evitare di dimenticare di richiedere al collaboratore domestico uno dei documenti necessari all’assunzione, inviare una comunicazione errata o incompleta all’Inps o per conoscere a fondo diritti e doveri in materia, prestabiliti dai contratti collettivi nazionali di lavoro, sarebbe utile farsi consigliare e assistere da un consulente del lavoro.

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